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Francesco Schettino Costa Concordia capitano, responsabilità e indagini

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

19 Gennaio 2012

capitano costa concordiaFrancesco Schettino è l’unico responsabile del naufragio della Costa Concordia?

Definito un vile, un codardo da chi ha ascoltato la telefonata avvenuta in quella tragica notte, telefonata fatta dal Comandante Gregorio De Falco, capo della sezione operativa della Capitaneria di Porto di Livorno, che gli intimava di risalire a bordo per coordinare l’evacuazione dei passeggeri rimasti sulla nave. Comando mai eseguito da Schettino, che gli ha procurato epiteti ben più pesanti e forti di quelli citati prima.

Ma cosa è realmente successo quella notte? Perché il capitano della Concordia tardò così tanto nel lanciare l’allarme?

Gli inquirenti della procura di Grosseto indagano sul caso, proprio per far chiarezza sui fatti accaduti la notte tra il 13 e il 14 gennaio.

naufragio costa concordiaDa una prima ricostruzione, avvenuta grazie alle testimonianze dei passeggeri, di coloro che lavoravano sulla nave e allo stesso Schettino, sottoposto ad un interrogatorio di tre ore nella giornata di martedì, giornata in cui ha anche consentito a sottoporsi agli esami tossicologici, il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha mosso le prime accuse contro il capitano: omicidio colposo plurimo e abbandono della nave.

Ma le accuse continuano ad aumentare giorno dopo giorno!

Un passeggero sopravvissuto alla tragedia dichiara di aver visto il comandante napoletano in sala da pranzo, al momento dell’ impatto, altri, come l’attrice Francesca Rettondini, ne hanno descritto l’incompetenza e l’inadeguatezza di affrontare la situazione “Non ho capito l’atteggiamento del capitano. In tutto quel bailamme a un certo punto dagli altoparlanti ha detto che tutto era sotto controllo, di tornare nelle cabine”.

concordia mistero moldavaSchettino, intanto, continua a difendersi, sostenendo il suo errore nell’azzardare la manovra di “inchino all’isola (svolta già in passato, come da lui stesso ammesso), di essere “scivolato” sulla scialuppa di salvataggio e che a testimoniarlo, altre agli altri ufficiali, in cabina ci fosse una donna bionda.

Dopo l’ultima affermazione, gli inquirenti hanno cercato questa possibile testimone chiave rea, forse, di aver “distratto” il capitano dai suoi doveri.

La ricerca non è durata a lungo!

Si chiama Domnica Cermontan, è moldava, ha 25 anni e sostiene di essere un membro dell’equipaggio della Costa Concordia da ben 5 anni. Lo ha dichiarato lei stessa in un’intervista alla televisione moldava Jurnal tv, affermando che era lì per una vacanza, che al momento dell’impatto era in una sala attigua alla plancia di comando, che si è salvata grazie alla sua esperienza nautica e che è ha tratto in salvo molte vite quella notte. Unico problema è che la donna non risulta né nella lista ufficiale dei passeggeri, né nella lista degli ufficiali di bordo. Fatto questo che il PM sta cercando di appurare pur sapendo che, solitamente, i comandanti e gli ufficiali dispongono di un certo numero di posti (riservati per parenti e/o amici), non necessariamente registrabili.

Una notizia, questa, che spiegherebbe anche il continuo mutare del numeri dei dispersi, imprecisato dal fatto dell’eventuale esistenza di ulteriori passeggeri a bordo non registrati.

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