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Babysitter uccide un neonato poi finge che sia solo addormentato

Babysitter uccide un neonato - Marissa Tietsort è a sua volta mamma, le altre donne si fidavano di lei eppure era già stata coinvolta in storie di violenza

Federica Federico

di Federica Federico

10 Gennaio 2019

Un neonato di 2 mesi è morto mentre era affidato alle cure della sua babysitter, il decesso, dipeso da plurime ferite traumatiche, non è stato denunciato dalla donna che lo ha nascosto persino alla madre del piccolo, infatti, quando la mamma del bambino è andata a riprendere suo figlio non ne ha nemmeno sospettato la morte.

Babysitter uccide un neonato

Babysitter uccide un neonato e lo restituisce alla mamma fingendo che stesse solo  dormendo, i fatti

 

L’atroce delitto risale al 18 ottobre scorso, era sera quando i primi soccorsi hanno varcato la porta di una piccola lavanderia a gettoni, c’era una donna che disperatamente tentava di rianimare un bambino piccolissimo.

 

Il bimbo era il neonato ucciso dalla babysitter e la donna la sua mamma, la prima già era a conoscenza del decesso, la seconda, invece, sino a quel momento aveva creduto che il piccolo dormisse.

 

La madre lo aveva ritirato, aveva salutato la babysitter e cariato il sediolino in auto, riportando suo figlio a casa era sicura del fatto che dormisse beatamente, ma, una volta raggiunta la lavanderia, lo ha sentito freddo e rigido. Una volta scoprendo il volto infagottato da sciarpa, cappello e copertina, ha notato un colorito cenereo e le labbra viola, da lì il tentativo disperato di restituirgli la vita perduta già ore prima.

 

Secondo alcune fonti stampa estere la babysitter, quella stessa sera, si era presa cura non solo del neonato morto ma anche del fratello maggiore (la cui età non è, però, precisata). Malgrado avesse allestito un piccolo asilo domestico, la donna quel giorno era sola con i due minori.

 

Babysitter uccide un neonato, era già stata denunciata per maltrattamenti ai danni dei bambini

 

Il retroscena che le fonti internazionali restituiscono è allarmante: la donna aveva già affrontato denunce penali serissime, era mamma di cinque figli e in attesa del sesto ma i servizi sociali (peraltro ignari dell’ultima gestazione, quella in corso) avevano già lavorato sul suo caso, a quanto pare non godeva nemmeno dell’affidamento di tutti i suoi stessi figli.

 

I genitori che le affidavano bambini e neonati erano ignari di tutto questo.

 

Babysitter uccide un neonato, il nome della donna è Marissa Tietsort, 28 anni

 

Mentre nella lavanderia a gettoni si consumava la tragica scoperta, Marisa Tietsort riceveva un sms che l’accusava della morte del neonato. Poco dopo la polizia era sulle sue tracce, ma, quando l’ha avuta in pugno, lei ha negato di aver determinato quella morte.

 

Marissa Tietsort

Marissa Tietsort, fonte immagine news.com

 

La babysitter ha subito ammesso di avere riconsegnato il bimbo morto, ma in prima battuta ha provato a negare ogni responsabilità in merito: ha sostenuto che il bambino è morto improvvisamente, che lei, in preda al panico, lo avrebbe rivestito e letteralmente nascosto nei suoi indumenti invernali camuffando il viso sotto il cappello, la sciarpa e le copertine. Così lo avrebbe restituito alla sua mamma.

 

Le indagini della polizia, però, hanno portato ad una ricostruzione diversa. La morte è stata violenta:

 

il bambino ha riportato almeno tre distinte ferite alla testa, il coccige era stato spezzato e il rigor mortis collocava il decesso a circa due ore prima del momento in cui la mamma se ne è resa conto allertando i soccorsi.

 

La tipologia dei traumi, inoltre, indica l’uso di una significativa quantità di forza.

 

Babysitter uccide un neonato, è in carcere da ottobre, ovvero dalla data dei fatti, ma questa morte atroce si poteva evitare?

 

A quanto pare, lo stesso giorno dell’omicidio Marissa Tietsort aveva inviato alla mamma del bimbo un messaggio per dirle che un sito di informazione stava diffondendo la notizia del suo coinvolgimento in vicende di abuso sui minori, le chiedeva di non dire a nessuno che si stava occupando dei bambini. E’ difficile credere che questo non insospettisca una mamma.

 

Non sono una minaccia per la società o un mostro“, così ha scritto Marissa Tietsort in una lettera aperta consegnata al giudice che sta seguendo il suo caso.

 

Incalzata dalle indagini, la babysitter ha dichiarato che si era accorta del decesso, il bimbo era freddo e non respirava, ma non ha allertato i soccorsi e non lo ha detto a nessuno. Dalla ricostruzione giudiziaria emerge che la babysitter sia persino stata al MacDonald’s col cadavere al seguito, più precisamente lasciandolo in auto nello stesso seggiolino in cui lo ha consegnato alla mamma. In particolare, il posizionamento nel seggiolino è significativo per le autorità: il fatto che il bimbo sia stato immediatamente vestito e messo in quella posizione è confermato dal rigor mortis e palesa il tentativo, maturato nella mente della babysitter sin dai primi momenti del decesso, di voler far creder alla mamma che il bimbo dormisse.

 

Babysitter uccide un neonato, le accuse precedenti contro la donna:

 

La stessa babysitter, solo qualche settimana prima, era stata accusata dai genitori di un bambino di 11 mesi: la Tietsort aveva riferito alla madre che il bambino era caduto dal divano procurandosi una ferita alla faccia, ma i medici esclusero la compatibilità tra le ferite e la versione della donna.

 

Un anno prima, la stessa babysitter era stata chiamata a giustificare le ferite riportate da una bambina di 3 mesi affidata alle sue cure, in questo caso la piccola aveva riportato una frattura cranica.

 

Nel 2010, l’allora fidanzato della Tietsort aveva presentato un ordine restrittivo temporaneo contro di lei basandosi sul sospetto di abuso ai danni dei loro due figli. La stampa internazionale racconta che fu allora che gli assistenti sociali intervennero in tutela dei quattro figli di Tietsort allontanandoli da casa sua.

 

A fronte di tutto ciò, è possibile che nessuno sapesse che questa donna era un potenziale pericolo per i bambini di cui si prendeva cura?

 


Nota per il lettore: si precisa che l’immagine del bambino è meramente di repertorio, fonte foto 123RF con licenza d’uso.

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