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Fotografie in sala parto: ecco come e perchè fare foto nascita

Federica Federico

di Federica Federico

16 Ottobre 2018

Nome: Anna, per professione cattura l’eternità della nascita con le sue fotografie in sala parto.

 

Oggi vitadamamma vuole presentare a tutte voi una mamma e fotografa: Anna Catalano, capace di entrare discretamente in sala parto nascondendosi dietro un obiettivo. Quando lo fa imprigiona attimi catturando l’amore nell’istante stesso in cui nasce.

 

Ciò che consegna alle mamme è il dono prezioso dei ricordi, le fotografie in sala parto ne sono memoria perché gli attimi, le emozioni e i sussurri del cuore possano essere custoditi e alimentati.

 

Anna Catalano è una fotografa di nascite, scatta fotografie in sala parto.

 

Epurata dal caos che le emozioni lasciano esplodere al momento del parto, ogni foto in sala parto è catartica. Ad Anna abbiamo voluto rivolgere alcune domande per comprendere come lavora una fotografa di nascite, a quale scopo assolvono le fotografie in sala parto e perché possono rappresentare un dono che mamma e bambino reciprocamente si fanno l’uno l’altro.

 

fotografie in sala parto Anna Catalano

©AnnaCatalano è una Family reporter: con i suoi scatti racconta la famiglia dai suoi primi passi. E’ specializzata in reportage in sala parto.

 

Fotografie in sala parto, come funziona il tuo lavoro?

 

Fare fotografie in sala parto significa partecipare ad un momento unico della vita di una donna e di una coppia.

 

Il parto è un momento zero, una data, un’ora e un evento da cui tutto ri-parte: la donna diventa mamma, l’uomo diventa papà e la loro creatura, che sino a un istante prima era solo immaginata e ideale, si fa reale. Con la sua nascita, tutto l’amore si chiude in un abbraccio che cancella fatica, attesa, dolore, paura.

 

Ma il parto è anche un momento intimo, uno di quelli che il resto del mondo non può vedere, né mai vedrebbe se non fosse per una fotografia.

 

E’ per questo che entro a passi leggeri nella vita delle mie mamme: quando una coppia mi sceglie per raccontare la nascita del loro piccolo, preferisco sempre incontrare prima i protagonisti del reportage. Voglio conoscerli e farmi conoscere, guardarli negli occhi e aprire i miei sul loro mondo. L’empatia è il primo strumento del mio lavoro.

 

La sinergia che nasce tra noi, già solo immaginando il parto e le mie foto, mi aiuta a essere riconosciuta come una presenza quasi familiare durante il travaglio e il parto.

Nei giorni a ridosso della scadenza del parto, sono reperibile a qualsiasi ora, sia di giorno sia di notte, con l’attrezzatura sempre pronta.

 

In qualche modo ogni parto che fotografo diventa un po’ anche mio perché mi resta negli occhi e nel cuore come un’emozione che esplode sin dalla prima telefonata, quella che nel mio cuore significa: “Anna prepara tutto: macchina fotografica e anima!“.

Chiedo ai familiari della mamma di contattarmi due volte: la prima appena si muovono per andare in ospedale o in clinica; la seconda, quando si sono raggiunti 6/7 cm di dilatazione. Il mio servizio di fotoreportage inizia con la parte finale del travaglio e termina quando il neonato viene consegnato tra le braccia di mamma e papà.

In caso di cesareo programmato o parto indotto, conoscendo prima la data, seguo la “mia mamma” dalla fase di preparazione fino alle prime cure prestate al neonato.

 

Tecnicamente il mio lavoro deve essere preventivamente pianificato perché la mia presenza in sala parto deve essere autorizzata dalla Direzione Sanitaria e/o Amministrativa, dal primario del reparto e, laddove servisse, anche dalla capo ostetrica della struttura sanitaria interessata.

E’ per questo che un servizio fotografico della nascita va pianificato con largo anticipo.

