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Sedie vuote a Natale: ci parlano di chi non c’è più

Anche se non ci saranno materialmente delle sedie vuote a Natale intorno alla tavola, molte famiglie hanno perduto dei cari e le loro feste sono nostalgiche. Sopratutto in nome dei bambini, è giusto recuperare la gioia nella memoria dell'amore: si chiama eredità affettiva.

Federica Federico

di Federica Federico

04 Dicembre 2018

Sono molte le famiglie in cui il Natale, ma in generale tutte le ricorrenze, si trasformano anche in “doloroso ricordo” velando la gioia di nostalgia. Ciò accade quando c’è una sedia vuota, ovvero un affetto che è venuto a mancare.

 

Il Natale delle assenze è parte della vita. Laddove vi siano bambino, però, è giusto dare alla nostalgia e al suo dolore un accezione anche positiva o comunque superante: una mamma sa che nessuna sedia vuota merita di invadere il cuore dei bambini o di oscurare la luce del loro Natale. In questo senso è responsabilità degli adulti metabolizzare le perdite affettive e aiutare i bambini a comprendere che la ciclicità della vita, come il suo dolore o il suo lato oscuro, nulla toglieranno mai alla memoria dell’amore.

sedie vuote a Natale, eredità dell'affetto

Quelle sedie vuote a Natale: riempire le assenze con l’eredità dell’affetto.

 

La sedia vuota è qui un simbolo, non rappresenta un oggetto materiale, essa è la memoria che alberga in chi resta, è la sensazione di una presenza e il “rigetto” dell’assenza che non può più essere sanata materialmente.

 

Il nonno volato in cielo, la zia che non c’è più, la nonna che ha smesso di soffrire, capita a tutti di avere delle sedie vuote intorno al tavolo natalizio.

 

Intanto è fruttuoso volgere lo sguardo alle seggiole che il tempo riempie: le sedie vuote a Natale e le sedie piene di futuro, in questa contrapposizione sta la forza della vita.

 

Le nuove nascite, i bambini, le loro siede vivaci, cioè piene di vita rinnovata, tutto questo rappresenta la vittoria e la continuità dell’esistenza! Ed è qui che deve soffermarsi l’attenzione dell’adulto per trovare la forza, per chiudere il cerchio dell’accettazione e, cosa più importante, per affermare l’importanza dell’eredità dell’amore.

 

Quante volte sono i nipoti ad occupare le sedie vuote a Natale, non solo vivono in quelli che furono gli spazi dei nonni, ma ne recuperano le movenze, ne ricordano gli atteggiamenti, ne richiamano l’allegria.

 

Quando un genitore riempie con la memoria le sedie vuote a Natale, anche il bambino beneficia del ricordo, nel racconto recupera l’essenza di chi è stato e resta nelle sue radici.

Tutto questo si chiama eredità affettiva ed è il miglior modo possibile per educare il bambino al superamento di un lutto anche nelle occasioni di festa che, soprattutto se sono le prime dopo la perdita, comportano rigurgiti di dolore.

 

Non negare mai un’assenza, è questa la prima regola per accettare il corso della vita. L’assenza va celebrata col ricordo, per cui la seconda regola d’oro è parlare, raccontare, dichiarare i sentimenti e non nascondere le emozioni.

 

Chi ha lasciato delle sedie vuote a Natale ci accompagna anche quest’anno nella gioia della rinascita e  vive nel nostro ricordo.

 

Le sedie vuote intorno alla tavola di Natale: parlano di chi non c’è più ma dolore e rinascita possono coesistere e diventare forza che guarda al futuro, merito dell’eredità affettiva che chi se ne andato ci ha lasciato nel cuore.

 


Fonte immagini 123RF con licenza d’uso – Immagine social – diritto d’autore: dolgachov / 123RF Archivio Fotografico

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