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Adozione e affido: accoglienza temporanea bambini chernobyl

di Sily in cerca della Cicogna

25 Maggio 2010

Alina ha 7 anni e vive in un paese vicino Chernobyl…

Il 23 giugno arriverà in Italia, sarà il centro della mia attenzione e delle cure di tutti i miei familiari.

Tutto nasce dall’”esigenza” di diventare una famiglia con piccoli bimbi da amare,ma il destino beffardo rema contro di noi.

Così abbiamo deciso di provare la soluzione dell’accoglienza di questa piccolina che vive in una situazione di grave disagio nella sua Ucraina.

Noi abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere un bimbo, ad aprire le porte del nostro cuore e della nostra casa…non sapevamo se sarebbe arrivato un bimbo o una bimba e non sapevamo che età avrebbe avuto.

Il nome e l’età ci son stati comunicati durante l’incontro di venerdì 14 Maggio.Non è ancora arrivata la piccola Alina e già siamo pazzi di lei!
Mi fermo spesso a fantasticare pensando a come possa essere: immagino il volto e il sorriso.

La mia piccolina ha una storia familiare triste e difficile: la madre è sola con  3 figli da accudire . Alina studia in un orfanotrofio per bambini con problemi di vista, quindi la immagino con occhiali abnormi per il suo piccolo viso. Perché, certamente,  il disagio delle loro vite non  permetterà alla madre di acquistare occhiali all’ultimo grido. C’è fame e miseria in certi posti del mondo, ma le nostre vite dorate ci impediscono troppo spesso di calarci in queste situazioni o anche solo di interessarci ad esse.

L’Associazione << Cassago chiama Chernobyl onlus>> da diversi anni promuove il progetto di ospitalità terapeutica.

I piccoli vengono in Italia due volte l’anno: nel periodo estivo ed in quello invernale (durante le festività natalizie).
I bambini tra i 7 e 14 anni provengono dalle zone contaminate dal disastro di Chernobyl e dalla regione di Chernigov.
Lo scopo del soggiorno da noi è la disintossicazione: qui respirano aria più pulita, mangiano prodotti genuini e nutrienti. Anche se può essere solo un piccolissimo rimedio per smaltire le sostanze radioattive che assorbono nell’organismo, è pur sempre una speranza. Si stima che la permanenza da noi consenta un recupero del 40% delle sostanze mancanti per la loro vita.

L’accoglienza a scopo terapeutico offre la possibilità ai bambini e alle famiglie italiane di instaurare un rapporto d’affetto e di amicizia. I bambini non chiedono aiuti economici ma soltanto un po’ d’affetto per non sentirsi soli. Sono abbandonati ed hanno alle spalle famiglia in grande difficoltà. Sono bambini bisognosi di tutto: affetto, amore, assistenza, attenzione, ascolto. Provengono da zone povere, dove è particolarmente evidente il disagio dei più piccoli.
Vivono in strutture fatiscenti, si nutrono in maniera spesso carente. In pratica le deficienze affettive si sommano ad una condizione di vita materiale molto difficile.

http://cassagochernobyl.altervista.org/index.html

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