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Caterina Simonsen: affetta da 4 malattie rare diventa mamma

Caterina Simonsen, giovane studentessa padovana divenuta nota per aver difeso la sperimentazione animale, è tornata sui social in veste di mamma

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

09 Ottobre 2018

Caterina Simonsen è tornata sui social network dopo esser diventata mamma del piccolo Tommaso, il suo piccolo grande miracolo, per raccontare la sua vita da mamma affetta da ben 4 malattie rare.

 

Caterina Simonsen: affetta da 4 malattie rare diventa mamma.

 
Caterina Simonsen: affetta da 4 malattie rare diventa mamma
 

Prima di parlare del suo piccolo grande miracolo, e di quell’ambizioso progetto chiamato famiglia, ripercorriamo la storia social di Caterina Simonsen.

 

Il nome di Caterina Simonsen divenne noto agli utenti della rete, e non solo, nel dicembre del 2013, ossia quando, durante uno dei suoi diversi ricoveri ospedalieri, l’allora giovane 25enne studentessa di Veterinaria presso l’Università di Bologna si dichiarò a favore della sperimentazione animale ai fini medici.

 

Affetta da 4 diverse e rare patologie (immunodeficienza primaria, deficit di proteina C e proteina S, deficit di alfa-1 antitripsina, neuropatia dei nervi frenici), alle quali si associano un tumore della ghiandola ipofisi (prolattinoma), il reflusso gastroesofageo, l’asma allergica e la tiroidite autoimmune, poco prima di Natale Caterina Simonsen pubblicò sul suo profilo Facebook la seguente foto.

 
Caterina Simonsen: affetta da 4 malattie rare diventa mamma

«Io, Caterina S., ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un, seppur breve, futuro.”.

Il succitato post della giovane studentessa scatenò la furiosa reazione di coloro che, contrari alla sperimentazione animale, difendevano i diritti degli animali. Questi ultimi si scagliarono duramente contro la ragazza offendendola e arrivando addirittura ad augurarle la morte.

“Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te”

“Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta”.

Questi sono solo alcuni dei commenti che Caterina Simonsen ricevette in quel periodo (la stessa contò oltre 30 auguri di morte e oltre 500 offese), intimidazioni alle quali la giovane rispose con un video di circa 12 minuti nel quale raccontava e mostrava la vita reale di una persona affetta da 4 malattie rare.

 

 

A seguito di tale polemica, Caterina Simonsen decise di sparire dai social salvo tornare a mostrarsi in rete alcuni mesi dopo (febbraio 2014) quando, attraverso il suo canale YouTube, divenne promotrice della campagna #IoconoscoleMR, realizzata per promuovere la conoscenza delle malattie rare, ma soprattutto la conoscenza della vita che conduce chi ne è affetto.

 

Allontanatasi definitivamente da Facebook, cercando così di mettere la parola fine a quel brutto periodo, Caterina Simonsen conobbe in quello stesso periodo Domenico, suo attuale fidanzato di 3 anni e mezzo più giovane di lei, che le cambierà completamente la vita.

 

 

Caterina Simonsen: un ambizioso progetto chiamato famiglia.

 

Nonostante in quel periodo la sua prospettiva di vita fosse di circa 2 anni, i due decisero di vivere appieno il loro amore, partendo dal trasferimento di Domenico, che lasciata la sua città, Torino, andò a vivere a Padova nel settembre del 2015. Un anno più tardi iniziarono a pensare al sogno di formare una famiglia.

 

Il percorso verso la maternità di Caterina è stato tutto in salita: la giovane oggi 30enne ha dovuto conciliare l’assunzione dei diversi farmaci salvavita e i vari trattamenti ai quali ogni giorno si deve sottoporre con un’eventuale gravidanza.

Così, dopo una “serie di tentativi andati a male”, tra cui un aborto all’11° settimana di gestazione, Caterina Simonsen riceve il consenso dei medici che erano riusciti a “potenziare” i suoi polmoni.

“Verso la fine del 2016 ho cominciato a pensare alla possibilità di portare avanti una gravidanza. All’inizio dell’anno scorso abbiamo avuto una riunione con i medici, dopo una serie di tentativi andati a male, dove avevo chiesto se sarebbe mai stato possibile avere un figlio, e se non lo fosse stato che avrei desiderato fare l’incisione delle tube, per evitare altri fallimenti e delusioni – scrive la giovane – Mi dicono che avrebbero provato a farmi “potenziare” i polmoni e tutta la salute al massimo degli sforzi per un anno, e se avessi raggiunto una capacità polmonare accettabile (attorno il 50%, partivamo da 28%) mi avrebbero dato il via libera per poter rimanere incinta”.

L’ok dei medici arriva nel luglio 2017:

“Finalmente raggiungo il livello desiderato e mi dicono che se l’avessi voluto, avrei dovuto rimanere incinta tra novembre e la fine della primavera del 2018!!!! E invece scopro il giorno dopo il mio compleanno (sett.2017) di essere incinta!”.

La gravidanza prosegue così tra alti e bassi, non sono mancate le crisi respiratorie, i ricoveri ospedalieri e le preoccupazioni per un imminente parto prematuro. Non sono mancate anche le sedute psicologiche preparatorie per la nascita pretermine, Caterina era consapevole di dover partorire entro e non oltre la 32° settimana di gestazione.

“Il nostro obiettivo era arrivare alle 32 settimane – scrive la giovane – perché è quando l’utero arriva ad invadere il torace, quindi limite fisico della gravidanza per me, e perché a 32 settimane siamo in un territorio “abbastanza” sicuro per il bimbo”.

Tommaso è nato il 28 marzo del 2018 con un peso di 1,490 kg e 41 cm.

 

 

Sin durante la gravidanza, Caterina Simonsen ha iniziato ad utilizzare nuovamente i social network, soprattutto instagram, per raccontare la sua nuova vita da mamma, minuziosamente descritta anche attraverso il suo blog Breathe Mamma, letteralmente tradotto in mamma respira.

 

I tubi delle flebo, le medicine ed il respiratore con cui Caterina Simonsen convive da sempre non sono spariti, al contrario sono ancora presenti nei suoi scatti, l’unico cambiamento è un dolce e sorridente visino che fa capolino tra le sue braccia, testimone della forza di una mamma che non ha voluto rinunciare al sogno di una famiglia.

 

 

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