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Genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo): comportamenti

Nessun genitore vorrebbe il male di suo figlio eppure ci sono genitori che fanno del male ai figli senza volerlo, ecco quali sono i comportamenti da evitare

Federica Federico

di Federica Federico

30 Novembre 2018

Noi genitori ci fidiamo solo di noi stessi (aliud siamo spocchiosi), a volte non riusciamo a fidarci pienamente nemmeno del compagno o della compagna, questo, almeno rispetto all’educazione dei figli, è tanto vero quanto negato dai più. Eppure risiede qui la ragione di tutti i mali educativi e familiari.

 

Pur partendo tutti dall’egocentrismo del genitore moderno, sono almeno 10 i peccati originari dei genitori che fanno del male ai figli (certamente senza volerlo). Quali sono questi peccati e come non cadere in tentazione?

10 i peccati originali dei genitori che fanno del male ai figli

1 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che, lottando per la sopravvivenza quotidiana, si accontentano di galleggiare trascinati dalla corrente e non ci pensano proprio a nuotare lottando contro le onde.

 

Molto spesso il genitore depone le armi dell’educazione e dinnanzi al conflitto, anche solo potenziale col figlio, sceglie la strada più immediata, quella più facile:

 

  • la dispensa è sempre aperta e il figlio mangia quando ha fame;
  • non c’è un limite al gioco con la console, che perciò si accende a qualsiasi ora; non si parla di quello che è successo in classe perché il figlio sbuffa sempre se deve raccontare qualcosa;
  • non si fa un approfondimento allo studio e gli stessi compiti si chiudono con approssimazione perché è meglio evitare di arrabbiarsi;
  • sul telefonino c’è una password che mamma non conosce e quello che il figlio dice, vede o fa non conta purché il cellulare garantisca in casa lunghi minuti di “silenzio” (quando è usato in questo modo, io chiamo il cellulare la babysitter elettronica).

 

La strada più facile è spesso la più dannosa, non di rado le soluzioni a breve termine costituiscono uno svantaggio non più sanabile nel lungo periodo.

 

Per esempio, se avete sempre concesso a un ragazzino di mangiare fuori pasto, potrebbe essere difficilissimo abituarlo a un regime alimentare ordinato; allo stesso modo, se il ragazzo non ha orari di gioco difficilmente riuscirà a programmare da solo i suoi orari di studio.

 

2 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che cercano costantemente l’approvazione del figlio.

 

Il genitore non è l’amico, questi due ruoli sono diversi tra loro e non sono confondibili: avere con i figli un rapporto di intimità e confidenza non vuol dire essere i loro amici.

 

Amicizia e approvazione vanno di pari passo, pena un indebolimento del rapporto affettivo tara estranei (cioè amici), non a caso sono amiche tra loro quelle persone che si sentono animate da ideali e intenti simili.

 

L’intento del genitore, almeno l’intento prevalente, è (e dovrebbe essere) quello di preparare il bambino\ragazzo a diventare adulto, molto, in questa dura preparazione, passa attraverso esperienze negative.

 

Il genitore sarà “disapprovato” quando metterà il figlio in condizioni di imparare a sacrificarsi, di imparare a perdere, di imparare a rialzarsi dopo le cadute, di saggiare la fatica e la sconfitta.

 

Se questi passaggi sono necessari, è pur vero che il figlio non li amerà mai e facilmente disapproverà tutte quelle scelte e tutte quelle circostanze in cui l’adulto gli chiederà prova di maturità, pazienza, accettazione, forza e tenacia.

 

Poi, con il procedere della vita, arriva il momento in cui il figlio ricorda tutti gli sforzi del genitore e rivaluta quei tanti comportamenti che aveva “disapprovato”.

 

Spesso i figli riconoscono ai genitori che i più grandi insegnamenti sono passati attraverso l’opposizione, la discordia e lo scontro.

 

3 – Un buon genitore non cerca il giudizio favorevole del figlio, piuttosto è colui che si pone come “il buon esempio”.

 

Pecca quel genitore che dimentica l’importanza dell’esempio: i figli imparano dall’imitazione dei comportamenti degli adulti.

 

  • Perciò se un figlio è poco educato e cortese, la migliore correzione dei suoi comportamenti verrà dalla pratica familiare dell’educazione e della cortesia;
  • se il cellulare a tavola non si usa, la migliore limitazione verrà dall’allontanamento di qualsiasi telefonino dalla tavola, anche quelli di mamma e papà non potranno prendere parte a pranzo e cena!

 

4 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che costantemente cercano di allontanare dal figlio ogni frustrazione.

 

Il figlio perfetto non esiste, lui\lei è un essere fragile e speciale proprio per le sue piccole fragilità; sarà la vita a insegnare ai nostri figli i segreti della forza, il tempo darà loro modo di costruire prima una corazza,  poi una fortezza emotiva.

