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Santa Lucia il giorno più corto che ci sia

Licia

di Mamma Licia

13 Dicembre 2011

Sebbene non sia così (il giorno più corto dell’anno è il 21 o 22 dicembre), questo proverbio rimato è simpatico e ci aiuta a ricordare una Santa amata e venerata in molte città d’Italia e d’Europa.

Santa Lucia, 13 Dicembre, il giorno più corto che ci sia!

Santa Lucia il giorno più corto che ci sia

Storia:

Lucia nasce in Sicilia, a Siracusa, nell’anno 281, in una famiglia cristiana e molto benestante. Orfana di padre molto giovane, si lega tanto alla madre, Eutichia, che da lungo tempo soffre di una grave forma emorragica, e per lei si reca in pellegrinaggio a Catania sulla tomba di sant’Agata per implorare la sua guarigione. Ma sant’Agata le apparve in sogno dicendole “tu stessa hai il potere di guarire tua madre, perché tu stessa ti sei consacrata a Cristo”. Contemporaneamente la madre di Lucia guariva dalla sua malattia.

Lucia torna a Siracusa e decide di votarsi a Dio, donando tutti i suoi averi ai poveri e rinunciando al promesso matrimonio con un suo giovane concittadino. Egli, rabbioso, denunciò Lucia al prefetto della città, che la fece arrestare con l’accusa di essere cristiana. Era in atto allora l’ultima e più feroce persecuzione contro i cristiani ad opera di Diocleziano.

La giovane Lucia fu sottoposta a processo, durante il quale le venne chiesto di abiurare la fede cristiana, ma di fronte alla sua irremovibilità venne torturata (le furono anche strappati gli occhi, fu gettata tra le fiamme, le fu fatta trapassare una spada nella gola) e fu condannata a morte, per decapitazione, il 13 dicembre 304.

 

Il corpo di Lucia venne sepolto a Siracusa, nelle catacombe che portano il suo nome, e sopra la sua tomba venne edificata una chiesa, meta ancora oggi di numerosi pellegrinaggi. Fin da subito venerata dai siracusani, Santa Lucia divenne la patrona della città.

Il suo corpo rimase a Siracusa fino al 1039, anno in cui fu trasferito a Costantinopoli per essere protetto dai Saraceni. Nel 1204 i veneziani lo trasportarono nel monastero di San Giorgio ed elessero Santa Lucia co-patrona di Venezia. Una grande chiesa fu anche costruita per la Santa e lì il suo corpo venne conservato fino al 1863, quando venne deciso di demolire la chiesa per costruire la stazione ferroviaria (che porta il nome di Santa Lucia). Da allora il corpo della Santa è conservato nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia a Venezia, ma alcune sue reliquie si trovano sparse in molte città d’Italia e anche d’Europa, e ciò spiega il perché il culto di Santa Lucia si sia diffuso anche nei paesi nordici.

Lucia la Santa della luce:

Il culto di Santa Lucia è legato alla luce (dalla radice del suo nome, lux, lucis) e agli occhi. È la patrona dei ciechi, degli elettricisti e degli oculisti, e viene invocata per la protezione della vista e per la guarigione delle malattie degli occhi.

 

In alcune città d’Italia, è Santa Lucia che porta i doni ai bambini:

Famosa è la tradizione della città di Verona dedicata alla Santa. La notte tra il 12 e il 13 dicembre, accompagnata dal Castaldo e aiutata da un asinello (si narra che Lucia, trasportata dal suo asinello, andasse in giro per la città a distribuire doni ai poveri e ai bisognosi durante le feste natalizie), Santa Lucia porta i doni ai bambini buoni entrando nelle case attraverso i camini.

È tradizione lasciar qualcosa da mangiare sulla tavola e preparare un piatto vuoto per far sì che Santa Lucia lo riempia di dolci, tra i quali le “pastefrolle di Santa Lucia”, dolce tipico veronese.

Santa Lucia in Svezia:

E tanto per citare uno dei paesi nordici che venera Santa Lucia, in Svezia il 13 dicembre è un giorno di festa. All’alba, migliaia di bambini sfilano in processione con una veste bianca, una candela accesa in mano e una coroncina di sette candele elettriche in testa cantando canzoni tradizionali natalizie e illuminando l’oscurità della notte con le loro luci. Durante la processione vengono donati biscotti allo zenzero e brioche allo zafferano.

 

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