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Bambini aggressivi come comportarsi: cause dell’aggressività

Sono piccoli terremoti, bambini ciclone o tornado, hanno sbalzi d'umore, lanciano i giocattoli, li rompono, sono disordinati: bambini aggressivi, cosa fare?

Federica Federico

di Federica Federico

11 Settembre 2018

Li chiamano bambini ciclone o tornado, sono i bambini aggressivi, quali che si arrabbiano, che distruggono tutti i giocattoli che gli passano per le mani, che lanciano i giochi fuori dal box e che rimangono quasi indifferenti ai rimproveri.

 

La vivacità del bambino è un dato normale, anzi fisiologico; ciò che dovrebbe preoccupare è, all’opposto, un’assenza di gaiezza e esuberanza.

 

Si parla di bambini aggressivi quando la violenza (manifestata sulle cose come contro le persone, per esempio col lancio d’oggetti, i morsi, l’aggressività fisica) e gli sbalzi d’umore sono delle reazioni consuete e difficili da gestire.

 bambini aggressivi, che cosa fare

I bambini aggressivi sono spesso bimbi alla ricerca di se stessi e di un efficace canale di comunicazione con gli adulti.

 

L’aggressività è facilmente figlia di una carenza espressivo – comunicativa, non per questo dipende necessariamente da un disturbo comportamentale o attentivo.

 

Bambini aggressivi, come si riconoscono.

 

I bambini ciclone, tornado, terremoto, sono quei bimbi che manifestano comportamenti violenti, irrefrenabili, aggressivi o distruttivi. Per esempio, i bambini ciclone:

  • non giocano pacificamente ma rompono i giocattoli, li lanciano, li distruggono;
  • non stanno fermi un momento;
  • sparpagliano confusamente i giochi per terra e sono discontinui nel rapporto con questo o quel giocattolo;
  • non tollerano l’immobilità, sono “allergici” al passeggino, al box e ai sedioli auto;
  • sono irrefrenabili e sempre in frenetico movimento.

 

La confusione e il lanciare i giocattoli e gli oggetti per aria, tal volta anche contro gli altri, sono comportamenti tipici dei bambini aggressivi.

 

Nel caos il bambino esprime il bisogno di ricercare se stesso nel mondo, possibilmente dovrebbe correggere i comportamenti negativi raggiungendo un punto di equilibrio. Il lancio degli oggetti, invece, è un istintiva forma di liberazione ed è, di fatto, una manifestazione istintuale dell’aggressività.

 bambini aggressivi comportamentei

Cosa non fare dinanzi ai bambini aggressivi?

 

Sappiate che i bimbi che lanciano tutto per aria, fuori dai casi di sperimentazione normale del mondo circostante, si stanno sfogando, ovvero stanno liberando la loro rabbia. Nello sfogarsi questi bimbi compiono un atto istintivo: nello specifico lanciano gli oggetti.

 

E’ inutile dire loro “non si lancia perché continueranno a farlo almeno sin quando non avranno sfogato la frustrazione.

Praticamente, anche rispetto al richiamo dell’adulto, nel bambino prevale il bisogno di dare sfogo ai suoi istinti.

 

 

Inutile picchiare i bambini aggressivi, sculacciarli o dare loro botte sulle mani.

 

I bambini aggressivi stanno ragionando, vivendo e comunicando con il mezzo della violenza; laddove l’adulto decida di rispondere con le botte è evidente il rischio di aggravare l’atteggiamento aggressivo e oppositivo del bambino.

 

Pian piano al piccolo va spiegata la natura errata del suo gesto, va dimostrato che il giocattolo si rompe, che se colpisce qualcuno fa male, che tirare gli oggetti è un atteggiamento inappropriato.

 

Questo percorso si conquista col dialogo e con gli esempi, sempre misurati e proposti tenendo conto dell’età del bambino.

 

Lo sport è un buon rimedio anti aggressività.

 

Spessissimo i bambini aggressivi sono cuccioli d’uomo non capaci di canalizzare le energie accumulate, lo sport li aiuta a fare esattamente questo, ovvero consente loro di gestire positivamente la cariava energetica di cui dispongono.

 

Se pensi che tuo figlio sia un bambino ciclone, parti dalla pratica sportiva; il carattere, la gestione delle emozioni e la canalizzazione dell’energia vitale del bimbo ne avranno grande beneficio.

 

 

L’ordine si insegna con l’esempio e la partecipazione alle faccende domestiche. Di detto insegnamento possono beneficiare grandemente anche i bambini aggressivi.

 

Un bimbo in età prescolare (già verso i due anni e mezzo e certamente a tre anni) può gestire autonomamente alcune sue cose, per esempio giocattoli, pennarelli, colori o pochi oggetti d’uso comune, come lo spazzolino.

E’ compito del genitore favorire l’autonomia del bambino educandolo gradualmente alla gestione ordinata delle sue cose.

 

 

Rispetto ai giocattoli, il bambino può praticare una vera palestra d’ordine nel momento del gioco.

 

I bambini aggressivi, soprattutto quelli portati a lanciare e distruggere i giocattoli, non hanno bisogno di molti giochi e non devono essere abituati a giocare dappertutto:

  • date loro pochi giocattoli;
  • rispettate le indicazioni d’età riportate sulle confezioni;
  • scegliete giocattoli sicuri, qui soprattutto per una ragione di solidità;
  • stabilite un’area delimitata entro cui il bambino può giocare.

 

Dopo ogni attività di gioco aiutate il bambino a mettere in ordine. Fate in modo che i giochi siano liberamente accessibili al bambino e che possa riordinarli con facilità, possibilmente avendoli sempre a disposizione.

 

E’ possibile che i bambini aggressivi vivano in un ambiente silenzioso, pertanto usano l’estrema vivacità come mezzo espressivo.

 

Se il bimbo è poco avvezzo al dialogo o è poco confortato dalle coccole dei genitori, in un ambiente in cui non riesce ad esprimere se stesso, può diventare aggressivo, si tratta di una aggressività per reazione determinata dal bisogno di attirare l’attenzione dell’adulto.

 

In questi casi tuo figlio non è un bambino aggressivo per carattere, è, piuttosto, un bimbo in cerca di confronto e parola, abbracci e interazione.

 

 

Cosa fare dinanzi ai bambini aggressivi?

La prima cosa da fare dinanzi ai bambini aggressivi è esaminare i loro comportamenti: è particolarmente importante capire cosa o chi scateni l’aggressività.

 

Nelle famiglie con più figli, anche il rapporto con i fratelli maggiori può essere causa di frustrazione.

Lo è, per esempio, quando il fratello maggiore si dimostra insofferente verso il minore, non lo ammette nei giochi, lo isola o lo tratta con distacco.

 

Alcuni giochi (per esempio il lancio dei cechi di gomma su un paletto o il canestro nella cesta del bucato) sono catartici, di fatto aiutano il bambino a sfogare la rabbia attraverso attività caratterizzate da regole. Questo può aiutare il processo di maturazione del piccolo facilitando la comprensione del fatto che l’atto di lanciare sregolatamente non è tollerabile né ammissibile.

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