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Fumo e gravidanza: ricominciare a fumare dopo il parto

Licia

di Mamma Licia

13 Gennaio 2012

Perché si riprende a fumare dopo il parto?

Il fumo in gravidanza fa malissimo, può provocare aborto, malformazioni e parti prematuri. Lo sanno tutti e lo sa quella buona percentuale di donne incinte che, consapevolmente e responsabilmente, smette di fumare durante i 9 mesi. Un periodo di tempo abbastanza lungo per invogliare a non fumare più, ma purtroppo così non è.

Perché si riprende a fumare dopo il parto?Uno studio, condotto dai ricercatori della Standford University e delle Università di Washington e di Yale e pubblicato sul Maternal And Child Health Journal, ha evidenziato quanto determinante possa essere la rete sociale nell’influenzare una neomamma facendola ricadere nel vizio della sigaretta. Subito dopo il parto riprende a fumare ben l’80% delle donne che sono riuscite, durante la gravidanza, a non fumare più.

Tre sono i principali fattori che determinano questa ricaduta:

1. far parte di un ambiente di fumatori;
2. essere messe in tentazione dai membri della propria rete sociale;

3. lo stress del cambiamento che si verifica nei rapporti con i fumatori del proprio ambiente dopo avere smesso di fumare.

Vale a dire che le fumatrici che hanno deciso di mettere da parte la sigaretta durante i nove mesi vivono, dopo il parto, una condizione di forte stress a causa del loro entourage composto da amici e/o conoscenti che fumano e dei cambiamenti nei rapporti con essi che la gravidanza, e quindi il non fumare più, haPerché si riprende a fumare dopo il parto? reso obbligatori. Una perdita della propria identità di gruppo vissuta in modo talmente stressante da far anche aumentare il rischio di una depressione post-partum.

Come fare ad affrontare, dunque, questa situazione?

Con il supporto di psicologi e di gruppi di auto-aiuto, un’esperienza che insegnerebbe a liberarsi di quelli che i ricercatori del British Columbia Centre of Excellence for Women’s Health di Vancouver hanno definito gli “smoking identity groups”, cioè i gruppi che si identificano nel vizio del fumo, e a ristrutturare i rapporti della propria cerchia sociale senza provare quel senso di perdita della propria identità che causerebbe la ripresa della sigaretta.

 

 

 

 

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