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Mamme, parlare ai neonati: connessioni cerebrali più sviluppate

Se a parlare ai neonati (ed ai bambini) sono le mamme, le regioni cerebrali che si attivano con lo stimolo sonoro vanno ben oltre quelle cosiddette uditive.

Federica Federico

di Federica Federico

13 Gennaio 2019

Se le mamme parlano ai bebè le connessioni cerebrali dei figli saranno più sviluppate e forti. Pertanto parlare ai neonati, soprattutto quando a farlo è la mamma,  va a beneficio di una serie di processi cerebrali, di connesse competenze e di attività cognitive:

 

le funzioni linguistiche, l’autostima (come conseguenza di una stabile e salda emotività) e le capacità di interazione sociale beneficeranno grandemente del sostegno della voce materna.

parlare ai neonati

Quando le mamme sono solite parlare ai neonati il cervello dei bebè si sviluppa e si rafforza, sotto lo stimolo sonoro della voce materna ne migliorano le connessioni

 

Secondo un esempio di scuola, che riporta un tradizionale esperimento, un bebè qualsiasi (in condizioni di quiete e salute) succhierà più forte il liquido contenuto in un cucchiaino se nel momento stesso della suzione riceverà lo stimolo della voce materna. Questo esempio, spiegano gli scienziati, è tanto sedimentato e tanto antico quanto il consiglio di parlare ai neonati e ai bambini piccoli:

 

si è sempre detto che la voce della mamma tranquillizzi il bambino, stimoli la calma, lenisca le paure e aiuti, sin da subito dopo il parto, anche l’adattamento alla vita extrauterina.

 

Tuttavia sino al 2016 nessuno scienziato aveva mappato i processi neurologici conseguenti alla stimolazione uditiva con la voce materna.

 

Parlare ai neonati è importante, diventa essenziale quando la voce è quella della mamma

Lo studio condotto dalla Stanford University School of Medicine e pubblicato nel maggio del 2016 ha valutato le scansioni cerebrali dei bambini, ovvero ha fotografato le reazioni che si attivano nel cervello dei bimbi quando ascoltano le voci delle loro madri.

 

Se le mamme usano parlare ai neonati e ai bambini con frequenza, le regioni cerebrali che rispondono allo stimolo uditivo con maggiore forza sono più estese rispetto alle sole aree uditive (cioè le aree cerebrali di percezione dei suoni)

 

Dal punto di vista cerebrale, rispondono alla voce della mamma le aree uditive ma anche quelle coinvolte nell’elaborazione di emozioni e ricompense, quelle che si attivano nelle funzioni sociali, nonché quelle comunemente interessate nei processi di riconoscimento di un volto.

 

Praticamente, quando è la mamma a parlare ai bambini, il cervello risponde con una macro-attivazione, ciò è tanto più rilevante se si pensa che le diverse aree cerebrali si mettono in connessione tra loro.

 

Lo studio ha campionato 24 bambini tra i 7 e i 12 anni (ha scelto un campione in grado di verbalizzare  e comprendere, la scelta è stata compiuta per favorire una sicura spiegazione e comprensione dell’esperimento e quindi un risultato oggettivabile): questi bambini hanno ascoltato una lunga serie di parole senza senso pronunciate da molte donne, tra le voci delle donne estranee (chiamate mamme campione) si camuffava anche la voce della loro vera mamma.

 

Tutti i bambini hanno riconosciuto la madre intercettandone la voce nel 97% dei casi. Durante l’esperimento, le aree non uditive del cervello si attivavano solo quando a parlare era la madre, le voci delle mamme campione non stimolavano le stesse risposte cerebrali. 

 

Quello selezionato è stato un campione omogeneo: ibambini sono stati selezionati tenendo conto delle età uguali, delle condizioni psicofisiche similari, della condizione di figli biologici delle madri e delle condizioni familiari e sociali uniformi. Questa uniformità ha garantito certezza allo studio.

 

E’ emerso che i bimbi riconoscono la voce della mamma con una precisione del 97% e, solo quando la mamma parla, si attivano cerebralmente le aree suddette.

 

In sintesi, se le mamme parlano ai bambini il cervello comunica stimoli di calma, indaga il mondo circostante perfezionando le sue capacità di riconoscimento uditivo e di intuizione, imparando a collegare ai suoni le immagini, affidandosi al mondo esterno a tutto vantaggio di un buono sviluppo psicologico e sociale. Questo studio si può estendere all’azione di parlare ai neonati che è tanto più importante in quanto il cervello è in grande crescita ed evoluzione.

 

Parlare ai neonati: se le mamme parlano ai figli, le connessioni cerebrali dei figli migliorano e lo dice la scienza

 

Il cervello dei bambini campionati è stato scansionato tramite risonanza magnetica e le registrazioni che i piccoli hanno ascoltato sono state studiate appositamente per camuffare, tra le atre voci, il suono della voce materna.

 

Più le mamme parlano ai bimbi in età infantile e da neonati maggiore stimolazione otterrà il cervello e più sarà allenato nella crescita.

 


Fonte Immagine 123RF con licenza d’uso – immagine social diritto d’autore: famveldman / 123RF Archivio Fotografico

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