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Quanto tempo sopravvive un virus fuori dal corpo umano

I bambini si ammalano per contagio: ecco quanto tempo sopravvive un virus e dove si annida, come prevenire il contatto col patogeno ed evitare le malattie. Accortezze e norme igieniche.

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

04 Dicembre 2018

I virus responsabili delle malattie più comuni (anche nei bambini) possono sopravvivere fuori dal corpo. Il tempo di sopravvivenza dipende dalla struttura dell’agente patogeno stesso e dalle condizioni ambientali in cui si trova una volta al di fuori dell’ospite.

Quanto tempo sopravvive un virus fuori dal corpo umano

Quanto tempo sopravvive un virus fuori dal corpo umano: il contagio indiretto dipende da diversi fattori.

 

Influenza e raffreddore sono causati da virus e si trasmettono prevalentemente tramite le goccioline di muco e saliva (cosiddette di areosol) infette. Queste goccioline microscopiche vengono espirate da chi è già contagiato durante la normale respirazione, durante i colpi di tosse e gli starnuti. Esse contengono una carica virale, cioè una quantità di virus, molto elevata appena subito emesse che diminuisce nel tempo a seconda della struttura stessa del virus, ma dipende anche dalle condizioni che trova nell’ambiente circostante.

 

Le temperature basse e l’umidità contribuiscono notevolmente ad aumentare la lunghezza della vita di questi patogeni, che al contrario muoiono rapidamente in un ambiente secco e soleggiato. Questo però vuol dire che nel tempo in cui il virus può sopravvivere fuori dal corpo umano, esso può contagiare nuove persone.

 

È possibile infatti essere contagiati nel momento in cui si maneggia un oggetto contagioso, cioè un oggetto su cui una persona ammalata e contagiosa involontariamente  ha starnutito o tossito poco prima. Di certo però è molto più facile essere infettati tramite il contatto diretto, cioè tramite l’aspirazione di areosol contagioso o tramite una stretta di mano.

 

Quanto tempo sopravvive un virus fuori dal corpo umano : ogni virus ha le sue preferenze.

 

I virus responsabili di influenza e raffreddore possono sopravvivere fori dal corpo anche una settimana in superfici non esposte, ma la quantità di virus si abbassa notevolmente con il passare dei giorni e in genere sono contagiosi fino a 24 ore.

 

I patogeni sopravvivono più a lungo su superfici dure, come acciaio inossidabile, plastica e similari, mentre su superfici morbide e porose, come ad esempio i vestiti, questi virus resistono di meno.

 

Per fare un esempio: i virus dell’influenza resistono 15-20 minuti, mentre quelli parainfluenzali resistono anche 4 ore sui tessuti!

 

Virus influenzali o rinovirus (i virus responsabili del raffreddore) possono sopravvivere anche sulla pelle. Il tempo in cui un virus sopravvive sulla pelle non è lungo quanto sulle superfici dure. La carica infettiva, cioè la quantità di virus che permette il contagio e lo sviluppo della malattia, può variare dai 5-10 minuti fino anche a un’ora, come avviene per esempio per il 40% dei virus che causano il raffreddore.

 

Questo tempo in cui il virus sopravvive e rimane contagioso fuori dal corpo dipende quindi dal patogeno, dalle condizioni ambientali e dalla quantità di virus contenuta nell’areosol (cioè nelle goccioline di muco e saliva) infetto.

Quanto tempo sopravvive un virus fuori dal corpo umano

Quanto sopravvive un virus fuori dal corpo : la prevenzione

 

Evitare il contagio con questi virus non è sempre facile, specialmente se si vive con una persona ammalata. Ricordarsi che un virus sopravvive fuori dal corpo può aiutare a limitare la trasmissione e il contagio ad altre persone.

 

È importante lavarsi le mani regolarmente, specialmente dopo aver tossito o starnutito, dopo essersi soffiati il naso o aver aiutato il proprio bambino a farlo, prima di preparare o maneggiare il cibo. Per eliminare o almeno abbassare la carica virale è necessario usare il sapone o disinfettanti a base di alcool.

 

Lavarsi le mani o disinfettarle è una abitudine da acquisire specialmente quando si frequentano posti molto affollati, come possono essere mezzi pubblici, centri commerciali o quando il bambino rientra a casa dopo la scuola.

 

Un suggerimento valido è quello di evitare di toccare il naso, la bocca, gli occhi propri o dei figli con le mani non lavate. Inoltre può non essere scontato, ma anche mordersi o mangiarsi le unghie può agevolare il contagio indiretto a causa dei virus che sopravvivono fuori dal corpo umano.

 

Quando in una casa c’è un bambino o un adulto malato è importante mantenere un’ottima igiene e pulizia, lavare spesso le superfici facilmente accessibili ai germi, come lavandini, il piano del tavolo e le maniglie delle porte, perché, non sempre ci si pensa, vengono toccate da tutti!

 

Sebbene i virus sopravvivono fuori dal corpo più tempo sulle superfici dure, anche asciugamani, tovaglioli, lenzuoli e coperte possono essere vettori di contagio. Cambiarli e lavarli spesso, utilizzando possibilmente un igienizzante, è un’abile mossa strategica per evitare il contagio. È un’azione che assume ancora più rilievo nel momento in cui il bambino sta guarendo per prevenire  una possibile ricaduta.

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