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Movimento dei Forconi, la Sicilia in sciopero protesta

Licia

di Mamma Licia

18 Gennaio 2012

movimento dei forconi siciliaLa Sicilia è in subbuglio, ma il resto dell’Italia lo sa?

I siciliani sono arrabbiati. Da lunedì 16 gennaio, su tutta l’Isola, ci sono blocchi e presidi in numerose strade, caselli autostradali e porti per una protesta degli autotrasportatori che ha tutta l’aria della rivolta. Rivolta contro la crisi economica che, seppur coinvolga l’intero Paese, ha praticamente messo in ginocchio le aziende siciliane. E a nulla sono valsi gli appelli al Governo che ha dimostrato di ignorare, come la stampa nazionale in questi giorni, la Sicilia tutta e quel che vi sta accadendo. Ne parlano solo i tg e la stampa locali, lo urlano solo i frequentatori di facebook, lo scrive qualche articolo sparso qua e là sui blog, ma il resto dell’Italia cosa sa di questa protesta? O, soprattutto, cosa vuole sapere?

La Sicilia va avanti da sola e comunque. Non importa se ancora il resto d’Italia non sa, il movimento Forza d’urto non intende fermarsi e, vuoi o non vuoi, presto si parlerà di questa ribattezzata “primavera siciliana” in tutta la Penisola.

La Sicilia è in subbuglioe altro che capire che noi ci siamo. EnLa “protesta dei Forconi” proseguirà ufficialmente fino alla mezzanotte del 20 gennaio, ma molto probabilmente non si fermerà a quella data.
Alla base della protesta c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che pesa tantissimo sugli autotrasportatori siciliani e sulle aziende. Si chiede la defiscalizzazione dei carburanti, ma anche l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto siciliano che prevede di trattenere nell’Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti. Si chiede persino la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta. Si contesta l’operato dell’attuale governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, giudicato incapace di controllare la grave situazione in cui si trova l’Isola.

Certo, questa manifestazione, che nelle intenzioni di base non vuol danneggiare la popolazione siciliana e vuol svolgersi pacificamente, sta già creando parecchi disagi: nelle città dell’Isola scarseggia il carburante, c’è il rischio che il trasporto locale e non solo si fermi, non arriva più merce fresca e, se i container con le derrate alimentari continueranno a rimanere fermi nei porti, presto gli scaffali dei supermercati saranno vuoti. Ma sono disagi necessari, sostengono i promotori della rivolta, affinché tutti si rendano conto che la Sicilia sta male e che sta lentamente affondando. E se il resto d’Italia se ne frega, c’è già chi propone di acquistare, nei supermercati, solo merce del Sud e di sospendere la partita Palermo-Genoa, perché “l’Italia che la domenica si blocca davanti ad un televisore non potrà fare altro che capire che noi ci siamo. Entriamo dentro il terreno di gioco e fermiamo tutto”, ha detto Andrea Specchiarello.

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