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Chi sono le vittime dell’ incidente ferroviario a Caluso

L' incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea, ha fatto due vittime, il capotreno e l'uomo alla guida del Tir che ingombrava i binari. Urto violento e inevitabile.

Federica Federico

di Federica Federico

24 Maggio 2018

25 feriti e 2 morti, la capotreno in condizioni gravissime, è questo il bilancio dell’ incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea,  coinvolto un treno e un autoarticolato.

 

A provocare l’incidente sarebbe stato il Ttir che, almeno secondo le prime ricostruzioni, avrebbe impegnato i binari eludendo (qualcuno scrive sfondando) il passaggio a livello. L’autoarticolato trasportava container, un’operazione di trasporto straordinaria che coinvolgeva due Tir (quello travolto e un altro) e che implicava anche una vettura di accompagnamento.

 

L’impatto è avvenuto intorno alle 23.30 di ieri, mercoledì 23 maggio, il convoglio proveniva da Torino Porta Nuova ed era diretto ad Ivrea; meno certezze si hanno sulla provenienza dell’autoarticolato che forse arrivava dalla Repubblica Ceca.

L' incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea, ha fatto due vittime, il capotreno e l'uomo alla guida del Tir che ingombrava i binari

Incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea, la dinamica

 

Secondo alcune fonti stampa accreditate il passaggio a livello era perfettamente funzionante, malgrado ciò il Tir impegnava il binario su cui il treno era regolarmente in corsa, la dinamica di questo ingombro anomalo sarà spiegata dalle indagini in corso.  L’autista dell’autoarticolato è già stato iscritto nel registro degli indagati con l’imputazione di disastro ferroviario. Resta salvo il fatto che il buon funzionamento del passaggio a livello verrà controllato dalle autorità competenti. 

 

Le fonti stampa rendono noto che, dalle prime verifiche in loco, l’autista alla guida del Tir sarebbe risultato negativo all’alcoltest.

 

Incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea, le vittime.

 

E’ morto il macchinista del treno, Roberto Madau, 61 anni, di Ivrea. Un macchinista d’esperienza prossimo alla pensione.

 

Come da protocollo l’uomo ha attivato i freni di emergenza del treno ma il convoglio non si è fermato, quell’impatto era inevitabile.

 

Sono deragliati i primi tre vagoni del treno, compresa la semipilota, ovvero il vagone su cui lavora il macchinista.

 

Oltre al macchinista è morto anche l’autista della vettura di scorta che viaggiava davanti al Tir ma le sue generalità non sono state rese note.

 

Versa in gravissime condizioni la capotreno, Morena Gauna, al momento intubata e in coma farmacologico al Cto di Torino. La donna è rimasta incastrata tra le lamiere dei vagoni, perché i soccorritori la raggiungessero e la recuperassero è stato necessario un lavoro lungo un’ora. Morena avrebbe riportato numerosi traumi da sindrome da schiacciamento e una frattura al bacino, sarebbe stata anche operata.

Tutti i feriti (25 complessivamente) sono stati smistati negli ospedali del Torinese, tra Chivasso, Ciriè, il Giovanni Bosco e il Cto di Torino e Ivrea.

Treno deragliato a Caluso

Incidente ferroviario a Caluso, tra Torino e Ivrea, la testimonianza dell’autista del 2° Tir.

 

Per completezza di informazione va detto che la testimonianza dell’autista del secondo Tir, quello che seguiva il primo rimasto coinvolto nello scontro, smentisce l’ipotesi, paventata dalla stampa, dello sfondamento della barriera del passaggio a livello.

L’uomo originario della Repubblica Ceca si esprime in un francese stentato ma fa capire che i convogli procedevano pianissimo e che le luci del passaggio a livello erano verdi. L’uomo afferma: “Quando il mio collega era in transito sui binari le sbarre si sono abbassate e le luci sono diventate rosse“, il treno sarebbe sopraggiunto in pochi secondi.

 

Il lavoro dei soccorritori, vigili del fuoco e unità del CRI – Croce Rossa italiana – è stato difficile e preziosissimo, come dinnanzi ad ogni emergenza, anche questa volta hanno salvato vite e estratto persone rimaste bloccate tra le lamiere. E’ encomiabile l’opera di questi eroi a cui quasi mai l’ opinione pubblica riesce a dare un volto.

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