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Donna morta per una chemio dosaggio sbagliato

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

09 Gennaio 2012

valeria lembo morta per chemioDonna e mamma uccisa da una chemio dosaggio sbagliato.

È successo al Policlinico di Palermo. Un caso di malasanità dovuto ad un palese errore umano che ora vede sotto inchiesta 5 medici del reparto oncologico, primo fra tutti lo stesso primario, Sergio Palmieri.

Ma veniamo ai fatti.

La 34enne Valeria Lembo, dopo aver dato alla luce 7 mesi fa il suo bambino, ha cominciato il ciclo di chemioterapia per poter finalmente curate un tumore identificato come linfoma di Hodgkin. Il tumore si presentava al primo stadio, motivo per il quale veniva ritenuto curabile. Ma, durante il quarto ciclo di chemio, qualcosa è andato storto.

Sulla cartella clinica della giovane madre, quel fatale giorno, risultava prescritta una dose altamente letale di vinblastina (90 milligrammi anzicchè 9), dose che ha allarmato la stessa infermiera che l’avrebbe dovuta somministrare. Infatti la stessa ha chiesto spiegazioni, nonché l’autorizzazione a procedere, al medico di turno, un giovane neo laureato, che, non volendo disturbare il dottor Palmieri, primario e medico che aveva in cura la donna, ha confermato la dose.

Così Valeria ha subito un vero e proprio avvelenamento.

L’overdose di quel farmaco le ha bloccato, giorno dopo giorno,  la funzionalità di fegato, esofago e polmoni facendole subire atroci sofferenze, fino a portarla alla morte, il 29 dicembre 2011, dopo una settimana di rianimazione.

Un ennesimo caso shoccante di malasanità che ha segnato il destino di una madre, decisa a curarsi traendo la forza dalla gioia dell’essere mamma, e che ha condannato un bambino di appena sette mesi a dover crescere rinunciando ad uno dei suoi affetti più cari.

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