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Bambino chiamato Jihad: giudice cambia il nome

Il giudica si è espresso in favore del comune che aveva denunciato la scelta di due genitori, il bambino chiamato Jihad sarà infatti costretto a cambiare nome

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

19 Aprile 2018

Il bambino chiamato Jihad sarà ora costretto a cambiare nome: a deciderlo il giudice che ha ritenuto inadeguata la scelta fatta dai genitori del neonato.

 

Bambino chiamato Jihad: giudice cambia il nome.

 
Bambino chiamato Jihad: giudice cambia il nome
 

Tutto ha avuto inizio il 2 Agosto del 2017, giorno di nascita del bambino chiamato Jihad, un nome che gli occidentali spesso associano alla “guerra santa” e al terrorismo.

Dopo il lieto evento, i neo genitori, residenti a Léguevin, comune francese situato nel dipartimento dell’Alta Garonna, ad ovest di Tolosa, hanno provveduto a dichiarare il figlio presso il comune che ha ritenuto opportuno presentare un rapporto presso il pubblico ministero.

 

La legge prevede che siano i genitori a dover scegliere il nome del proprio figlio, ma anche che tale scelta debba essere effettuata “miglior interesse del bambino”.

Si presume infatti che il bambino chiamato Jihad, nato in un periodo ed in un contesto, quello francese e europeo, segnato da diversi attacchi terroristici, possa in futuro avere dei problemi a causa del suo nome.

Tale supposizione ha per l’appunto spinto gli impiegati comunali a sottoporre la questione ad un giudice del tribunale della famiglia che, dopo aver valutato la situazione, ha reso noto tre giorni fa la sua decisione: il bambino chiamato Jihad cambierà il suo nome in Jahid.

 

Bambino chiamato Jihad: perché questo nome va contro il benessere del neonato.

 

Quello di Léguevin non è il primo caso, nel 2016 a Roubaix, città della Francia settentrionale, altri due genitori furono costretti a rinunciare a quello specifico nome perché non ritenuto idoneo.

 

Ma cosa significa Jihad?

 

Nel linguaggio dell’Islam, il termine Jihad può assumere diversi significati, tra cui sforzo, lotta, abnegazione o resistenza.

A spiegarlo in modo esaustivo è Abderrahmane Oumachar, co-fondatore del  Centro di Tolosa per la spiritualità musulmana, intervistato nell’ottobre scorso dall’Actu:

“La Jihad è un concetto fondamentale nell’Islam. È stato falsamente tradotto come “guerra santa” nella nostra immaginazione collettiva e nella mente di certe correnti violente…. Questa parola significa lo sforzo per fare del bene, come un medico che salva delle vite. È una forma di autostima ed eccellenza nel modo di essere. Questo non ha nulla a che fare con l’immagine trasmessa dai media e praticata da criminali che rivendicano l’Islam”.

Il bambino chiamato Jihad non avrebbe quindi dovuto temere il suo nome, al contrario avrebbe potuto essere per lui una fonte di ispirazione, un monito per riuscire a fare sempre meglio.

Tuttavia, nel mondo occidentale, è ben radicata la convinzione, errata, che questo nome sia legato in qualche modo al terrorismo, il che rende la sua scelta un “pericolo” per il benessere del neonato.

 
 

Fonte: LeParisienActu

 
 
 
 

Fonte immagine di copertina: Ingimage con licenza d’uso ING_18505_00015

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