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Elena Santarelli racconta il momento più brutto della malattia del figlio

Elena Santarelli racconta il momento più brutto della malattia del figlio ed è un momento intimo. Una mamma vorrebbe sempre proteggere il proprio bambino!

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

14 Luglio 2018

Elena Santarelli racconta il momento più brutto della malattia del figlio, lo fa durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e sempre con la stessa intenzione di fondo, ovvero per sensibilizzare e dare speranza: 

 

Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente.

Elena Santarelli racconta il momento più brutto della malattia del figlio

Elena Santarelli racconta il momento più brutto della malattia del figlio e svela di aver scelto la normalità.

 

I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me. I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene.

 

Il cancro infantile è una battaglia dalle molte complicazioni anche emotive: nessun genitore si aspetta di assistere ad altro che alla crescita del proprio bambino. Scoprire la malattia in età pediatrica o in un giovane stravolge completamente l’ordine naturale delle cose e ingenera dolore e sconforto, massimizza il senso di impotenza.

 

La Santarelli è una mamma guerriera come molte altre, c’è un esercito silenzioso di madri che combattono per la speranza di vita dei propri figli. Quello che la showgirl vuole dimostrare è che c’è e ci deve essere sempre un posto per la speranza.

 

Quando Elena Santarelli ha deciso di raccontare il suo dramma aveva un obiettivo:

 

ha voluto portare l’opinione pubblica a riflettere sull’importanza del sostegno alla ricerca. Laddove la ricerca è la prima e più salda fonte di speranza concreta per i bambini affetti da tumore.

 

(A principio, Elena Santarelli ha raccontato della malattia di Giacomo, ndr) Per ringraziare i medici e aiutare le associazioni. Era Pasqua e Heal ha venduto per beneficenza uova come mai.

 

La ricerca dovrebbe essere tra le priorità dello Stato e allo stesso tempo dovrebbe rappresentare un interesse sociale fortissimo, presidio e garanzia di un futuro in cui la salute sia obiettivo comune.

 

Giacomo compirà 9 anni il prossimo 22 luglio, a lui è stato diagnosticato un tumore cerebrale; Elena Santarelli aveva avvertito, con quell’istinto che le mamme ben conoscono, che qualche cosa non andava per il verso giusto. Oggi, però, il suo messaggio è uno e chiaro: combattere per garantire speranza ai bambini.

 


L’intervista completa sul Corriere della Sera, fonte delle dichiarazioni qui riportate.

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