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Antidepressivi in gravidanza si possono usare, ultime ricerche medico scientifiche

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

18 Gennaio 2012

L’assunzione di antidepressivi in gravidanza aumenta nel nascituro il rischio di insufficienza respiratoria.

L’ uso dei farmaci in gravidanza ha quasi sempre comportato dei rischi per il feto, ragion per cui è importante eliminarne l’uso oppure, ove non fosse possibile, trovare una valida alternativa in accordo con il medico che ci tiene in cura.

Un recente studio, svolto da ricercatori svedesi che operano nel Centre for Pharmacoepidemiology, presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, e coordinati dalla dottoressa Helle Kieler, ha riscontrato che nei bambini nati da donne con problemi mentali legati alla depressione e a stati d’ ansia, e quindi soggette a cure con medicinali contenenti paroxetina (farmaco antidepressivo appartenente alla categoria degli inibitori selettivi), aumenterebbe il rischio di ipertensione polmonare resistente, rischio che comporta l’insorgere di insufficienze cardiache.

Infatti l’ipertensione non è altro che l’eccessivo aumento della pressione sanguigna nel polmone, causa spesso scatenante dell’ insufficienza respiratoria ipossiemica, ossia il restringimento dei vasi sanguigni che impedisce l’afflusso di sangue che dal cuore arriva ai polmoni.

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha preso in esame circa 1,6 milioni di madri e i loro relativi bambini, nati tra il 1996 e il 2007. Le donne gravide sono state poi divise in categorie:

  • Coloro che hanno assunto gli antidepressivi nei primi 3 mesi di gravidanza;
  • Coloro che hanno assunto gli antidepressivi dopo i primi 3 mesi di gravidanza;
  • Donne che non hanno assunto farmaci in gravidanza.

I ricercatori, tenendo anche conto di altri fattori (età, malattie, stili di vita, massa corporea, etc.), hanno riscontrato che il rischio per i bambini di avere patologie legate a difetti cardiovascolari è inferiore al 2%.

Dato forse non molto rilevante se rapportato all’intera popolazione mondiale ma che comunque va preso in considerazione quando si decide di assumere farmaci durante la gravidanza.

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