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Protesi Pip e Istituto dei Tumori di Milano: l’Istituto non le ha mai utilizzate

Federica Federico

di Federica Federico

29 Dicembre 2011

Protesi Pip e Istituto dei Tumori di Milano: l'Istituto non le ha mai utilizzatePip protesi pericolose perché riempite con silicone industriale e non medico – quante donne le indossano in Italia?

La pratica chirurgica della mastoplastica (sia essa additiva o ricostruttiva) è diffusissima.

Ad oggi le tecniche di intervento, gli avanzamenti della medicina e la buona mano dei bravi chirurghi fanno si che un bel seno “rifatto” abbia tutto l’aspetto e l’apparenza di un ottimo seno naturale.

Più spesso di quanto non si possa credere si incontrano donne portatrici di protesi, di frequente la maestria di chi le ha operate allontana dagli occhi e dalla mente di coloro che le guardano ogni sospetto. Naturalmente ciò è tanto più vero quanto meglio è eseguito l’intervento, quanto maggiore è il rispetto delle forme e delle proporzioni e quanto più alta è la qualità dell’impianto.

La qualità dell’impianto garantisce la buona riuscita e la lunga durata dell’intervento, facilita l’assestamento del seno e la naturalezza del risultato ultimo.

Una buona protesi si muove, è morbida e non cagiona alcun fastidio o disagio a chi la porta. Dalla scomparsa delle cicatrici in poi chi ha effettuato una mastoplastica eseguita ad arte ha un bel seno il cui aspetto può positivamente colpire ma non necessariamente finisce con l’apparire come finto o posticcio.

La qualità delle protesi impiantate è altresì essenziale per la lunga conservazione della salute della donna.

Da qualche settimana si discute incessantemente delle protesi Pip – Le protesi di marchio Pip sono made in Francia, al momento c’è la certezza che tali protesi siano potenzialmente rischiose perché riempite con silicone industriale e non medico.

In Italia si è fatto uso delle Pip. Il problema importante oggi è determinare  quante donne le indossano nel nostro paese. Il computo non può essere né certo né immediato perché manca un registro degli impianti protesici italiani.

Il CODACONS ha recentemente contestato la stima ufficiale: secondo il Ministero della Salute le donne portatrici di protesi Pip sarebbero nel nostro paese circa 4500\ 5000. Il CODACONS ritiene, invece, che vi siano molti più impianti effettuati con l’ausilio delle protesi Pip.

In un recentissimo comunicato il Codacons sembrava sostenere che l’Istituto Tumori di Milano avrebbe largamente utilizzato le protesi Pip.

Attenzione: è probabile che le stime non siano precise; è necessario che le donne si informino sulla qualità delle protesi che indossano; occorre che ciscuna donna portatrice di protesi sappia con certezza qual è la marca del suo impianto. Tuttavia va fatta luce sull’uso delle Pip presso l’Istututo Tumori di Milano, a quest’uopo è stato pubblicato sul sito internet dell’Istituto stesso un chiaro messaggio:

<<Al fine di rassicurare tutte le pazienti sottoposte a intervento di plastica ricostruttiva al seno, l’Istituto Nazionale dei Tumori comunica di non aver mai utilizzato protesi mammarie prodotte dalla ditta PIP.

Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 02/23902772 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.00, o all’e-mail urp@istitutotumori.mi.it.>>

Sito internet: http://www.istitutotumori.mi.it/

protesi pip

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