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Percorso per uscire dalla grotta: operazioni di salvataggio in Tahlandia

Il percorso per uscire dalla grotta è lungo e difficile, in queste ore l'ostacolo maggiore si sta rivelando la pioggia che determina l'innalzamento dell'acqua

Federica Federico

di Federica Federico

09 Luglio 2018

I 12 ragazzini intrappolati dal 23 giugno a Tham Luang, Thailandia, stanno affrontando la prova più dura, rischiosa e importante della loro vita: un lungo e tortuoso percorso per uscire dalla grotta, per tornare liberi.

percorso per uscire dalla grotta ragazzi Thailandia

 

Il percorso per uscire dalla grotta non è una via di fuga asciutta e agevole, come avrebbero voluto i soccorritori.

 

Si tratta di un lungo cunicolo nella roccia, a momenti completamente inondato dall’acqua, lungo 4 chilometri e in dei punti largo appena 38 centimetri con un tratto in immersione completa.

L’intera via di fuga è stata illuminata artificialmente; l’acqua è stata, per quanto possibile, drenata all’esterno con un sistema di pompe meccaniche d’aspirazione; per la sicurezza, anche emotiva, dei ragazzi è stata fissata una corda alle rocce, così per l’intero percorso i giovani possono aggrapparsi a questa fune, praticamente un filo d’Arianna.

Il terreno è roccioso; nei punti inondati l’acqua è melmosa e quindi chi si immerge gode di scarsissima visibilità;  le correnti d’acqua sotterranea sono forti; il tempo di percorrenza dei cunicoli è lunghissimo.

E tutto ciò è aggravato dal fatto che la maggior parte dei ragazzi non sa nuotare.

percorso per uscire dalla grotta ragazzi Thailandia

Sono già quattro i ragazzini portati in salvo attraverso questo percorso per uscire dalla grotta.

 

La via sotterranea porta da Pattaya Beach (la spiaggia, poi inondata dal monsone in cui il gruppo di giovani calciatori è rimasto bloccato) fino all’uscita.

 

Come mostra l’immagine di Sky Tg24, i soccorritori hanno diviso il percorso in 4 camere.

 

Il punto di fuga più ostico è il primo tratto, quello che va dalla spiaggia alla camera 3: lì bisogna immergersi completamente e muoversi attraverso cunicoli strettissimi. Nella camera 3 i soccorritori hanno realizzato un cosiddetto punto di raccolta che consentirà ai giovani di trovare ristoro.

 

Nel secondo tratto i cunicoli sono più larghi e in molti punti non è necessaria un’immersione completa, per quanto il percorso per uscire dalla grotta sia ancora lungo.

 

E’ necessario considerare che i ragazzi affrontano questa prova in condizioni fisiche ed emotive difficili: hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare; hanno preso lezioni intensive di nuoto e hanno dovuto fare amicizia con la strumentazione di salvataggio, hanno cioè preso lezioni intensive sulla gestione delle attrezzature per l’immersione.

Per le operazioni di soccorso vengono impiegate maschere subacquee integrali,  maschere speciali che coprono l’intero viso e permettono ai giovani calciatori di respirare normalmente. 

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