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21enne partorisce in auto e chiude il figlio in una busta

Ragazza 21enne partorisce in auto e, senza richiedere alcuna assistenza medica immediata, decide di chiudere il figlio in una busta della spazzatura

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

10 Agosto 2018

Un neonato, un piccolo essere indifeso bisognoso solo di amore e di cure, è stato ritrovato senza vita nell’auto della sua giovane madre diverse ore dopo essersi affacciato al mondo.

Un orrore scoperto dagli agenti che hanno raccontato di come la 21enne partorisce in auto senza prestare alcun soccorso al suo bambino. La ragazza è ora in carcere con l’accusa di omicidio e mancata assistenza medica ad un minore.

 

21enne partorisce in auto e chiude il figlio in una busta.

 
21enne partorisce in auto e chiude il figlio in una busta
 

Mentre l’Italia è ancora indignata per il recente fatto di cronaca che vede purtroppo protagonista un figlio rifiutato e deceduto dopo esser stato abbandonato in un sacchetto di plastica davanti ad un supermercato di Terni, l’America piange un altro bambino, anche lui rinchiuso in una busta e lasciato morire da solo.

 

In questo specifico caso, il cui scenario è la contea di Lexington, contea dello Stato della Carolina del Sud (USA), la 21enne partorisce in auto, chiude il bambino in un sacchetto della spazzatura e, una volta fatto ritorno a casa, lo lascia sul tappetino della macchina.

Secondo quanto reso noto dallo sceriffo della contea di Lexington attraverso un comunicato stampa diffuso nel giorno dell’arresto della donna, ovvero lo scorso lunedì 6 Agosto, Brennan Hailey Geller ha dato alla luce il suo bambino la prima settimana del mese, per l’esattezza venerdì 3 Agosto.

 

Come detto in precedenza, la 21enne partorisce in auto ma il comunicato non specifica dove e quando sia avvenuta esattamente la nascita. Allo stesso modo la polizia non ha chiarito se la ragazza sapesse della gravidanza, o se ne fossero stati informati i suoi parenti e/o amici, come non è chiaro se avesse raccontato ad altri del parto.

Nel diffondere la notizia, le forze dell’ordine hanno spiegato che la Geller non ha richiesto né cercato assistenza medica per lei o per il bambino subito dopo la nascita, tale comportamento avrebbe, secondo gli agenti, determinato il decesso del neonato.

“Ci siamo resi conto di questo tragico caso dopo che la Geller è stata curata in ospedale sabato mattina per delle perdite di sangue”.

È quanto dichiarato dallo sceriffo della contea di Lexington, Jay Koon, e riportato nella nota ufficiale diffusa sul portale web del suo Dipartimento, che chiarisce che i detective sono venuti a conoscenza del caso solo grazie all’intervento dei medici che hanno preso in cura la giovane.

La 21enne partorisce in auto il venerdì senza richiedere alcuna assistenza medica decidendo però di recarsi presso un ospedale locale il giorno seguente, ossia sabato 4 Agosto, per curare un’emorragia che non spiega essere dovuta al parto.

Il personale sanitario, che attraverso le condizioni della donna aveva compreso la recente nascita, negata dalla giovane, ha così avvertito le forze dell’ordine che, diverse ore dopo, hanno scoperto il neonato morto nel sacco della spazzatura situato ancora dentro l’auto.

 

21enne partorisce in auto: accusata di omicidio.

 
21enne partorisce in auto e chiude il figlio in una busta
 

Trasportata nel centro di detenzione della contea di Lexington, Brennan Hailey Geller è ora tenuta lì sotto custodia nell’attesa della prima udienza. È accusata di omicidio e abuso di minore e rischia fino a 20 anni di carcere.

L’ufficio del coroner della contea di Lexington infatti ha dichiarato che la morte del bambino è avvenuta dopo la nascita tuttavia non è stata ancora determinata la causa del decesso in quanto si attendono i risultati delle analisi effettuate nel corso dell’autopsia.

 

A scioccare maggiormente il popolo americano è stata la consapevolezza che tale morte si sarebbe potuta evitare.

Come per l’Italia infatti, anche in America esistono leggi “Safe Haven”, ossia leggi che permettono di partorire e lasciare i neonati presso gli ospedali, le chiese e le caserme dei pompieri mantenendo l’anonimato. Ciò garantisce una maggior sicurezza ed un’immediata e adeguata assistenza sanitaria sia al bambino che alla madre, sollevando quest’ultima da ogni accusa penale.

 
 

wistv.com – Columbia, South Carolina

 
 
 

Fonte: Lexington SheriffWistvSafeHaven

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