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Il figlio del vicino è sempre più verde: invidia e perfezione, i mali dell’educazione moderna

Il figlio del vicino è sempre più verde, tutta colpa dei genitori e dei loro pregiudizi. Guardare agli altri con gli occhi dell'invidia nuoce all'educazione dei figli e ci peggiora grandemente.

Federica Federico

di Federica Federico

29 Dicembre 2018

Nelle mie navigazioni in rete ho travato un testo dal titolo attraente “Il figlio del vicino è sempre più verde”, l’interesse dello scritto si esauriva tutto nel titolo perché l’articolo era una somma delle ragioni di invidia che le mamme e i papà provano verso i figli degli altri. Tuttavia è stato uno spunto interessante per riflettere sulla pregnanza negativa dell’invidia che anima gli adulti (più precisamente i genitori di oggi). 

 

A volerla dire tutta le suddette ragioni di invidia potrebbero essere teoricamente infinite: il figlio del vicino è sempre più verde perché si prova invidia per qualsiasi cosa facciano o abbiano gli altri figli che i nostri, invece, né fanno né hanno. 

Il figlio del vicino è sempre più verde

Ebbene, se la logica del figlio verdeggiante del vicino ha un interesse, il motivo di riflessione è proprio questo:

 

il rapporto tra gli adulti e i bambini è ad alto rischio conflitto perché l’adulto che si interfaccia a un bimbo (amichetto o talvolta persino cugino del proprio figlio) è spesso profondamente animato dal sentimento negativo dell’invidia e la sua osservazione ne resta viziata.

 

Un tempo ai figli era assicurato un più ampio margine di errore: si cresceva come bambini, che come tali nello sbaglio erano ingenui, imprecisi, immaturi. Oggi i figli si crescono in nome del minor fastidio e del più ridotto disturbo arrecato alla vita familiare (scandita di per sé da ritmi rigidi e serrati). Se i figli sono imperfetti la società bolla come inadeguati e incapaci i genitori che pertanto si sforzano di crescere soldatini dal minor disturbo e dal più alto gradi di perfezione apparente.

 

Spessissimo si cade in un errore drammatico per cui la vivacità è iperattività, l’interesse al divertimento piuttosto che allo studio è un deficit, l’estro e la comune difficoltà di alcuni ragazzi a uniformarsi alla massa è una fuga dalle regole. Tutto ciò perchè ci stiamo drammaticamente adeguando a una vita schematizzata fatta di categorie in cui pretendiamo di inserire tutto e chiunque.

 

Non ci sono più bambini con le ginocchia sbucciate perché non si gioca più nei cortili e se qualcuno lo fa si pensa subito al fatto che le mamme dovrebbero richiamarli in casa; WhatsApp ha sostituito le chiacchierate sui gradini dei palazzi e le passeggiate in villa; le consolle monopolizzano il tempo dei nostri figli e rappresentano un diverso sistema di scambio e comunicazione tra i giovani a cui i genitori o sono impreparati o sono indifferenti.

 

Il figlio del vicino è sempre più verde

 

Il figlio del vicino è sempre più verde?! Ma quello che è cambiato in questo rinnovato clima di crescita ed espressione dei ragazzi siamo soprattutto noi adulti.

 

Se da un lato la tecnologia ci agevola perché rappresenta il diversivo a cui “abbandonare” i figli, talvolta anche in sostituzione di stimoli più onerosi in termini di tempo e guida, dall’altro ci è incomprensibile e la osteggiamo nella misura in cui non la conosciamo.

 

Inoltre, rispetto a questi ragazzi, molto più maturi e cresciuti di come eravamo noi, capaci di un approccio più matematico e pragmatico alla vita, digitalizzati e sempre un passo fuori dal mondo casalingo perché costantemente collegati alla rete, noi adulti siamo spiazzati sino al punto da negare loro l’imperfezione che dovrebbe caratterizzarli per età e natura ideale.

Il figlio del vicino è sempre più verde

E’ proprio il modo di guardare alla vita di noi genitori che rischia di corrompere e compromettere i bambini:

 

il figlio del vicino è sempre più verde perché siamo noi mamme e noi papà a ricercare a tutti costi una perfezione apparente che vale per noi stessi, per la nostra vita, per una affermazione sugli altri e che a volte a poco a che vedere con la soddisfazione personale.

 

Ogni adulto dovrebbe prescindere dall’invidia e guardare agli altri bambini come a possibili amici, di quelli con cui confrontarsi, con cui crescere insieme, con cui sbucciarsi le ginocchia e sporcarsi le mani.

 

Il figlio del vicino è sempre più verde perché nelle nostre piccole vite perdiamo troppo tempo a chiuderci in noi stessi senza neanche più avvertire un positivo slancio verso l’empatia.

 

Il giudizio di noi stessi, in una società in cui l’imperfetto è precario, viziato e inidoneo, sta uccidendo la naturalezza, l’accoglienza dell’altro e l’armonia tra simili.

 


 

Fonte immagini 123RF con licenza d’uso – immagine social diritto d’autore: olegdudko / 123RF Archivio Fotografico

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