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Piede piatto bambini

Simona

di Mamma Simona

23 Febbraio 2012

I piedini dei bambini rivestono un fascino tutto particolareI piedini dei bambini rivestono un fascino tutto particolare, così piccoli e morbidi “paffutelli”… eppure tanto importanti!

Già, perché sui piedi si poggia tutto il peso del nostro corpo eretto, senza piedi non potremmo camminare, correre, saltare ed anche un appoggio anomalo può rappresentare un problema giacché tutto il corpo si adeguerà per ristabilire l’equilibrio che viene meno, con conseguenze alle ginocchia, al bacino, alla colonna vertebrale e al sistema cranio-cervico-temporo-mandibolare.

Il piede del neonato si presenta tendenzialmente “piatto”, questo è dovuto ad una discreta quantità di tessuto sottocutaneo della pianta del piede. Quando il bambino inizia a camminare il piede, viene allenato: i muscoli sono sottoposti a continuo lavoro per permettere la deambulazione, le ossa del piede prendono la classica forma “ad arco”, contrastando l’iniziale lassismo dei muscoli, tendini e legamenti. Questo processo avviene all’incirca nei primi tre-quattro anni di vita del bambino
.
Laddove il piede non assuma una corretta morfologia, si può essere in presenza di una patologia molto diffusa che prende nome di piattismo.
Si tratta di “una caduta della volta plantare e della valgo pronazione del calcagno con possibile abduzione dell’avanpiede” (definizione come da citazione medica) che in molti casi non necessita di correzione giacché si risolve spontaneamente prima dei 6-7 anni.
Il valgismo del retropiede si può notare dalla tendenza del tallone, visto da dietro, ad inclinarsi verso l’interno; mentre nell’abduzione dell’avanpiede la parte anteriore del piede tende verso l’esterno.
La corretta postura dei piedi dei bambini, tanto in fase eretta quanto durante la deambulazione, viene controllata dai pediatri durante le normali visite di routine nei primi anni di vita. Allorché si noti un piattismo di entità maggiore rispetto alla norma, il pediatra potrà consigliare una visita ortopedica o da un posturologo o ancora da un chinesiologo, un eventuale esame al podoscopio (che rileva l’appoggio plantare) e delle lastre bilaterali ai piedi sotto carico (il bimbo si trova in posizione eretta), per valutare l’utilizzo di plantari da portare all’interno della scarpa che aiutino la giusta maturazione del piede. Dunque si tratta di una valutazione medica a seguito di indagini dedicate.I piedini dei bambini rivestono un fascino tutto particolare
L’utilizzo dei plantari è consigliato fino ai 6-7 anni dopo tale età, la correzione diventa più difficile poiché il piede ha già assunto una propria struttura. Il plantare, a questo punto, potrà essere usato nei casi in cui vi siano dolori durante l’appoggio del piede, a discrezione del medico.
Quando il bambino supera i 7 anni di età e persistono, nonostante l’utilizzo precedente del plantare, problemi di piattismo e valgo pronazione del calcagno, i medici possono decidere, a seconda della gravità, per un trattamento del piede.
Gli studi hanno evidenziato che i bambini con piede piatto che hanno il retropiede valgopronato, hanno discrete possibilità di sviluppare da adulti patologie connesse come l’artrosi alla caviglia e l’alluce valgo, non è scorretto affermare che il piattismo può considerarsi una “condizione pre-artrosica”.
 L’intervento, nei rari casi in cui venga proposto, viene stabilito con scopo preventivo per evitare serie patologie in età adulta come quelle citate.
Esistono diverse tipologie di intervento chirurgico, le più conosciute sono:
Il calcagnostop prevede l’inserimento di una piccola vite che corregge la pronazione del calcagno e alza la volta plantare. Questo intervento richiede nel post-operatorio l’utilizzo di tutori ai piedi per qualche settimana, una volta rimossi il bambino può riprendere a camminare senza stampelle. Le viti vengono tolte dopo un anno e mezzo, tempo necessario per la correzione del piede tramite la deambulazione.
L’endortesi di Giannini prevede l’utilizzo di una vite all’interno del calcagno che lavora in opposizione alla sua pronazione, svolgendo un’azione atta a far risalire la volta plantare. Si prevede l’utilizzo di stivaletti gessati, motivo per cui l’intervento bilaterale non concede la deambulazione per un mesetto circa. Le viti verranno rimosse dopo un paio d’anni se non sono di tipo riassorbibile.
Gli interventi sono previsti di solito tra gli 8 e i 12 anni, in quanto la risoluzione del problema avrà possibilità di minor successo con l’aumentare dell’età.

Esiste una rieducazione dinamica basata sulla pratica di esercizi che aiuterebbero a raggiungere un appoggio del piede nella norma accettabile da proporre a bambini dai 4 anni in poi: camminare a piedi nudi sulla sabbia, cercare di afferrare oggetti con le dita dei piedi, pedalare su tricicli con palette strette a piedi nudi, camminare appoggiando le punte o il tallone o ancora la I piedini dei bambini rivestono un fascino tutto particolareparte laterale esterna del piede.

Noi genitori possiamo accorgerci che nostro figlio ha un problema di piattismo dalle suole delle sue scarpe! Quando queste sono consumate eccessivamente su un lato (bordo esterno) o sul tacco è possibile ci siano anomalie e dunque conviene riferire al pediatra. Un altro segnale può essere l’andatura anomala della camminata o il ripetersi frequente di incespicamenti. Il piede piatto può sussistere anche in presenza di altre patologie come la tendenza a tenere le ginocchia ad “X” (valgismo) o la presenza di scoliosi.

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