 

Scattare fotografie in sala parto è un meraviglioso lavoro ma è molto delicato. Siccome si interviene all’interno di un protocollo sanitario (che implica accortezze di igiene, regole di comportamento e competenze tecniche), fotografare il parto richiede la conoscenza e il pieno rispetto di tutte le professionalità coinvolte, della loro operatività e delle linee guida generali della struttura. Non ci si può improvvisare fotografi di nascite!

 

Un bravo fotografo di parto deve saper riconoscere anche una piccola criticità. In merito voglio soffermarmi su un aspetto molto importante:

 

di fronte a un eventuale verificarsi di situazioni complesse, io esco subito dalla sala parto o dalla sala operatoria. La priorità assoluta sono la salute della mamma e del piccolo e l’operato del personale medico-ostetrico.

 

Di solito collaboro in modo diretto con un ospedale o una clinica che mi concedono tutti i permessi necessari per accedere con la macchina fotografica e scattare foto, dopo avere vagliato e approvato formalmente il mio progetto. Allo stesso modo, il servizio può essermi richiesto in modo diretto anche da coppie che scelgono strutture sanitarie differenti da quelle che già hanno accolto il mio operato.

 

Il fotografo può o non può farsi personalmente carico di seguire la parte relativa alle autorizzazioni, personalmente lo faccio, pur chiarendo sempre che il nulla osta sanitario è fondamentale perché sia possibile realizzare il servizio.

 

Anna Catalano, fotografie in sala parto

©AnnaCatalano è una Family reporter: con i suoi scatti racconta la famiglia dai suoi primi passi. E’ specializzata in reportage in sala parto.

Qual è l’emozione più bella che hai catturato in sala parto?

 

L’emozione più bella che ho catturato e catturo nei mie reportage di parto è la gioia negli occhi dei padri. Un mix tra felicità, smarrimento e istinto di protezione.

 

Gli uomini diventano genitori quando hanno per la prima volta tra le braccia il proprio figlio, mentre per noi mamme è diverso perché la natura ci concede il privilegio di un percorso di intimità e conoscenza che inizia nove mesi prima. 

 

E’ emozionante e vibrante vedere i neo papà vivere appieno e senza alcuna remore un momento così delicato e unico com’è la nascita dei loro figli.

Nelle donne non vedo mai vergogna, mai. E’ sorprendente come la natura umana ci faccia mettere da parte le emozioni negative a favore di quelle più sane.

 

Anna Catalano fotografie in sala parto

@AnnaCatalano è una Family reporter: con i suoi scatti racconta la famiglia dai suoi primi passi. E’ specializzata in reportage in sala parto.

 

A cosa serve una foto del parto? Le fotografie in sala parto hanno un valore aggiunto che va oltre ciò che materialmente immortalano?

 

La fotografia in generale, in questo caso i fotoreportage di nascita, sono un mezzo e non un fine.

 

Le fotografie in sala parto consentono di ripercorrere e rivivere insieme ai propri figli la loro venuta la mondo, nel tempo (e per sempre) mostreranno loro quanto impegno e sacrificio, ma anche quanta gioia e pienezza, comporti, sin da subito, diventare ed essere un genitore.

 

Inoltre, e questo aspetto non è secondario né trascurabile, le fotografie possono aiutare a ricostruire in modo sano e positivo le esperienze di parto più complesse e delicateLe immagini del travaglio e della nascita possono diventare uno strumento terapeutico per aiutare la donna a riappropriarsi del suo essere madre.

 

La funzione catartica delle foto del parto è un risvolto a cui tengo molto e per la valorizzazione del quale voglio ringraziare la Dr.ssa Cecilia Gioia – psicologa presso la Clinica Sacro Cuore di Cosenza.

 

Come sei diventata una fotografa di nascite?

 

La fotografia fa parte della mia vita quasi da sempre. L’ho studiata in modo serio e ancora oggi continuo a formarmi.

 

Ma il bello è che fino a tre anni fa facevo altro, lavoravo nell’ambito della comunicazione. Le esperienze passate mi hanno lasciato molto a livello professionale e personale, sono state molto preziose. In quegli anni la fotografia era una grande passione e a volte, un secondo lavoro.

