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Sintomi influenza: come riconoscere i sintomi influenzali

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

16 Gennaio 2012

Stagione invernale, il freddo e gli sbalzi di temperatura aumentano il rischio di contagio della cosiddetta influenza stagionale.

Sin dal mese di ottobre, la maggior parte dei medici iniziano la campagna di prevenzione contro la diffusione del virus, attraverso i vaccini, i consigli sull’ igiene e sull’ alimentazione, mettendo ben in guardia i soggetti più a rischio di contagio (anziani, bambini e malati cronici).

Come riconoscere l’influenza stagionale?

Per prima cosa bisogna distinguere l’influenza stagionale dagli altri tipi di malanni e, a tal proposito, riteniamo opportuno menzionare l’intervista fatta da www.dica33.it, nella quale il dottor Aurelio Sessa, presidente regionale per la Lombardia della Società italiana di medicina generale (Simg), ha dichiarato:

“I virus in circolazione sono molti e li dividerei in 3 gruppi principali: quello dell’influenza vera e propria, i virus parainfluenzali o respiratori, e quelli gastrointestinali.”

Quali sono i sintomi?

I principali sintomi dell’influenza stagionale, che da ottobre ad oggi ha costretto a letto 998mila italiani, sono:

  • Febbre. Un innalzamento della temperatura corporea che può raggiungere anche i 39/40 gradi;
  • Sintomi Respiratori come il raffreddore, la tosse e il mal di gola che creano quella sensazione di “chiuso”, causa anche scatenante del mal di testa;
  • Dolori muscolari e alle ossa. La sensazione di sentirsi “rotti” che accentua ancor di più il malessere generale e la stanchezza;
  • Disturbi intestinali. Vomito, nausea e diarrea solo le principali avvisaglie di questo sintomo che spesso causano, in relazione agli altri già citati, l’inappetenza;
  • Congiuntiviti. Infiammazione del bulbo oculare che si manifesta solo in alcuni casi.

Come curarsi?

–          La cosa principale è affidarsi al medico curante ed evitare i soliti rimedi fai da te;

–          Concedersi il riposo assoluto. Infatti per confortare il fisico debilitato, la posizione migliore da assumere è quella da sdraiati, in modo tale che tutto l’organismo si riposi e si rilassi, accelerando anche i tempi di guarigione;

–          È opportuno, soprattutto per i bambini, tenere la stanza ben umidificata, in questo modo si alleviano i sintomi del raffreddore. Esistono apposite apparecchiature, facilmente reperibili in farmacia e sanitaria, oppure quelli da termosifone;

–          Tenere l’innalzamento della temperatura corporea (febbre) sotto controllo mediante l’ uso di antipiretici con paracetamolo SOLO dopo aver contattato il medico, soprattutto per i bambini. Tale farmaco deve essere somministrato quando la febbre superai i 38,5° e ad intervalli di 6 ore, consultando sempre il foglietto illustrativo all’interno della confezione;

–          Alimentarsi con cibi poco grassi, quindi leggeri (brodo, pollo, etc.), aumentando il consumo di liquidi (succhi di frutta non freddi, thè al limone che funge da astringente, etc.), facendo però piccoli sorsi. Questo agevolerà il nostro corpo nella reintegrazione dei liquidi persi a causa dei disturbi intestinali.

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