Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Parto naturale dopo un cesareo: quando si puo’ fare

Il parto naturale dopo un cesareo è possibile a patto che vi siano una serie di condizioni, tra cui: peso e altezza del bebè compatibili con la struttura pelvica materna; posizione del bambino; salute di mamma e placenta; salute del bebè.

Federica Federico

di Federica Federico

12 Settembre 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lamentato il troppo alto numero di parti chirurgici in Italia, questa istanza è stata da stimolo nella promozione di una vasta sensibilizzazione al parto fisiologico: la nascita è un atto spontaneo che coinvolge mamma e bambino. Il parto naturale dopo un cesareo (cosiddetto VBAC) è una pratica possibile, le mamme devono esserne consapevoli.

 

Qui vitadamamma vuole sintetizzare le condizioni necessarie affinché il VBAC (Vaginal Birth After Cesarean), ovvero il parto naturale dopo un cesareo, possa essere una possibilità contemplabile dalla mamma.

Parto naturale dopo un cesareo

Parto naturale dopo un cesareo: quando se ne puo’ discutere col ginecologo e con l’ostetrica.

 

Diciamo subito che la scelta di partorire naturalmente dopo un TC (taglio cesareo) deve passare sempre per il vaglio del ginecologo e dell’equipe ostetrica. Solo i medici e il personale ostetrico possono valutare le cause e le condizioni che hanno determinato la scelta del primo TC e considerare, altresì, la possibilità di un secondo parto fisiologico.

Parto naturale dopo un cesareo

In assenza di cause ostative, un parto naturale dopo un cesareo è sconsigliabile in caso di:

 

  • incisione longitudinale nel precedente cesareo (questa incisione, sebbene oggi sia molto rara, aumenta di almeno quattro volte i rischi di rottura dell’utero);
  • specifiche patologie (come HIV positivo o herpes genitale primario);
  • feto podalico (senza proficua riuscita del rivolgimento esterno o in caso di manovra di rivolgimento controindicata);
  • placenta previa di 3° e 4° grado;
  • primo cesareo avvenuto entro i 18 mesi precedenti;
  • sproporzione feto-pelvica diagnosticata;
  • feto iposviluppato (ipo significa sotto, quindi feto iposviluppato vuol dire bebè al di sotto di uno sviluppo normale, ovvero fisiologico);
  • sofferenza fetale acuta.

 

Parto naturale dopo un cesareo quando il primo TC è avvenuto entro i 18 mesi precedenti.

 

La distanza tra il primo cesareo e un VBAC conta, tuttavia va chiarito che il limite dei 18 mesi non è una controindicazione assoluta, la scienza ostetrica contemporanea lo considera come un tempo superato il quale il rischio di rotture dell’utero si minimizza.

Parto naturale dopo un cesareo

Parto naturale dopo un cesareo, quali condizioni di sicurezza deve garantire il punto nascita scelto dalla partoriente.

 

E’ bene che il punto nascita disponga di un servizio di emergenza per mamma e bambino (reparto di rianimazione e TIN, Terapia Intensiva Neonatale); è consigliabile, altresì, che la struttura abbia consolidata esperienza nella pratica del parto naturale dopo un cesareo.

 

Le mamme devono riflettere sulla bontà del parto fisiologico anche rispetto alla salvaguardia della salute del bebè.

 

Pensiamo per esempio alla maturazione polmonare del bambino: già solo poche ore di travaglio garantiscono apporti ormonali capaci di preparare il bebè alla vita extrauterina, ciò persino in punto di respirazione autonoma (il travaglio garantisce una riduzione nella produzione di liquido polmonare minimizzando, in conseguenza di ciò, i rischi di infezioni dell’apparato respiratorio).

 


 

Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso

Leggi anche

Seguici