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Famiglia e vita di coppia: parità e dialogo

Federica Federico

di Federica Federico

26 Maggio 2010

Vivere insieme alla persona che si ama è innanzitutto una scelta “sentimentale” dettata dai bisogni del cuore, ovvero dal desiderio di condividere la quotidianità, di costruire spazi d’intimità e di progettare il proprio essere coppia.

È così che nasce una famiglia: sulla forza di un affetto. E tanto più è forte e coinvolgente il primo entusiasmo, tanto più sarà semplice capirsi, rincontrarsi e rigenerarsi come coppia.
Comprensione, incontro e discussione sono le parole d’ordine della convivenza.

La vita è in costante cambiamento e noi cambiamo con lei; ogni fatto dell’esistenza scatena le nostre reazioni, modifica, in bene o in male, il nostro intimo sentire, la nostra percezione delle cose. Insomma, noi cresciamo in base a quello che ci accade ed è impensabile che i sentimenti che proviamo, anche per il compagno, non mutino col cambiare del tempo  e delle situazioni.

Un antico filosofo greco, Eraclito, diceva: “Tutto scorre come un fiume”. E noi cosa siamo? Siamo l’acqua, l’acqua che va veloce e lenta, che scorre tranquilla tra i massi e poi si avvilisce dove la corrente si fa forte, l’acqua calda o fredda, che nutre e disseta, che si offre a chi vuole bagnarsi, l’acqua che si muove e Va.

Nella vita insieme il successo di una coppia dipende anche dalla sua capacità di rispondere positivamente ai cambiamenti che la investono. Alcuni saranno indolore e avverranno senza conseguenze, altri saranno “clamorosi” e metteranno a dura prova l’armonia familiare.
In genere le “novità pericolose” per una famiglia sono quelle che alterano materialmente gli equilibri di coppia. In questo senso la nascita di un bambino è una vera rivoluzione, ma anche un nuovo lavoro può incidere molto sulle abitudini di una famiglia, specie se la donna è la protagonista del cambiamento.

Come sopravvivere ai cambiamenti senza che la coppia scoppi?

Parlare, parlare e parlare sino a non poterne più, sino alla nausea, sino all’esaurimento di ogni argomentazione possibile.
L’accondiscendenza non paga ed ancor meno proficuo è sacrificare sé stessi, le proprie aspirazioni ed i propri desideri.
La famiglia deve essere il luogo della crescita e dell’incontro e non sarà mai tale se diviene causa di rinunce e abnegazioni.

Noi donne abbiamo conquistato la libertà di impegnarci anche oltre la famiglia e l’accesso al mondo del lavoro ci ha rese produttive; tuttavia la compagna e la mamma continuano a rimanere, per molti aspetti, drammaticamente vittime del loro ruolo sociale.
I nostri stessi compagni spesso, più o meno consciamente, commettono l’errore di intrappolarci nelle vesti di “mogliettina o mammina”:
loro ci vogliono intelligenti, emancipate e belle, impegnate e produttive. Ma poi pensano che per il solo fatto di essere compagne e madri abbiamo fatto “voto di sacrificio”, quindi rinunciare in nome della famiglia dovrà sempre essere normale e naturale per noi.
In questo senso la parità è un concetto ancora estraneo al genere maschile e vengono fuori profonde differenze tra uomo e donna.
Quando la famiglia viene investita da un cambiamento noi finiamo con l’essere penalizzate per il nostro stesso ruolo, per quella naturale dedizione al sacrificio che ci viene attribuita.

L’uomo vive l’attesa  emotivamente mentre per la donna passa attraverso carne e sangue: è  il suo stesso corpo ad esprimere i più evidenti e tangibili cambiamenti ed è la sua pancia che cresce il primo ritratto della maternità.  Questa differenza oggettiva, materiale e fisica può determinare altre e più intime differenze tra madri e padri.

Salvi i primi tempi in cui la donna è assolutamente insostituibile, perchè insostituibile per il bimbo è il suo seno, il suo odore e il loro intimo contatto emotivo, sarebbe bene proporsi ai figli come genitori alla pari con ruoli uguali ed interscambiabili.

Del resto la vera libertà di noi donne non può che passare attraverso la sicurezza del benessere dei nostri bambini. E certamente ci sentiremmo più sicure se ci affiancasse un padre capace di garantire ai piccoli le medesime cure che sappiamo apprestare noi.

Perciò mammine insegnamo ai papà a cambiare i pannolini, che sappaino dove sono i vestitini e i bavetti, quanto latte va nel biberon e che sapone si usa per il bagnetto. Tutto questo aiuterà i neo papà a capire meglio noi mamme ed anche a creare un rapporto più intimo con i bambini.

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