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Una nuova speranza per Alessandro Maria: trapianto di midollo da genitore a figlio

Roma - il trapianto di midollo da genitore a figlio con una metodica di manipolazione delle cellule staminali: c'è una nuova speranza per Alessandro Maria.

Federica Federico

di Federica Federico

30 Novembre 2018

Una nuova speranza per Alessandro Maria: un trapianto (da genitore a figlio) eseguito con una tecnica all’avanguardia presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

 

Alessandro Maria, 18 mesi appena, è affetto da linfoistiocitosi emofagocitica (una patologia genetica rarissima), sebbene al momento sia sottoposto a una terapia farmacologica sperimentale, necessita di un trapianto di midollo osseo, è questa la sua unica speranza di vita.

 

Il farmaco sperimentale con cui Alex è stato tenuto in vita, oltre che in condizioni stazionarie, non è una medicina fruibile nel lungo termine perché, a seguito della lunga assimilazione, l’effetto tende a scemare. E’ per questo che la cura sperimentale di Alessandro è stata definita “a scadenza”. E proprio oggi “scadrebbe”, ovvero cesserebbe, il terrine di  somministrazione.

Alessandro Maria ricerca donatore

Grazie all’Ospedale romano del Bambini Gesù c’è una nuova speranza per Alessandro Maria:

 

nei giorni scorsi era stato individuato un donatore altamente compatibile, tuttavia, in ragione di una momentanea indisponibilità dello stesso donatore, l’operazione non poteva avere luogo prima di metà gennaio. Il Bambin Gesù ha fornito una possibilità alternativa: il trapianto di midollo da genitore a figlio con una metodica di manipolazione delle cellule staminali.

 

Alex è già a Roma, è arrivato ieri intorno alle 12,30, anche il suo viaggio è stato assistito da personale qualificato.

 

Nei prossimi giorni il bambino verrà sottoposto a una lunga serie di esami ematochimici (principalmente indagini microbiologiche) e strumentali Allo stesso modo saranno sottoposti a debiti controlli anche i genitori del piccolo, rispetto a loro è ora necessario valutare l’eleggibilità alla donazione delle cellule staminali emopoietiche (praticamente va determinato se il donare genitore dovrà essere il papà o la mamma).

 

Questa fase “investigativa” preparerà il bambino e l’equipe medica al trapianto che avrà luogo verosimilmente a metà dicembre.

 

Pur rappresentando una nuova speranza per Alessandro Maria, come qualsiasi altro trapianto, anche questo non è esente da rischi.

 

In primis esiste il pericolo di contrarre infezioni, questo rischio è massimizzato da un dato medico che non può essere  aggirato: nella fase di preparazione al trapianto le difese immunitarie del paziente vengono sostanzialmente azzerate, lentamente risaliranno dopo l’attecchimento del trapianto.

 

Già 150 bambini sono stati trapiantati al Bambin Gesù con la stessa tecnica proposta per dare una nuova speranza ad Alessandro Maria.

 

50 di questi piccoli pazienti avevano una cosiddetta immunodeficienza primitiva e 6 erano affetti dalla stessa malattia di Alessandro.

 

A ciascuno di noi non resta che pregare sperando che, un giorno, Alex possa raccontare della solidarietà ricevuta e che, grazie al suo esempio, molte e molte più persone considerino la possibilità di iscriversi nel registro dei donatori, ci sono tanti Alessandro Maria in cerca di speranza!

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