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Roberto Straccia, il cadavere ritrovato a Bari: iPod e chiavi riconosciute dalla mamma

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

09 Gennaio 2012

roberto straccia corpo ritrovaroIl corpo ritrovato a Bari è quello di Roberto Straccia.

Ne danno la notizia gli stessi genitori che, dopo aver ricevuto la notizia del ritrovamento del cadavere, rinvenuto sugli scogli posti davanti al lungomare Massaro di Palese a Bari, si sono recati sul posto per l’identificazione visiva.

I primi a giungere sul posto sono stati il padre Mario e la sorella Lorena che, raggiunto l’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, luogo in cui è stato portato il cadavere nell’ attesa di autopsia e test del DNA, sono riusciti però a riconoscere solo gli indumenti (k-way azzurro, pantaloncini rossi e scarpe grigie) mentre la verifica visiva del corpo non è andata a buon fine, essendo esso stesso troppo deformato dall’eccessiva permanenza in acqua. Motivo per il quale molti hanno continuato a sperare.

riconoscimento cadavere stracciaSperanza che è venuta meno quando la madre del 24enne, originario di Moresco (Fermo) ma studente a Pescara, giunta successivamente nel capoluogo pugliese, ha riconosciuto oltre ai vestiti anche l’ ipod e le chiavi dell’appartamento che Roberto condivideva a Pescara con altri tre studenti, ma soprattutto ha identificato gli slip, indumento che solo una madre può ricordare.

“Nostro Signore ha voluto farcelo trovare così e lo ringrazio. Ora prego che possa farci trovare anche la verità su ciò che è successo per poterci dare pace”.

Sono queste le uniche parole con le quali Mario Straccia ha commentato gli ultimi fatti sul giallo che circonda il figlio.

Martedì verrà ufficialmente svolta l’autopsia sul corpo del ragazzo che, si spera, faccia maggior chiarezza sul caso. Caso che ora è nelle mani di due procure: quella di Pescara che, al momento della scomparsa del ragazzo (14 dicembre 2011) ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di sequestro di persona e quella di Bari che, al momento del ritrovamento del corpo, ne ha aperto un altro con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Entrambi i procedimenti sono degli atti dovuti che hanno permesso agli inquirenti di procedere ed effettuare tutti i riscontri e gli accertamenti necessari, non escludendo però altre piste.

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