10 i peccati originali dei genitori che fanno del male ai figli

Molti genitori negano a se stessi che il percorso verso la forza sia fatto di frustrazioni affrontate e superate:

 

nessuno diventa grande, forte e sapiente se non è passato attraverso la scoperta e il superamento del suo dolore.

 

I figli hanno bisogno di sentirsi insoddisfatti, cioè frustrati, questo mancato appagamento li aiuta a trovare un baricentro, un equilibrio stabile che significhi comprensione di sè stesso e delle proprie aspettative.

 

Un buon genitore è quello che nella frustrazione insegna a trovare lo stimolo e l’aspirazione alla felicità;, un cattivo genitore è quello che cerca di lenire il dolore del momento senza pensare alle emorragie interne!

 

5 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che alimentano la paura del fallimento.

 

Fallire vuol dire non riuscire a portare qualcosa a compimento e nell’accezione comune può equivalere a non vincere (cioè a perdere).

 

Ebbene il bambino deve imparare che un limite, come una sconfitta o come un progetto fatalmente andato male, sono possibilità, circostanze di vita che non devono rappresentare un ostacolo insormontabile.

 

Dal fallimento, dall’errore, dal limite si impara e si riparte. Del resto è fisiologico fallire, c’è sempre, nella vita, l’occasione mancata, il programma irrealizzato, l’opportunità sfumata.

 

6 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che confondono i propri sogni con le aspettative dei figli.

 

Accade facilmente che mamme e papà vedano nei propri figli delle seconde opportunità, non è così!

 

I figli sono altro da noi, è loro la vita che gli abbiamo donato e in essa hanno pieno diritto a realizzare aspettative personalissime e uniche. Noi non abbiamo il diritto di rubare i loro sogni.

 

Il migliore genitore è quello che ama il figlio in ogni “difformità” tra ciò che il figlio è e quello che il genitore avrebbe “egoisticamente” voluto che fosse.

 

7 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli figliocentrici.

 

Le mamme restano donne anche dopo la nascita di un figlio, allo stesso modo i papà restano uomini. Per quanto questo possa sembrare banale, accade spesso che la concentrazione di aspettative e ambizioni sul figli divenga assoluta, al punto da portare il genitore a vivere in funzione del figlio e sino a trasferire su di lui\lei ogni progetto, sentimento, slancio e potenzialità. Il figlio di genitori figliocentrici rischia di rimanere imprigionato dalle aspettative di mamma e papà.

10 i peccati originali dei genitori che fanno del male ai figli

Le mamme e i papà figliocentrici rischiano di peccare di eccesso di venerazione del figlio perdendo la capacità autocritica necessaria per sostenerne la crescita.

 

Nessun figlio merita più attenzioni di quante non siano necessarie al fine di lasciarlo libero di essere se stesso. Amare non significa sostituire o peggio soffocare.

 

8 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che si lasciano corrompere dall’egoismo e tolgono al figlio la possibilità di dare agli altri senza pretese né aspettative.

 

I ragazzi di oggi sono molto meno disposti all’amicizia, sono molto meno altruisti e assai meno complici, perché?

 

La risposta è sotto gli occhi di tutti: viviamo in una società egoista e giudicante.

 

I genitori che non rappresentano ai figli i vantaggi dell’altruismo e dell’empatia cresceranno adulti aridi, sì capaci di prendere e ottenere, ma potenzialmente egoisti e soli.

 

9 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che intervengono continuamente e sistematicamente in aiuto del figlio.

 

L’eccesso di interventismo è un effetto collaterale dell’amore, ma è pericoloso.

 

Il figlio deve imparare a cavarsela da solo, questo vale a scuola, in palestra, all’oratorio e durante la partita di calcetto, ma ciò vale anche tra fratelli oppure nella gestione della paghetta e nell’organizzazione della cartella. Intervenire di continuo in aiuto di un figlio confonde i ruoli e le possibilità: il genitore da guida diventa apripista e questo non è d’aiuto a nessun figlio che, col tempo, non sarà mai pronto a farsi strada da solo.

 

10 – I genitori che fanno del male ai figli (senza volerlo) sono quelli che educano all’odio fingendo di spingere all’eccellenza.

 

La competizione negativa è uno dei mali della società moderna, non è un istinto personale e proprio dei bimbi e dei giovani, piuttosto viene dagli adulti e si riallaccia al fortissimo bisogno nutrito dai più di eccellere. Sovente sono le famiglie a rendere competitivi i ragazzi, questo atteggiamento è estremamente  deleterio quando passa da una promozione di sé stessi a un sistematico sminuire gli altri.

 

E’ facile che gli atteggiamenti denigratori degli altri, pur nascondendo frustrazioni e invidie, rasentino l’odio. La cultura dell’odio intesa come cultura della contrarietà e dell’opposizione, della prevaricazione a tutti i costi, va radicalmente vinta e la battaglia deve partire dagli adulti.

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