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Saldi invernali 2012

Simona

di Mamma Simona

11 Gennaio 2012

Il bilancio di questi primi giorni di saldi negli esercizi commerciali non è edificante.Il bilancio di questi primi giorni di saldi negli esercizi commerciali non è edificante.

Con la crisi che attanaglia tutti i cittadini indistintamente, l’arrivo dei saldi era atteso dai commercianti come un approdo disperato dopo i mancati introiti che avrebbero dovuto riempire le casse, o perlomeno dare un po di respiro, con le vendite pre-natalizie.

L’acquisto dei regali natalizi ha subito un’enorme contrazione, pressati dagli aumenti del costo della vita e da una situazione lavorativa “grigia”, la gente ha ridimensionato il budget stabilito per le compere.

Le tasse, il caro benzina, le bollette delle utenze che lievitano, l’incertezza lavorativa stanno attanagliando i cittadini, gettando qualcuno nello sconforto, qualcuno sul lastrico, altri ancora con il “solo” problema di far quadrare i conti per arrivare alla fine del mese.

Chi aveva dei risparmi da parte, ne sta attingendo per far fronte alle spese necessarie e obbligate, nella speranza che non subentrino spese extra; agli altri non resta che chiedere prestiti bancari (troppo spesso negati) o appellarsi a qualche santo.

In molte famiglie, per risparmiare, si è pensato agli acquisti di Natale per i soli bambini, mentre gli adulti hanno potuto godere della gioia di vedere i piccoli felici ma non di avere dei doni propri. Chi poteva, ha pensato a regali di utilità e spesso la scelta è ricaduta sui generi alimentari, sempre graditi.

Lo specchio riflesso sul mercato ha significato vendite drasticamente ridotte e commercianti in difficoltà.Il bilancio di questi primi giorni di saldi negli esercizi commerciali non è edificante.

I saldi avrebbero dovuto essere un mezzo per coprire in parte il mancato guadagno, invece sembra che le vendite non stiano andando come sperato.

In generale si registra un forte calo che va dal 10 fino al 25% con delle sensibili differenze regionali, come annunciato dalla Codacons.

Per le strade della città si vedono molte persone che si fermano davanti alle vetrine o entrano nei negozi a curiosare, ma in pochi comprano.

Chi sfrutta i saldi lo fa in risposta a precise esigenze e necessità, non lasciandosi tentare dall’occasione.

La novità di quest’anno è il taglio dei prezzi del 50% già ad inizio periodo saldi.

Gli anni passati erano pochi i negozi che applicavano già da subito forti sconti, riservandoli per lo più a periodo avanzato, quando la merce maggiore era già stata venduta; il forte sconto, serviva a favorire le ultime vendite, evitando la giacenza.

Oggi si assiste ad una necessità forte di incasso da parte dei commercianti che, pur di vendere, hanno adottato la politica dello sconto alto subito.

Una tendenza che si sta diffondendo a macchia d’olio a Milano, è quella di comprare durante i saldi il necessario per il guardaroba dei figli per l’anno seguente, ciò permette un risparmio che si aggira attorno al 40-50% per alcuni capi addirittura si arriva al 70%. Giubotti, pantaloni, maglioni, maglie, pigiami…perfino scarpe! Tutto comprato in crescita, di taglie più grandi da utilizzare la prossima stagione invernale.

Il bilancio di questi primi giorni di saldi negli esercizi commerciali non è edificante.L’allarme è alto perché il rischio che si corre è quello di “bloccare” il mercato….ma la gente non ha soldi da spendere, si fatica ad affrontare i costi delle necessità, il superfluo è impensabile!

E’ un gatto che si morde la coda e che fa sprofondare la nostra economia giù in fondo al baratro.

Gli unici esercizi commerciali che vantano un andamento discreto sembrano essere gli outlet e le grandi firme.

Il volume di vendita alto degli outlet rientra nel disegno di necessità di risparmio.

Per quanto riguarda le grandi firme, la posizione di privilegio riflette la filosofia del “meglio un capo fatto bene o di marca, che ci soddisfi, che 3 dal costo minore ma dalla fattura che lascia a desiderare”; inoltre l’ambizione di possedere un capo di marca è un target diffuso.

La Codacons avanza delle previsioni future poco gratificanti: solo il 40% delle famiglie italiane si concederà acquisti più o meno necessari; rispetto ai saldi invernali del 2011, quelli del 2012 subiranno una diminuzione delle vendite di circa il 30%.

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