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Hannah Turtle: mamma avvelena e uccide il figlio di 2 mesi

Hannah Turtle è una giovane mamma attualmente sotto processo, la donna è stata accusata di aver avvelenato ed ucciso il figlio di appena 2 mesi.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

15 Febbraio 2018

Hannah Turtle è una giovane mamma accusata di aver ucciso il figlio neonato, il piccolo James Hughes morto a soli 2 mesi il 13 giugno del 2016.

Attualmente sotto processo, la donna si è dichiarata non colpevole per i 6 capi di imputazione: un’accusa di omicidio, 3 per maltrattamenti e 2 per somministrazione di veleno.
 

Hannah Turtle: mamma avvelena e uccide il figlio di 2 mesi.

 
Hannah Turtle: mamma avvelena e uccide il figlio di 2 mesi
 
Il  processo contro Hannah Turtle è iniziato alcuni giorni fa e si sta svolgendo presso la Corte di Mold, cittadina del Galles nord-orientale, situata nella contea di Flintshire.

Secondo i quotidiani stranieri lo stesso dovrebbe durare circa 3 settimane, tempo comunque indicativo e necessario alla giuria affinché questa decida se la donna sia davvero responsabile, e in che misura, dell’atroce omicidio di suo figlio.
 
Una cosa è certa, i particolari che stanno pian piano emergendo nel corso delle udienze non si possono di certo definire a lei favorevoli, al contrario il quadro delineato attualmente è quello di una donna mentalmente instabile che assumeva farmaci antidepressivi per curare la sua depressione.
 
Ma cosa è accaduto al piccolo James Hughes?
 
Nel corso di una delle udienze, l’accusa, grazie a quanto rilevato nel corso delle indagini, ha ricostruito i fatti accaduti nel 2016.
 
Hannah Turtle, oggi 22enne, e il suo compagno Ian Hughes, residenti a Shotton, cittadina della contea del Flintshire, Galles, sono diventati per la prima volta genitori il 17 aprile del 2016, giorno in cui è nato James.
 
In quel periodo la donna fu sottoposta a diversi controlli ma le sue condizioni non destarono alcuna preoccupazione, i medici infatti definirono la sua salute emotiva come “buona”.

Nonostante ciò, due settimane dopo la nascita di James la coppia effettuò una visita in seguito alla quale il medico generico registrò lo stato di Hannah Turtle con le seguenti parole:

“In lacrime, ansiosa e aveva pensieri di autolesionismo”.

Pur avendo notato lo stato di disagio della propria compagna, la stessa che agli inizi della loro relazione gli aveva rivelato di soffrire di disturbi mentali dovuti ad abusi subiti durante l’infanzia, Hughes non diede eccessivo peso alla cosa, pensando che fosse alquanto comune tra le neo mamme.

Nessuno della famiglia immaginava che a breve si sarebbero verificati drammatici eventi.
 

Hannah Turtle: i ricoveri del piccolo James.

 
Hannah Turtle: mamma avvelena e uccide il figlio di 2 mesi
 
Nel periodo che va dal 31 maggio al 9 giugno del 2016, il bambino fu ricoverato per ben 3 volte per soffocamento al Countess of Chester Hospital.

Il primo incidente fu segnalato proprio da Hannah Turtle che chiamò i soccorsi affermando che il figlio non respirava. Trasportato in ospedale, James fu salvato e ricoverato per accertamenti.
 
Il secondo episodio avvenne proprio mentre si trovavano in ospedale.

La corte ha raccolto la testimonianza di alcune infermiere e sanitari che hanno affermato di aver visto la signora Hannah Turtle correre lungo il corridoio dell’ospedale con suo figlio in braccio mentre urlava che il piccolo aveva smesso di respirare.

Dopo aver nuovamente salvato James da morte certa, le infermiere hanno riferito di aver notato uno strano comportamento da parte della donna che si mostrava ansiosa e continuava a scusarsi con il personale medico senza specificare per cosa.
 
Inoltre anche l’assistente sanitaria Carly Stretch, ascoltata nel corso di una delle udienze, ha raccontato che l’imputata le aveva rivelato di essere stata abusata da bambina, di aver sofferto di depressione e di aver avuto problemi di salute mentale.
 
Il 6 giungo James fu dimesso.
 
Il terzo e purtroppo ultimo episodio si verificò il 9 giugno quando Hannah Turtle si trovava a casa con il figlio e la suocera, Kathleen Hughes. Quest’ultima ha raccontato di aver sentito dalla sua camera da letto la nuora che, urlando, la stava chiamando.

Una volta raggiunta, ha trovato la giovane mamma in piedi sul letto mentre stringeva tra le braccia il figlio cianotico ed esanime.
 
Nuovamente ricoverato, James, che non aveva ancora compiuto 2 mesi, lottò tra la vita e la morte per 4 giorni. Il 13 giugno del 2016 fu dichiarato morto a causa dei danni cerebrali provocati dalla lunga assenza di ossigeno.
 

Hannah Turtle: l’ammissione e la dichiarazione di non colpevolezza.

 
Hannah Turtle: mamma avvelena e uccide il figlio di 2 mesi
 
Inizialmente la donna aveva cercato di respingere le accuse mosse contro di lei, solo in seguito avrebbe in un certo modo confessato le proprie colpe.
 
Nel corso dei vari interrogatori e colloqui effettuati durante le indagini, Hannah Turtle rivelò ad un’assistente sociale prima, ad un’infermiera poi e addirittura in una lettera inviata alla polizia di aver provato a soffocare il figlio con le proprie mani in 3 diverse occasioni.

Inoltre, la stessa avrebbe dichiarato di aver aggiunto in un’occasione i suoi medicinali antidepressivi nel latte del bambino, rischiando di avvelenarlo.
 
Durante l’udienza è stato poi riferito che la giovane mamma ha più volte dichiarato di aver bisogno di aiuto e di udire delle voci che le dicevano che non meritava di avere il suo bambino.

“Vorrei non averlo mai fatto – avrebbe dichiarato Hannah Turtle – So che ho bisogno di aiuto”.

Oggi il piccolo James non c’è più mentre il processo contro sua madre, sua presunta assassina, prosegue.
 
Nonostante le accuse siano ben delineate, non è ancora chiaro il motivo che abbia spinta questa mamma a far del male al suo bambino, si parla di depressione post-partum o ancora di Sindrome di Münchausen per procura, uno stato patologico molto complesso che spinge il genitore a provocare volontariamente il malessere del proprio figlio.
 
Sindrome di Münchausen per procura: figli malati o morti a causa della mamma

 

 

 

 

 

 

 

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