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Melania Rea ultime notizie: Salvatore Parolisi voleva cancellare dal web le tracce di Ludovica

Federica Federico

di Federica Federico

19 Novembre 2011

salvatore parolisi carriera nell'esercitoIl giallo della morte di Melania Rea, le indagini e la verità sull’omicidio ruotano intorno a Salvatore Parolisi, alle altalene di colle San Marco, alle tracce biologiche sul cadavere della vittima ed alle bugie dell’ex caporal maggiore.

Il giorno 28 novembre la corte di Cassazione risponderà alla richiesta di scarcerazione di Salvatore Parolisi.

 Chi è Salvatore Parolisi?

Ad oggi la sola colpa certa che può attribuirsi a Salvatore Parolisi è <<la menzogna>>; il marito di Melania Rea è un mentitore ed un traditore, questo è certo.

Ugualmente certo è il fatto che le sue bugie sono talmente surreali da apparire immediatamente incredibili, ovvero infondate, insensate ed inutili? Eppure le indagini sulla morte di Melania Rea si annodano sulle falsità raccontate dal marito.

Ma è possibile che questo mentitore incallito non si renda conto della “instabilità” delle sue frottole? Della precarietà delle sue ricostruzioni dei fatti e della inutilità di molti tentativi di “furbesca” difesa di se stesso?

Salvatore Parolisi voleva cancellare dal web le tracce di LudovicaSalvatore Parolisi è un uomo dell’Esercito Italiano, ex Caporal Maggiore con la mansione dell’addestramento delle reclute femminili, all’epoca della morte di Melania era assegnato alla Caserma Clementi di Ascoli Piceno.

A conclusione di tale breve presentazione (già solo per la collocazione professionale) di Parolisi si dovrebbe presumere la saggezza, la forza, la tenacia e l’esperienza. Tuttavia l’immagine che pubblicamente ha dato di sé, il labirinto di bugie e “non detti” che ha costruito ne mettono in dubbio la credibilità e pretendono una serie di punti interrogativi:

Chi è Salvatore Parolisi?  Un uomo di successo e professionalmente affermato? Un giovane furbo ed intelligente?

Oggi, nell’epoca della informatizzazione e della informazione diffusa, tutti sanno che il traffico telefonico è tracciabile come sono tracciabili i profili ed i messaggi lasciati sui social network, ricostruibili anche se occultati attraverso tentativi di cancellazione.

È possibile che Salvatore Parolisi, nel momento in cui ha incominciato a mentire, non lo sapesse o non ci avesse pensato? È credibile che un uomo di esperienza trascuri le potenzialità tecniche delle indagini investigative?

telefonate tracciateSta di fatto che Salvatore chiama l’amante, Ludovica, e le chiede di cancellare dal web le loro foto che li ritraggono insieme ed i messaggi che li mettono in rapporto.

Le suggerisce vivamente di eliminare le tracce da internet (come se fosse facile) e le puntualizza anche di mentire apertamente agli inquirenti sul loro rapporto:

Io e te è da un anno che non ci vediamo, era solo per amicizia punto e basta” – le dice con fermezza;

Ludovica, da parte sua, prova a far notare a Parolisi che tra di loro è intercorso un vivo traffico telefonico e che la loro relazione è troppo vera e radicata per essere occultata, ma Salvatore appare fermo nel proposito di mentire.

La prima richiesta di “eliminazione delle tracce web” che telefonicamente Salvatore fa alla sua amante ha una data certa, determinata da una intercettazione telefonica precisa: era il giorno 19 aprile. La medesima richiesta si ripeterà, nuovamente a mezzo telefono, in data 5 maggio e tre giorni dopo Ludovica, convocata dagli inquirenti, racconterà la sua verità.

