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Il neonato piange durante il sonno: ecco perchè

Se il neonato piange durante il sonno non è detto che sia sveglio o che stia per svegliarsi, tutto dipende dalla fase del sonno (REM o non REM) e dai sogni. Bisogna, prima di tutto, osservarlo.

Federica Federico

di Federica Federico

04 Dicembre 2018

Il sonno dei bambini richiama l’attenzione delle mamme e talvolta evoca persino le loro preoccupazioni, soprattutto nei primi giorni e mesi di vita. “Respira bene?“, “Dorme bene?”, “E’ nella posizione giusta?“, sono queste le domande più frequenti della mamme, ad esse se ne accompagna spesso un’altra:”Perché il neonato piange durante il sonno? E’ normale?“.

 

Molte mamme riportano con apprensione che il loro neonato durante il sonno piange senza svegliarsi, ovvero senza aprire gli occhi; allo stesso modo osservano il bebè agitarsi durante il riposo.

il neonato piange durante il sonno

Il neonato piange durante il sonno e muove gambe e braccia “a scatti” dando l’impressione di agitarsi: tutto questo è normale, anzi, è fisiologico.

 

Il pianto del neonato durante il sonno va diversificato sia dai risvegli notturni che dal pavor nocturnus o terrori notturni.

 

I risvegli notturni si verificano quando il bebè sente un’esigenza fisica (ha fame, ha caldo , ha freddo, è sporco e avverte il bisogno di essere pulito, ha mal di pancia, eccetera) e pertanto si sveglia, ovvero il suo ciclo di sonno si interrompe perché prevale il bisogno fisico.

 

I terrori notturni non hanno niente a che fare con il pianto a occhi chiusi del neonato, chi confonde questi due fenomeni mette le mamme sulla cattiva strada.

 

Il pavor nocturnus è un disturbo del sonno frequente nei bambini tra i 3 e i 12 anni; il pianto del neonato durante il sonno, invece, indica che il bambino sta dormendo (anche bene) e che, immerso nella sua fase REM, sta sognando.

 

Analizziamo più approfonditamente la fisiologia (cioè la naturalezza) del pianto del neonato durante il sonno:

 

Se il neonato si sveglia e piange, cioè se apre gli occhi e piangendo manifesta un’esigenza (che sia la poppata o il cambio), la mamma deve intervenire per soddisfare il piccolo e calmarlo;

 

viceversa, se il neonato, piange per un breve o brevissimo lasso di tempo ma non si desta, quindi non apre gli occhi, l’adulto non deve fare altro che osservarlo, probabilmente sta solo sognando.

 

Quindi, se il neonato piange durante il sonno, non sempre è necessario intervenire. Sulla base del comportamento del bebè, bisogna distinguere tra pianto/richiamo e pianto/fase REM del sonno, queste due situazioni possono sembrare simili solo ad un occhio distratto o frettoloso.

 

Attenzione: può cadere in errore la mamma che subito prenda in braccio il bambino che sta piagnucolando.

il neonato piange durante il sonno, sonno REM e NON REM

Durante il sonno, il neonato (come qualsiasi altra persona) attraversa due fasi: sonno non REM e sonno REM.

 

Nella prima fase, sonno non REM, il corpo subisce un naturale rilassamento muscolare (che nei neonati e nei bambini non è mai completo) con una diminuzione del cosiddetto metabolismo fisico-cerebrale;

nelle fasi REM, invece, il sistema nervoso centrale risponde a degli impulsi istintuali, aumenta anche la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Questa è la fase dei sogni.

 

Ma cosa sognano i neonati?

 

I sogni sono sempre il frutto delle esperienze vissute nella vita, cioè da svegli, pertanto un neonato può sognare la poppata, la sensazione dell’abbraccio della mamma, ma anche la fame e la frustrazione della ricerca delle coccole, in tali casi piangerà e lo farà nel sonno, senza svegliarsi. Ecco spiegato il pianto del neonato durante il sonno.

 

Il bebè entra ed esce molto rapidamente dalla fase REM, questo transito veloce tra le fasi del sonno determina impulsi cerebrali diversi e variabili che possono tradursi in movimenti e rumori, alle mamme può sembrare che il neonato si lamentai, gorgheggi, borbotti, sorrida o faccia le smorfie.

 

I neonati possono apparire persino agitati, ma, in realtà, stanno solo compiendo piccoli e rapidi movimenti degli occhi, della muscolatura del viso o degli arti e tutte queste movenze sono corrispondenti alla fisiologica attivazione, proprio durante il sonno, di alcune precise zone del cervello.

 

Anche quelli che le mamme chiamano “scatti“, cioè rapidi e isolati monumenti di braccia e gambe, non sono altro che risposte neurologiche segno di attività cerebrale, normale e pacifica testimonianza della crescita del bambino.

 

Siccome il sonno è rigenerazione, a ragion veduta si può dire che il buon sonno garantisce la salute anche emotiva del bebè. Infatti, è risaputo che i bambini che dormono bene sono più sereni e pacifici di quelli che stentano a stabilire ritmi di sonno lunghi ed equilibrati.

 

E’ per questo che tutte le mamme vanno invitate a distinguere le fasi del sonno e le loro fisiologiche manifestazioni, lo scopo è evitare di disturbare inutilmente il riposo del neonato.

 Fonte immagini 123RF con licenza d’uso 

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