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Conservazione staminali dal cordone ombelicale

Licia

di Mamma Licia

01 Luglio 2010

1974 – Viene dimostrato per la prima volta che le cellule staminali emopoietiche contenute nel sangue del cordone ombelicale o placentare sono in grado di generare globuli bianchi, rossi e piastrine esattamente come quelle del midollo osseo. Se trapiantate, possono curare bambini e adulti affetti da gravi malattie come leucemie, linfomi, aplasie midollari, talassemie e alcune gravi carenze del sistema immunitario.

La possibilità di effettuare trapianti con sangue cordonale ha indotto la costituzione di Banche di Sangue di Cordone Ombelicale, dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte.

L’unità di sangue cordonale, che va raccolta immediatamente dopo il parto, viene inviata alla banca, dove viene sottoposta ad una serie di controlli specifici per verificare l’idoneità alla conservazione e definire le caratteristiche immunologiche finalizzate all’analisi della compatibilità fra donatore e ricevente.

In Italia, le banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale sono istituite esclusivamente all’interno di strutture pubbliche ed è vietata la loro istituzione presso strutture sanitarie private anche se accreditate. È vietata, inoltre, ogni forma di pubblicità connessa a queste ultime.

La rete nazionale italiana è attualmente composta da 18 banche, autorizzate dalle Regioni e dalle Province autonome e distribuite su tutto il territorio nazionale; essa è coordinata a livello centrale dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.

Tutte le Banche presenti nel mondo inviano informazioni relative alle cellule staminali in esse conservate ad un Registro Internazionale, al quale accedono tutti i Centri Trapianto di midollo osseo per la ricerca di un donatore compatibile con un paziente che necessiti di trapianto.

In queste strutture vengono conservate le unità di sangue cordonale donate a scopo allogenico, ovvero a disposizione della collettività, e per uso “dedicato” (autologo), ovvero per il neonato o per un familiare, in genere un fratello o una sorella del nascituro, che presenti una patologia per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, o in caso di famiglie ad alto rischio di avere ulteriori figli affetti da particolari malattie genetiche.

Cosa dice la legge italiana

(“Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue di cordone ombelicale” del 26 febbraio 2009)

In Italia, la raccolta e la conservazione del sangue cordonale, che è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale e non comporta alcuna spesa a carico del richiedente, si basa sul principio della donazione allogenica solidaristica. Tuttavia, in casi particolari, è consentita anche la conservazione autologa (per uso dedicato), ma solo presso strutture private estere e previo rilascio del nulla osta all’esportazione da parte del Ministero della Salute.

Sono consentite tre tipi di donazione di sangue da cordone ombelicale:

  1. per uso allogenico a fini solidaristici;
  2. per uso dedicato al neonato o a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta (per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria);
  3. per uso dedicato nel caso di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate (per le quali risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale).

Come avviene la raccolta e la conservazione del sangue cordonale, e quando è possibile effettuarle

La raccolta del sangue da cordone ombelicale viene effettuata in sala parto – e solo se possono essere assicurati i massimi livelli assistenziali per mamma e neonato – subito dopo la nascita del bambino e la recisione del cordone ombelicale (circa 100 cc), e non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato, dato che il prelievo viene eseguito quando il cordone ombelicale è già stato reciso ed il bambino allontanato dal campo operativo per le dovute cure.

Come per le donazioni di sangue, ci sono condizioni cliniche e comportamenti a rischio che ne precludono l’effettuazione. L’essere affetti da malattie trasmissibili con il sangue o da altre gravi malattie rappresenta una controindicazione alla possibilità di raccogliere sangue da cordone ombelicale, e pertanto la escludono. Esistono anche altre condizioni che possono rendere il sangue cordonale non idoneo alla conservazione: uno stato febbrile della madre superiore a 38° al momento del parto, malformazioni congenite del neonato, stress fetale, malattie batteriche o virali contratte durante la gravidanza.

Nei casi di parti prematuri e di nascite prima della 37° settimana di gestazione, il prelievo di sangue cordonale viene sconsigliato per tutelare la salute del neonato (a maggior rischio di anemia e di riduzione delle riserve di ferro).

Inoltre, la conservazione del campione di sangue da cordone ombelicale viene effettuata solamente se risponde a specifiche caratteristiche qualitative e quantitative. Pertanto non tutte le raccolte di sangue cordonale possono risultare idonee alla conservazione. Nel 40% dei casi la quantità di sangue prelevata e scarsa e quindi il quantitativo di cellule staminali presenti o troppo poco per poterne consentire un utilizzo futuro.

