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Sarah Scazzi ultime notizie: Cosima Serrano parla delle porte del garage Misseri

di Mamma Giò

25 Ottobre 2011

Cosima Serrano parla delle porte del garage MisseriNuova udienza preliminare per Cosima Serrano, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri, dell’omicidio della quattordicenne Sarah Scazzi.
Le dichiarazioni spontanee sulla ricostruzione del giorno dell’omicidio si sono protratte per più di mezz’ora:
la Serrano ribadisce l’innocenza sua e quella della figlia.

Durante l’udienza, si è cercato di fare chiarezza su un’intercettazione relativa ad un colloquio, avvenuto tra Cosima e il marito Michele, quando quest’ultimo era ancora in carcere e la donna in libertà.

omicidio commesso in casa da parte dei famigliari MisseriIn particolare, si cerca di far luce sulla seguente affermazione della Serrano “sarebbe stato meglio se quel giorno (riferendosi al giorno del delitto), un fulmine avesse incenerito la nostra casa”.

Prende la parola il suo difensore, l’avvocato Franco De Jato, che classifica la seguente dichiarazione come “un’affermazione logica”, in quanto, quel giorno, rappresenta “la distruzione” della loro famiglia; consorte in carcere, stessa fine per la figlia, chiamata in causa dal padre e il rapporto logorato con il resto della famiglia.

 

 

Cosima ha  ricostruito il “suo” pomeriggio del giorno del delitto.

In base alle dichiarazioni, la donna sarebbe rientrata alle 13.30-13.40 dal lavoro, avrebbe pranzato con sua figlia Sabrina,  fatto una toilette veloce e si sarebbe coricata nella stessa camera da letto dove riposava Sabrina.

In seguito, avrebbe sentito Sabrina uscire dalla camera, probabilmente, per recarsi al mare, l’avrebbe sentita parlare col padre e ricorderebbe  benissimo di aver udito che gli chiedeva se avesse visto la cugina Sara.

In seguito, si sarebbe definitivamente svegliata ed alzata per apprendere  tramite una telefonata di Sabrina, della scomparsa di Sarah.

Un’altra dichiarazione importante riguarda il passaggio interno tra la casa cosima misseri dichiarazionied il garage sotterraneo: affinchè dalla casa si possa giungere in garage senza uscire all’esterno devono essere aperte 2 porte. E secondo la Serrano,  la prima porta, veniva in genere aperta mentre la seconda porta non veniva di solito utilizzata perché sempre chiusa, in quanto ostruita da masserizie che ostacolavano il passaggio.

Ovviamente l’accusa non le crede e l’avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia della piccola Sarah Scazzi ha dichiarato:

L’omicidio per noi è successo in casa. Abbiamo ribadito con forza che quello di Sarah è un omicidio domestico dove la famiglia è il grembo del crimine“, “Esiste infatti -ha poi aggiunto- un patrimonio di informazioni, testimonianze, dati scientifici, intercettazioni che ci dicono che, purtroppo, Sarah è entrata viva in quella casa e ne è uscita morta. Le persone coinvolte non dicono la verità, continuano a fare spontanee dichiarazioni che non chiariscono la loro posizione. Pertanto, abbiamo chiesto il rinvio a giudizio perché ci sia una verifica dibattimentale. Abbiamo chiesto con forza al giudice di dare un volto e un nome a quello che è successo a Sarah perché questa è stata vittima di una tragedia famigliare gravissima e pertanto merita giustizia“.

In merito alle dichiarazioni spontanee della Serrano, Gentile ha affermato che ”ha cercato di chiarire alcuni aspetti assolutamente marginali che non hanno nessun peso, nessuna valenza probatoria nell’ambito dell’omicidio”. “Il problema di quello che ha fatto quella mattina interessa poco. Lei era in casa quando è successo l’omicidio. E’ su quello che deve prendere posizione: questi sono aspetti marginali che non incidono sulla sua colpevolezza o meno”.

Per quanto riguarda la porta interna, di collegamento tra il garage e la casa, che secondo la Serrano non veniva mai usata, l’avvocato Gentile ha dichiarato che la donna ”dimentica che esistono delle intercettazioni importanti dove lei parla con il marito in carcere, esiste un sopralluogo fatto da questa difesa che dimostra in maniera palese, evidente e incontrovertibile che quella porta poteva essere aperta, come lei dice, con facilità. Da quella porta -ha proseguito l’avvocato- è stata trasportata Sarah e quella porta rappresenta un macigno rispetto all’accusa di un omicidio commesso in casa da parte dei famigliari Misseri”.

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