 

Poi nel 2013 divento madre e la mia attenzione inizia a spostarsi in modo naturale verso la fotografia di maternità. Giulia, mia figlia, mi ha aiutata a trovare il coraggio di seguire quella che ho sempre pensato e voluto diventasse la mia professione. Nel 2016 cambio vita e seguo il cuore.

 

Da allora, mi sono rimessa in gioco come fotografa. Ho scoperto un’attitudine naturale per i servizi in ospedale, in particolare nei reparti di maternità e terapia intensiva neonatale.

 

Il primo vero servizio fotografico l’ho realizzato per il battesimo del mio nipotino Silvio presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Umberto I di Siracusa.

 

Silvio è nato prematuro, a 22 settimane. I medici lo hanno riportato in vita più volte. Dopo 6 lunghi mesi è potuto andare a casa sua. In quel periodo ho seguito il calvario che vivono i genitori dei nati prematuri: paura, speranze, il distacco dai loro piccoli.

I genitori di questi bambini sviluppano una forza e una dolcezza senza eguali.

Tra le culle termiche, i“bip bip” delle attrezzature mediche, le luci degli ospedali, le attese dei genitori, la premura di medici e infermieri ho capito di voler raccontare questo mondo.

 

Anna Catalano fotografie in sala parto

©Anna Catalano è una Family reporter: con i suoi scatti racconta la famiglia dai suoi primi passi. E’ specializzata in reportage in sala parto.

 

Credetemi mamme, la vita è più sorprendente di quello che possiamo immaginare.

 

Grazie a quelle fotografie, sono stata scelta dalla redazione infanzia di Rcs per documentare fotograficamente articoli di approfondimento dedicati a reparti di maternità e TIN di diversi ospedali italiani. Il mio primo lavoro da fotoreporter per la rivista italiana più autorevole in materia di prima infanzia: tanta gioia e soddisfazione e anche tante responsabilità.

 

Forse è vero che quando credi davvero in un’idea, riesci a realizzarla. Ma devi crederci tu per prima.

 

Ora sono approdata a “Parto Bene” un progetto tutto mio, al quale sto dedicando tante energie, tempo e risorse. Riuscire a raccontare con le mie fotografie la nascita di una nuova vita, mi ripaga dei tanti sacrifici che questa professione richiede.

 

Nel mio cuore so che se non fossi diventata madre oggi non starei qui con la macchina fotografica al collo. Giulia, mia figlia, mi ha dato la spinta per provarci. Ma ci pensate alle opportunità che può offrire essere madre?

Anna Catalano

©AnnaCatalano è una Family reporter: con i suoi scatti racconta la famiglia dai suoi primi passi. E’ specializzata in reportage in sala parto.

In quali strutture hai lavorato e quali riscontri ha già avuto il tuo lavoro?

 

Ho realizzato fotoreportage nei reparti di maternità e TIN di diversi ospedali Italiani.

 

“Parto Bene” ho voluto che nascesse in Calabria, la terra in cui sono nata anche io. La Clinica Sacro Cuore di Cosenza ha creduto e accolto questo progetto. Sono orgogliosa che lo start di questo progetto avvenga con loro.

 

Chi è Anna e come portarla in sala parto con te – contatti:

 

www.lefotodianna.com

 

cell.347.0046345

 

catalano@familyreporter.it

 

instagram: thefamilyreporter

 

fb: lefotodianna.com

 


Per serietà professionale il numero delle future mamme che Anna segue è commisurato ai tempi e alle necessità che ogni gravidanza in carico richiede. Un buon fotografo di parti non delega e lascia nella sua agenda un congruo tempo adeguato alla spontaneità delle nascite che segue. Anna Catalano può essere contattata sia dai privati, sia dalle stesse aziende ospedaliere.

 

Normalmente un servizio fotografico in sala parto si blocca 3 mesi prima della data presunta del parto, pertanto il consiglio, a chi fosse interessato, è quello di contattare il fotografo il prima possibile. Anna resta a disposizione di tutte le mamme.

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