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Aborto, abortire in Italia è un diritto a rischio

di A. Arciprete

22 Ottobre 2011

legge aborto a rischio in italiaCampane a  morto.
Riecheggia e rimbalza per le strade di San Giovanni in Fiore (Cosenza) il suono lugubre di un campanile,
volutamente fuori gli orari abituali dei funerali in chiesa.
A tirare la corda, naturalmente, un parroco. Don Emilio Salatino.

Una battaglia la sua, contro la legge, contro la libertà di scelta, contro la democrazia e il diritto?

Non perde tempo don Emilio, ad ogni aborto, campane a morto.
Sembra uno slogan degli anni 70, ma avviene oggi, nel 2011.

Ogni rintocco suona come un monito per tutti , sembra porti con sé una punizione imminente e decisiva.

Sembrano gli ultimi lamenti di una chiesa che non riesce più ad ottenere consensi, così logorata dal suo potere politico millenario. Una chiesa ormai fuori tempo massimo.
Chissà cosa pensa don Emilio mentre suona quelle campane, chissà se si rende conto del tempo che passa attorno a lui o  vuole solo essere reazionario ,come probabilmente gli hanno insegnato.

I reazionari.
A chi giova tutto questo?

Un potere che perde consensi ha sicuramente la sua arma migliore nell’impedire cambiamenti etici di un popolo.

abortire in italia diritto La legge 194 è a rischio, non per il monito medievale di don Emilio ma per un potere molto più subdolo e quindi di maggiore impatto.

Il referendum del 1981 confermava la volontà degli italiani, Si all’aborto. L’Italia diceva basta alla clandestinità, alle morti dovute a pratiche abortiste fuori da qualsiasi normativa, spesso in locali decisamente non idonei e con strumenti del tutto inappropriati.

L’Italia alzava la testa, provava ad ottenere consapevolezza. aborto italia dirittoCerto la mossa successiva avrebbe dovuto essere una sessualità consapevole, creare i presupposti per una società migliore, in cui l’aborto avrebbe assunto un significato medico e basta. Ma il potere non ha mai ceduto su questo punto, creando di fatto una società a metà. Da un lato cosciente della scelta dall’altro inconsapevole nelle cause.

Il risultato oggi è che i medici obiettori sono esponenzialmente cresciuti fino ad arrivare al 70%.

Scelte non di fede? Ma dettate dalla paura dell’emarginazione sul posto di lavoro, dalle vessazioni dei colleghi obiettori  , dalla costrizione ad effettuare quasi esclusivamente aborti  nell’arco della loro carriera? Scelte politiche, dovute agli studi effettuati in università cattoliche o per il posto di lavoro in ospedali cattolici? I medici più giovani non hanno scelta, o si dichiarano obiettori o rischiano una vita lavorativa segregata ad opera dei loro stessi colleghi?

Tra circa cinque anni, la legge 194 rimarrà una legge che nessun medico vorrà applicare. Svuotata completamente dei suoi significati, assisteremo ancora una volta a decessi evitabili come 40 anni fa.aborto in italia

A chi si arricchirà nell’ombra di una clinica inventata nei magazzini o cantine di un qualche palazzo in periferia a scapito della vita altrui.

A madri che moriranno di parto come nei film western in bianco e nero o peggio come nella realtà accade nei paesi estremisti.

Campane a morto, adesso Si.

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