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Lista nera di Babbo Natale: ecco perchè non bisogna ricattare i bimbi a Natale

La lista nera di Babbo Natale toglie valore ai principi positivi del Natale, corrompe altruismo e gratuità della festa ed educa al ricatto fine a se stesso.

Federica Federico

di Federica Federico

17 Dicembre 2018

Il Natale è uno di quei periodi in cui noi genitori esercitiamo, senza rendercene nemmeno veramente conto, la peggiore arma che abbiamo contro i nostri figli: il ricatto.

 

Se non sarai bravo, finirai sulla lista nera di Babbo Natale e non avrai nemmeno un regalo.

 

Sei stato cattivo, Babbo Natale non ti porterà i regali!

 

Babbo Natale ti osserva, attento a come ti comporti!

 

Ciascuna di queste frasi è un’affermazione radicalmente sbagliata e apertamente in contraddizione con quello che dovrebbe essere lo spirito natalizio trasmesso ai bambini.

la lista nera di babbo natale

La lista nera di Babbo Natale suona come un ricatto che smarrisce la gratuità del dono, propria dello spirito della festa, e contemporaneamente tradisce il concetto di generosità.

 

Il comportamento del bambino non andrebbe mai ispirato al ricatto: “Se fai questo, io ti do quello in cambio“.

 

Il ricatto è uno strumento relazionale che inquina la vita degli adulti e corrompe il cuore della modernità. Siamo così assuefatti al ricatto da correre il rischio di applicarlo incondizionatamente alla nostra vita, anche in relazione ai bambini e senza riflettere sulle conseguenze.

 

I bambini ricattati, spaventati dalla famigerata lista nera di Babbo Natale, non assumeranno un buon comportamento perché ne comprendono valore e importanza; è più probabile che frenino solo temporaneamente  i loro comportamenti sbagliati imparando la logica dell’opportunità.

 

Davanti allo spauracchio della lista nera di Babbo Natale, i bambini si comporteranno bene per il tempo necessario a ottenere quello che desiderano: cioè i doni.

 

La minaccia della lista nera di Babbo Natale si traduce, quindi, in un patto di non belligeranza tra genitore e figlio. Una volta trascorso il Natale, la sussistenza della pace e del buon comportamento non sarà diventata nè un obiettivo nè un valore, piuttosto necessiterà di un valido sostituto, ovvero un altro ricatto (per esempio: “Se non fai il bravo non avrai nessun regalo per il compleanno”).

 

L’inefficacia del ricatto natalizio è maggiore se si pensa che priva il bambino dello spirito del Natale.

 

Il Natale è gratuità, altruismo e riflessione: i regali che Babbo Natale porta a tutti i bambini del mondo incarnano questi principi. Essi sono la rappresentazione vivida del dono che arriva senza compromettersi in quei passaggi materiali a cui l’adulto è costretto ed è istruito ogni giorno: soldi, bisogno, scambio, acquisto.

 

I regali a Natale sono pura magia. Per di più dimostrano quanto Babbo Natale sia generoso e spronano i bambini a beneficiare di questo senso di altruismo.

 

Inoltre il Natale è riflessione, il bambino non deve orientare il suo comportamento al beneficio (o sei bravo o sei sulla lista nera di Babbo Natale e perciò rischi di non avere regali), bensì deve riflettere sul merito, sul miglioramento e scommettere su se stesso.

 

C’è poi da dire che la lista nera di Babbo Natale finisce sempre bruciata perché tutti i bimbi, anche i “peggiori” ottengono sempre il regalo sotto l’albero.

 

Cosa intendo dire?

 

In primis faccio una piccola precisazione sul termine “peggiori”: qui non si riferisce ai bambini (vitadamamma sottolinea sempre che non esistono bambini  migliori o peggiori, ma solo bambini), quanto piuttosto è volto a stimolare la riflessione degli adulti sul concetto di mortificazione. Che usiate il termine cattivo, peggiore, non buono o pessimo, state sempre esprimendo un giudizio che mortifica e avvilisce il bambino. Il figlio che si sente iscritto nella lista nera di Babbo Natale è un figlio che “subisce l’accusa di essere non buono”, pertanto sarà, già solo per questo, un bambino mortificato.

lista nera di babbo natale

I bambini definiti cattivi, pessimi, peggiori, indegni di rientrare tra i buoni e iscritti nella famigerata lista nera di Babbo Natale, alla fine dei giochi trovano sempre il loro regalo sotto l’albero. Questa antinomia di situazioni (per cui da un lato gli viene detto di non essere bravi, ma dall’altro gli viene comunque dato il regalo) cosa comporta nella mente del bambino?

 

I bambini penseranno di dover essere buoni, bravi e diligenti, per ottenere un altro regalo l’anno successivo? No, affatto! Nelle loro piccole menti diranno a se stessi: “Caro Babbo Natale, le parole stanno a zero! Io ho il mio regalo, il resto non conta!

Tutte le raccomandazioni, le paure e i ricatti saranno finiti nel pattume prima della carta natalizia!

 

Questo avrà la peggiore delle conseguenze: toglierà valore alle minacce degli adulti; agli occhi del bambino non conterà il “perdono di Babbo Natale” quanto piuttosto il fatto che il regalo è arrivato malgrado tutte le marachelle e le mortificazioni, nonostante i rimproveri e le tante promesse di essere più buono e bravo, ovviamente promesse mai mantenute.

 

Lasciate da parte la lista nera di Babbo Natale e aiutate vostro figlio a riflettere sul magico potere dell’altruismo, sulla gratuità e sul miglioramento di sè come risposta positiva alla vita. Per quanto sia difficile, parlare e spiegare vale più di punire e mortificare.

 


Fonte immagini 123RF con licenza d’uso – Immagine social Diritto d’autore: kryzhov / 123RF Archivio Fotografico

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