Alcuni Paesi, ad esclusione dell’Italia, consentono la conservazione del sangue cordonale presso banche private per uso proprio (autologo), ai fini di un futuro utilizzo terapeutico.

L’idea di base è che in futuro saranno messi a punto programmi terapeutici di riparazione dei tessuti (del cuore, del sistema nervoso, del fegato etc.) e che quindi chi avrà conservato le proprie cellule staminali potrà curarsi in modo più efficace. Tuttavia mancano dati scientifici certi a sostegno dell’ipotesi della funzionalità delle cellule staminali dopo la conservazione per molti anni.Ci vogliono circa 2000 euro all’atto del deposito e un canone annuo di circa 150-200 euro per tutta la durata della conservazione.

La raccolta di sangue cordonale per uso proprio, inoltre, solleva dei problemi di ordine etico. Da un punto di vista economico, dato l’elevato costo della sua gestione, solamente le famiglie “ricche” possono permettersela; ma da un punto di vista morale il concetto stesso di donazione pubblica come atto di solidarietà subisce un grave colpo: se tutte le mamme dovessero scegliere di conservare il sangue cordonale o placentare per il proprio figlio in vista di un suo impiego in futuro, molti malati, siano essi bambini o adulti, non potrebbero disporre di un più ampio patrimonio di unità donate a scopo altruistico che consentirebbero di aumentare la loro possibilità di cura.


Di seguito la lista delle 18 Banche di Sangue di Cordone Ombelicale attive in Italia:

Bologna

ERCB: Emilia-Romagna Cord Blood Bank

Servizio di Medicina Trasfusionale – Policlinico S. Orsola-Malpighi

Firenze

Banca Toscana del Sangue Placentare

S.O.D. Ematologia – Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi

Genova

Liguria Cord Blood Bank – A.O.U. San Martino

Milano

Milano Cord Blood Bank

Centro di Medicina Trasfusionale, Terapia Cellulare e Criobiologia

Dipartimento di Medicina Rigenerativa

Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina

Napoli

Ba.S.C.O. Campania A.O.R.N. Santobono-Pausilipon

Dip. di Oncologia Ospedale Pausilipon

Padova

Padova Cord Blood Bank

Clinica di Oncoematologia Pediatrica – Azienda Ospedaliera di Padova

Pavia

Pavia Cord Blood Bank

Servizio di Immunoematologia e Trasfusione – Centro di Immunologia dei Trapianti

Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia

Pescara

Banca Sangue Placentare Regione Abruzzo PECB

Dipartimento di Medicina Trasfusionale – Ospedale Civile ‘Spirito Santo’

Pisa

Banca di Tessuti e Cellule Regione Toscana

Azienda Ospedaliera Pisana U.O. Immunoematologia 2

Roma (Gemelli)

UNICATT Cord Blood bank

Istituto di Ematologia, Servizio di Emotrasfusione – Policlinico Universitario ‘Agostino Gemelli’

Roma (S. Eugenio)

Banca del Sangue Placentare HUTV Osp. S. Eugenio Roma

UOC Medicina Trasfusionale, Ospedale S. Eugenio

Roma (Umberto I)

Banca Regionale Sangue del Cordone Ombelicale – Azienda Policlinico Umberto I

Dipartimento di Medicina Trasfusionale – ‘Roma Centro’

Reggio Calabria

Cord Blood Bank Centro Unico Regionale Trapianti Midollo Osseo e Terapie Cellulari

Az. Ospedaliera ‘Bianchi-Melacrino-Morelli’

San Giovanni Rotondo (FG)

Banca Cordonale Regione Puglia

Servizio di Medicina Trasfusionale – Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo

Sciacca (AG)

Banca del sangue cordonale di Sciacca

Azienda Ospedaliera OCR di Sciacca – Servizio di Medicina Trasfusionale

Torino

Torino Cord Blood Bank

Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale – Azienda Ospedaliera O.I.R.M. S. Anna

Treviso

Banca del Sangue Placentare di Treviso (Treviso Cord Blood Bank)

Servizio Trasfusionale di Immunoematologia – Ospedale Regionale di Treviso – ULSS 9 TV

Verona

Banca di Sangue di Cordone Ombelicale – Verona

Servizio di Immunoematologia e Trasfusione – Azienda Ospedaliera di Verona (Ospedale Policlinico G. B. Rossi)

Per ulteriori informazioni consultate il sito dell’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale (www.adisco.it)

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