Il 19 aprile Parolisi per la prima volta chiamava Ludovica con l’intenzione di indurla a cancellare i loro contatti su internet – attenzione alla data: Melania è scomparsa il 18 di aprile, quindi all’indomani della “perdita” della moglie e prima ancora del ritrovamento del cadavere, Salvatore già si preoccupava di occultare la sua tresca amorosa con la giovane soldatessa.

A questo punto è normale domandarsi il perché di tale atteggiamento:

perché un marito che ha “disperso” la moglie si preoccupa di difendere la propria immagine piuttosto che di ritrovare la madre di sua figlia?

Ragionando per teorie astratte un marito innocente ed estraneo all’accadimento della morte della moglie coopera con gli inquirenti, si mette a nudo dinnanzi a loro pur di avvantaggiare le ricerche dell’amata, ciò Rea omicidio procede l'inchiesta -sin da subito. Invece  Parolisi il giorno dopo la scomparsa di Melania – quando la donna pareva dispersa e non si aveva ancora notizia della sua morte – chiama l’amante preoccupandosi di ordire una menzogna. Perché?

La zia di Melania Rea, ieri presente nello studio di “Quarto grado”, programma di approfondimento di Rete quattro, definisce  Salvatore un narcisista: “Lui voleva la carriera perfetta, la moglie perfetta, la famiglia perfetta”; la donna  ha espresso la sua personale convinzione che Parolisi abbia un ruolo da protagonista nella morte della moglie.

La zia di Melania ai microfoni di Rete quattro racconta di un caporal maggiore convinto di potersi avvantaggiare anche del suo stesso lutto familiare: stando alla ricostruzione emersa in tv ieri sera,   dopo la scoperta della morte della moglie ,   Salvatore avrebbe addirittura “confessato” alla famiglia che la perdita di Melania poteva portargli prestigio lavorativo, l’Esercito, secondo lui, lo avrebbe protetto e tutelato, la sua meta professionale poteva, dunque, divenire Roma.

salvatore ricerche moglie nei boschi Questo particolare narrato in televisione dalla Zia di Melania non è da trascurare: a Salvatore abbiamo imputato la colpa di essersi rifugiato in caserma subito dopo la scomparsa di Melania e prima di conoscere della sua morte.

Salvatore, difendendosi, ha detto che non ha partecipato attivamente alle ricerche della donna solo perché la sua presenza a Colle San Marco risultava d’intralcio e le squadre di ricerca stesse lo avrebbero “allontanato”.

Ma – posta la testimonianza della Zia di Melania – il “rifugio” di Salvatore nella caserma può assumere una diversa connotazione.

parolisi militare ex caporal maggioreÈ pensabile che facendo leva sulla“fedeltà alla divisa” Salvatore abbia voluto “ingraziarsi i favori” dei suoi superiori eleggendo la caserma a “famiglia”, a luogo di conforto e esprimendo lì il suo dolore? Eventualmente sperando – come dice la Zia di Melania – in una “positiva protezione” da parte dell’Esercito?

Vista così la fuga in caserma di Parolisi cambierebbe aspetto rappresenterebbe un’altra “falsa costruzione” di Salvatore, una ulteriore manipolazione dei fatti e della realtà (non dimentichiamo che qualcuno guardò con sospetto la presenza di Salvatore in Caserma subito dopo la scomparsa di Melania, i dubbi si fecero forti  quando si disse che proprio la Caserma poteva nascondere il segreto della morte della giovane donna).

Quando i magistrati chiesero a Salvatore di giustificare le telefonate a Ludovica e con esse il tentativo di cancellare le tracce web del loro rapporto, l’ex caporal maggiore si disse motivato dal nobile intento di dover e voler preservare l’amante da ogni coinvolgimento.

Ma allora è più importante “nascondere”, tutelare e custodire Ludovica che non scoprire come e perché è morta Melania?

Vero è che la famiglia Rea nulla sapeva di Ludovica né delle sofferenze di Melania e delle collegate intenzioni di lasciare Salvatore, ma ciò basta a giustificare le fandonie del Parolisi?

 

 

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