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Le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme

Che siano madri o suocere, le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme. Il giudizio inficia l'amore e rende i rapporti familiari malati e sleali.

Federica Federico

di Federica Federico

27 Novembre 2018

Le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme, perché?

 

La parola nonna è un nome comune dal valore infinitamente importante: ella è la madre che dopo aver seguito la vita del figlio vede nascere quella del nipote. In altre parole è la madre all’ennesima potenza!

 

Grazie al suo carico di esperienza, la nonna dovrebbe mettersi a disposizione della mamma per accudirla in tutti quei momenti in cui il bisogno scandisce la fatica e l’impegno sottolinea la scelta di avere dei figli e una famiglia.

 

Grazie all’amore rinnovato, la nonna dovrebbe essere il porto sicuro e il luogo della confidenza e della pace.

 

Se questo idealmente è vero, se ciò teoricamente consentirebbe alla nonna stessa una rinascita attraverso i nipoti, nella pratica reale non sempre la nonna è così accogliente e pacifica:

 

ci sono nonne meravigliose e nonne no, su tutte le nonne le peggiori sono quelle che giudicano le mamme.

quali sono le nonne peggiori

La modernità è viziata da molte ambizioni: l’autonomia, che si trasforma in onnipotenza e spocchia; l’affermazione, che si trasforma in prevaricazione e oppressione; la ricchezza, che si trasforma in egemonia e ricatto.

 

Tradotta in termini familiari, questa modernità viziata ha derubato le famiglia della loro antica caratteristica di luogo dell’aiuto: una volta non si viveva per lavorare ma si lavorava per vivere e i frutti del lavoro (sia in termini economici che di esperienza) venivano condotti in casa per essere messi a disposizione delle famiglie. In questo senso ci si sforzava di non togliere tempo ai figli e ai nipoti e anche le disponibilità economiche non erano loro negate quando necessitavano di supporto, non venivano centellinate come strumento di controllo (cosa che oggi spesso accade).

 

Oggi i nonni lavoratori sono sempre di più, sempre meno sono quelli che rinunciano a lavorare (oltre i limiti delle necessità) per diventare “nonni a tempo pieno“, in aiuto di figli e nipoti ; tal volta, anche se in pensione, i nonni moderni rivendicano i loro spazi di autonomia, le loro vite e i loro bisogni. Vivono, di fatto, alla ricerca di un’eterna indipendenza e non riuscendo a concedere a i figli (ma infondo neanche a se stessi) l’aiuto di cui dovrebbero essere i custodi.

 

I nonni moderni, in particolari modo quella categoria di “nonne peggiori” di cui intendiamo parlare, sono speso autorevoli giudici dei loro stessi figli e per nulla figure di supporto nell’educazione dei nipoti.

 

Questo dipende in primis dalla paura di cedere il passo, dal bisogno costante di esercitare un potere (fosse anche economico) e dalla competizione a cui la modernità ci ha assuefatti.

chi sono le nonne peggiori

Le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme – cosa accade quando le mamme-nonne  giudicano le proprie figlie, a loro volta divenute madri.

 

Il giudizio è un aspetto dell’educazione tipica de trentennio 1960-1990, prima che nella pedagogia quotidiana (quindi non solo quella contemporanea teorizzata nei libri) si facesse avanti l’idea che la punizione, lo schiaffo e la sculacciata non servissero che ad alzare dei muri.

 

Ebbene ci sono molte madri che non hanno superato il loro ruolo di detentrici dello scettro, credono, sbagliando, di poter continuare ad educare quei figli, che oramai adulti, avrebbero bisogno solo di un alleato di pari livello, di un confidente, di uno sfogo.

 

“Care nonne peggiori, se siete anche voi giudici delle vostre figlie, sappiate che il tempo vi ha concesso il dono più grande, ovvero potete vedere la vita che procede verso il futuro.

 

Vedere un figlio crescere sino al punto di divenire genitore a sua volta non è non deve essere una ragione di sofferenza perchè è trascorso il tempo in cui voi eravate il sole e i figli gli astri.

 

Diventare stelle e ruotare intorno a un sole nuovo non significa perdere di splendore, rappresenta, piuttosto, il passaggio attraverso quella via della luce che darà a ciascuno di noi l’eternità.

 

I vostri figli e i vostri nipoti rimpiangeranno ogni carezza negata e soffriranno per ogni giudizio liberato come una frustata.

 

Non giudicate, ma aiutate con la pace nel cuore.”

 

Le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme – cosa accade quando il giudizio parte dalle suocere ed è un’abitudine costante e reiterata.

 

Le ragioni delle suocere giudicanti si radicano nei rapporti con i figli, le mamme dei figli maschi possono essere gelose e il giudizio sulla nuora può banalmente dipendere da un ancestrale conflitto tra donne. Tuttavia la regola aurea è che nessuno può giudicare una mamma nell’esercizio dei suoi doveri di madre!

 

Queste suocere sono difficili da gestire:

 

  • tessono rapporti “malati” col figlio, che si trova tra due fuochi (la mamma da un lato, e la moglie dall’alto);
  • instaurano relazioni non leali con la nuora, che non si fiderà mai di una persa dalla quale si sente giudicata;
  • non restano limpide agli occhi dei nipoti, che hanno delle nonne un’immagine viziata dai conflitti familiari (è inutile negarlo: i figli percepiscono ogni tensione familiare).

 

“Care nonne, se siete suocere opprimenti, oppositive e giudicanti, sappiate che la competizione con la donna che vostro figlio ha scelto di amare è infruttuosa, stupida e immotivata.

 

Quando due donne amano lo stesso uomo – una  come figlio e l’altra come marito – non c’è conflitto, l’unico dolore che può nascere è quello generato dalla gelosia.

 

Piuttosto, accogliete la mamma dei vostri nipoti perché lei sta dando continuità al vostro sangue, al vostro stesso cuore, alla vostra stessa anima.

 

L’amore passa attraverso l’accettazione delle scelte dei figli, questo dovrebbero saperlo e praticarlo tutte le mamme e nonne.

 

Per quanto sia vero che le nonne peggiori sono quelle che giudicano le mamme, va detto che anche loro, con tutto il carico di negatività che portano con sè, ci i segnano qualcosa: ciascuna di noi, ciascuna mamma, deve allontanare da sè il giudizio. E’ nostro compito accompagnare la vita dei figli non giudicarla. La trappola pericolosa del giudizio apre all’opposizione, alla distanza, alla perdita.

Riflettiamo su tutto questo.


Fonte immagini 123RF con licenza d’uso

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