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Prova regina del crollo del ponte Morandi di Genova

La prova regina del crollo del ponte Morandi di Genova potrebbe essere il reperto n°132, una grossa sezione di stralo che dimostrerebbe l'incuria del ponte.

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

21 Ottobre 2018

La prova regina del crollo del ponte Morandi di Genova potrebbe essere il reperto numero 132, una grossa prova fisica che, secondo l’accusa, dimostrerebbe il rapporto causa effetto tra l’incuria del ponte e il crollo dello scorso 14 agosto. 

prova regina del crollo del ponte morandi

Cosa emergerebbe dall’esame di quella che potrebbe essere la prova regina del crollo del Ponte Morandi?

 

Il reperto n°132 mostrerebbe cavi tranciati di netto, in maniera diversa rispetto agli altri reperti, tiranti corrosi e fortemente deteriorati.

 

Queste le risultanze tecniche della catalogazione del detrito da parte dei periti e dei consulenti tecnici.

Detto reperto, tanto è considerato fondamentale che verrà inviato in Svizzera per una consulenza più approfondita e dettagliata.

 

Se fosse questa la prova regina del Crollo del ponte Morandi, molto, o quasi tutto, si concentrerebbe sull’esame di un’enorme e importante prova fisica. Ecco cosa si legge sulla stampa nazionale mentre viene delineata la tesi accusatoria:

I vertici e i tecnici di Autostrade e di Spea (la società incaricata delle manutenzioni) erano consapevoli da anni – questa è la tesi – dello stato di ammaloramento delle pile 9 (quella crollata) e 10, ma nessuno fece nulla. Nessuna manutenzione straordinaria e neanche quella ordinaria.” (Citazione da IlMessaggero.it)

prova regina del crollo del ponte morandi

Prova regina del crollo del ponte Morandi: a fronte di essa,  potrebbe essere contestata la cosiddetta colpa cosciente?

 

Il codice penale italiano rintraccia nel dolo la condizione senza la quale non vi sarebbe reato. L’art. 43 del codice penale italiano recita:

Il delitto è doloso o secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del delitto, è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione.

 

Il dolo (come anche la più stringente colpa) può presentare intensità diverse: maggiore è la coscienza dolosa di chi agisce più intenso è il dolo e di tale graduazione tiene conto il Giudice quando è chiamato a stabilite il quantum della pena.

 

Nello specifico, la colpa cosciente pretende due condizioni per configurarsi:

  • è necessario che l’ipotesi dell’accadimento lesivo (conseguente ad un’azione contro la legge) non si palesi come un’incertezza, ma, piuttosto, come una concreta possibilità;
  • ed è necessario che chi agisce, scegliendo di comportarsi in un modo piuttosto che in un altro, nel volere eseguire l’azione ne accetti i rischi conseguenti.

 

Sulla sezione di strallo recuperata dai consulenti sarebbe presente uno  strappo che avrebbe determinato il distacco dalla sommità del sostegno e che, quindi, avrebbe fatto collassare l’intera struttura. Questo strappo potrebbe essere imputato al degrado avanzato del ponte, che la stampa dice essere “anche provocato dalla mancanza di manutenzione straordinaria e ordinaria e dalla mancanza di ispezioni invasive che avrebbero potuto fotografare lo stato di corrosione dei cavi di acciaio“.

 

Prova regina del crollo del ponte Morandi, il punto sulla manutenzione.

 

Risalgono ai primi anni ’90 gli ultimi lavori di manutenzione del ponte Morandi, precisamente a quando venne eseguito il rinforzo sulla pila 11, lo afferma la stampa nazionale. Mentre nel 2015 venne avviata la trafila burocratica per il secondo progetto di ‘retrofitting’, un’opera di consolidamento che teoricamente prevedeva “il rinforzo degli stralli di pila n. 9 e 10 poiché quelli di pila n.11 sono stati oggetti di rinforzo negli anni ‘90” (Citazione da Agi).

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