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Giudizio del figlio: pagella del papà, inaspettata e triste

Il giudizio del figlio non è un'accusa, piuttosto rappresenta uno strumento di autoanalisi e di riflessione per crescere insieme armoniosamente migliorando.

Federica Federico

di Federica Federico

27 Dicembre 2018

Ogni genitore, a qualunque età, dovrebbe attendere e accettare il giudizio del figlio, questo non tanto perché è giusto in sé essere giudicati, quanto piuttosto per trovare conferma o smentita dei propri sforzi e comprendere in che misura migliorare se stessi.

 

Molti, forse finanche troppi, sono i genitori che rifiutano in radice il giudizio dei figli; normalmente i genitori anti-giudizio non sono dei moralisti (talvolta sono soggetti critici e in prima persona prodighi di giudizi sugli altri), piuttosto si arroccano nella loro posizione di adulti e ciò che rifiutano è ab origine l’essere messi in discussione.

Il giudizio del figlio non è un'accusa, piuttosto rappresenta uno strumento di autoanalisi e di riflessione per crescere insieme armoniosamente migliorando.

Confrontarsi con il giudizio dei figli non è una sconfitta, all’opposto può essere un’occasione

 

Sin da piccoli i bambini imparano cos’è un giudizio, lo ricevono a scuola e a casa. Dinnanzi ai loro occhi e ai loro cuori, sono i genitori stessi a sintetizzare quotidianamente i giudizio, per esempio ogni volta che gli dicono: “Sei stato bravo” o “cattivo”. E’ naturale che in questa pratica del giudizio i bambini siano portati anche ad esprimerlo.

 

In rete si sta prepotentemente diffondendo un racconto , potremmo definirlo come una parabola moderna, che narra di una pagella del tutto inusuale, sunto di un giudizio inatteso e persino difficile da accogliere.

 

Leggere questa storia (che potrebbe assimilarsi al giudizio dei figli su qualsiasi genitore) può aiutare a far luce sul valore intrinseco del giudizio del figlio

 

Il giudizio dei figli è un insegnamento importante, in quanto tale va ammesso e accettato, ma non come un’accusa o una critica, piuttosto come una traccia sulla quale riflettere, una strada da camminare insieme come genitore e figlio.

 

La storia del giudizio del figlio (fonte web)

 

Era di mercoledì, ore 8:00 del mattino. Ero arrivato in tempo per la scuola di mio figlio

 

– Non dimenticate di venire alla riunione di domani, è obbligatoria!

 

E ‘quello che l’insegnante aveva detto il giorno prima. 

 

Quando mio figlio me lo aveva riferito, avevo pensato:

 

– Ma chi pensa di essere quest’insegnante! Pensa che possiamo facilmente avere il tempo libero quando vuole? Se solo sapesse quanto è importante la riunione che avevo per le 8:30.

 

Comunque, mi presentai ugualmente e l’insegnante ringraziò per la nostra presenza prima di cominciare a parlare. Non mi ricordo quello che diceva, la mia mente stava pensando a come avrei fatto a risolvere tante attività importanti, tra l’altro già immaginavo di acquistare un nuovo televisore con i soldi presi in quella riunione di lavoro.

 

– Pietro,

mi sentì chiamare dall’altra parte della classe.

 

– Non è Lei il padre di Giovanni?,

disse l’insegnante.

 

-Sì, sono io,

e mi chiese di andare a prendere la pagella. Tornando al mio posto diedi un’occhiata 

 

– E ‘stato per questo che sono venuto … che cosa è questo ?

La pagella era piena di sei/sette. La chiusi in fretta, in modo che nessuno vedesse i risultati .Tornando a casa, aumentava sempre di più la mia rabbia, pensavo:

-Ma se io do tutto per lui, non gli manca niente! Ora vedrà la sua punizione.

 

Arrivato a casa, lasciai che la porta si chiudesse dietro di me con un colpo e lo chiamai subito, senza nemmeno riaprire quella pagella:

-Vieni qui, Giovanni!. 

 

Giovanni era nel cortile, corse ad abbracciarmi ma io volevo solo punirlo e così lo colpì, non ricordo quante volte e poi urlai:

– Ora vai in camera tua!

 

Giovanni stava piangendo, il suo viso era rosso e la sua bocca tremava. Mia moglie non disse nulla, solo scosse la testa in un gesto di diniego e si rifugiò in cucina. Quando andai a letto, più silenzioso, mia moglie mi ha consegnò la pagella, che era dentro il mio cappotto, e disse:

– Leggila lentamente, ma sin dall’inizio. Dopo che lo avrai fatto, senza fretta,  pensa ad una decisione.

 

E’ stato solo allora che ho notato cosa c’era scritto all’inizio: Pagella di Papà.

 

  • il tempo che tuo papà dedica a parlare con te prima di dormire:6
  • il tempo che tuo papà dedica a giocare con te: 6
  • il tempo che tuo papà dedica ad aiutarti con i compiti: 6
  • il tempo che tuo papà dedica a portarti in giro il ‘week-end‘ in famiglia: 7
  • il tempo che tuo papà dedica a leggere un libro con te prima di dormire: 6
  • il tempo che tuo papà dedica ad abbracciarti e baciarti:6
  • il tempo che tuo papà dedica a guardare la televisione con te:7
  • il tempo che tuo papà dedica ad ascoltare le tue domande o problemi: 6
  • il tempo che tuo papà dedica ad insegnarti o aiutarti:7

 

Quella pagella serviva a dare concretezza al giudizio del figlio sui genitori, non era un modo per accusare nè per giudicare, ma un mezzo per riflettere su ciò che padre e figlio sono insieme e l’uno per l’altro.

 

I bambini hanno messo un voto ai loro genitori. Mio figlio mi ha messo in media sei/sette (sinceramente meritavo 5 o di meno).

 

Mi alzai subito e corsi in camera sua, come avrei voluto tornare indietro nel tempo, ma questo non mai è possibile.

 

Giovanni mi aveva già perdonato quando aprendo gli occhi mi disse:

 

–Ti amo papá! 

Poi li chiuse e si riaddormentò tra le mie braccia.

 


Fonte immagini 123FR.com con licenza d’uso

 

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