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Catturare pesciolini, animali marini o uccidere meduse è sbagliato

Catturare pesciolini, granchi e piccoli abitanti degli scogli a pelo d'acqua non è un gioco da bambini. L'ecosistema marino può subire un danno, sono esseri viventi e vanno rispettati.

Federica Federico

di Federica Federico

10 Agosto 2018

Catturare pesciolini o piccoli animali marini residenti sugli scogli più vicini alla riva, confesso che lo hanno fatto anche i miei bambini! E’ accaduto prima che tutti insieme capissimo il peso e la ricaduta di questi comportamenti.

 

Catturare patelle, granchi, paguri, gamberetti, piccoli molluschi, stelle marine, ricci di mare e cavallucci marini è sbagliato: può ledere l’ecosistema marino e danneggiarne gli equilibri, oltre a mettere a repentaglio specie sempre più preziose e rare.

 

Retini, pietre acuminate, manine dispettosamente invadenti e trappole di pane o farina sono gli strumenti con cui i bambini danno la caccia ai pesciolini e ai piccoli animali del mare.

 catturare pesciolini in mare è sbagliato

Catturare pesciolini e condannarli a morte certa nel secchiello è una crudeltà (stesso discorso vale per patelle, granchi, gamberetti, eccetera). A dirla tutta, nemmeno le meduse meritano di morire.

 

Ai miei figli ho sempre insegnato a non temere le meduse, pur essendo necessaria una costante attenzione in mare perchè le correnti non ci costringano ad un incontro indesiderato.

 

 

Aiuto, aiuto, in mare c’è una medusa”, proprio ieri ho assistito a una battuta di caccia armata dall’idea insana di ripulire il mare dai suoi abitanti oriundi, naturali e legittimi.

Troppo spesso, quando viene avvistata una medusa, che per sua natura è innocua, si muove un orda barbara di valorosi all’inseguimento della bella, lenta e trasparente danzatrice del mare. Una volta presa, la sventurata è già condannata a un destino orrendo:

morirà sotterrata nella sabbia o scaraventata su uno scoglio rovente al sole, comunemente dopo non poche torture.

 

E’ ora di smetterla. Le meduse non sono aggressive, ucciderle (così come catturare pesciolini o i tanti animaletti marini e imprigionarli nei secchielli) non è educativo né corretto.

 

Ogni creatura marina (anche le patelle che vivono attaccate agli scogli) è un essere vivente, pertanto soffre se la sua vita viene aggredita e patisce se la sua morte si consuma lentamente.

catturare pesciolini in mare

Catturare pesciolini in mare, per osservarli agonizzare nel secchiello, è diseducativo e si traduce in una vera tortura per questi esseri viventi.

 

Non tutti gli adulti, mamme, papà o nonni, considerano gli abitanti del mare come creature viventi, considerazione questa che da sola basterebbe a garantire a essi il debito rispetto.

Così nessuno riflette sul fatto che un secchiello possa essere una rovente prigione; in pochi salvano gli animaletti marini dalla morte e raramente si tiene conto di una verità lampante:

se ciascun bambino, singolarmente preso, volesse catturare pesciolini o animaletti marini ogni giorno, probabilmente il danno all’ecosistema sarebbe enorme (e persino insensato, svincolato da qualsivoglia logica biologica o catena alimentare).

 

L’acqua posata all’interno di un secchiello diventa velocemente bollente; di fatto, complice il sole e il calore della sabbia su cui il secchiello viene comunemente poggiato, l’acqua innalza velocemente la sua temperatura e i pesciolini, i granchi, i ricci e le patelle catturate, letteralmente, muoiono “cotte e asfissiate”.

 

Nel secchiello il rischio di morte per asfissia dei piccoli animali del mare è altissimo: il caldo e il sovraffollamento concorrono a esaurire la quantità vitale di ossigeno presente nell’acqua.

 

Pertanto liberare gli animaletti catturati restituendoli al mare dopo una sosta nel secchiello, anche relativamente breve, non equivale certamente a salvare loro la vita. Moltissimi quelli rimessi in acqua già morti o prossimi alla morte.

 

Catturare pesciolini e collezionare le piccole creature del mare per giocare con loro non è educativo.

 

Non si gioca con gli esseri viventi. Se il cane di casa non è un gioco, non lo è nemmeno la patella sullo scoglio!

 

Gli esseri viventi oriundi d’un ecosistema (in questo caso padroni dell’ecosistema marino) vanno osservati e curati in quello che è il loro mondo. Ciascuno di noi dovrebbe educare i figli alla conquista di questa consapevolezza conducendoli al pieno rispetto dei piccoli abitanti del mare.

 

Se fino ad oggi avete catturato i pesciolini perché i vostri bambini potessero osservarli da vicino, da domani munitevi di occhialini e maschere e immergetevi laddove la vita ha naturalmente e fluentemente luogo. Potrebbe essere più bello e più istruttivo.

Inoltre, anziché catturare i pesciolini, provate a cercare su internet le diverse specie, imparate a riconoscerne caratteristiche e pregi. Potreste amare ancora di più i luoghi dove vi trovate e gli abitanti delle acque in cui vi immergete.

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