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Sarah Scazzi processo: le lacrime di Sabrina dietro le sbarre

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

11 Gennaio 2012

processo scazziSi è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi che vede come principali imputate, le uniche dei 9 incriminati ad essere ancora detenute, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della 15enne assassinata.

Le due donne dovranno rispondere dell’accusa di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. A quest’ ultimo capo d’imputazione dovranno rispondere anche Michele Misseri, marito e padre delle detenute, Carmine Misseri, fratello del contadino, e suo nipote Cosimo Cosma. I restanti 4, accusati per favoreggiamento personale sono: Giovanni Buccolieri (fioraio che sostiene di aver sognato le due donne che rapivano la piccola Sarah) e i suoi parenti Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro e Cosima Prudenzano.

Il processo si è aperto con un eclatante colpo di scena. L’accusa ha evidenziato un’ eccessiva gelosia, definendola “ossessione”, che la 23enne Sabrina aveva nei confronti dell’ amico Ivano Russo, un’ ossessione che la procura identifica come movente e che sostiene di poter provare.

Sono stati infatti recuperati i messaggi inviati, all’epoca del delitto avvenuto nella villetta di Avetrana in via Deledda, dalla ragazza ad Ivano; messaggi successivamente cancellati ma che gli inquirenti sono riusciti a recuperare e presto verranno sottoposti all’attenzione dei giudici.

Ma come hanno reagito le due donne?

Cosima ferma e salda, con lo sguardo rivolto ai giurati stringe a se, in segno di conforto, la figlia Sabrina costantemente in lacrime.

Un atteggiamento di paura, uno sfogo o semplicemente un ennesimo tentativo di “corruzione”?

Prima su tutti a non ritenerla innocente è la madre della vittima, Concetta Serrano che non ha mai rivolto il suo sguardo verso le due donne, né verso il cognato Michele, ritenuto da lei un uomo invisibile:

“Quando tutto questo sarà finito, quando arriverà il giudizio e i fari dei media saranno ritirati, e i giornalisti non ci saranno più, solo allora potrei cercare Sabrina e andare a trovarla. La guarderei negli occhi e le chiederei cosa è successo realmente con Sarah, perché non dice la verità chiarendo tutti i lati ancora oscuri. E le direi che solo con la verità può cominciare il suo riscatto”.

La seconda udienza è programmata per martedì 17 gennaio, durante la quale verrà ascoltato come testimone proprio Ivano Russo, l’amico conteso dalle due cugine.

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