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Costa Concordia: aggiornamenti ricerche delle vittime, corpi ritrovati e disastro ambientale

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

24 Gennaio 2012

naufragio concordiaLa Costa Concordia ieri ha restituito altre 2 vittime

I corpi di due donne sono stati recuperati nella giornata di ieri, raggiunti all’interno della nave grazie al varco che i palombari della Marina sono riusciti ad aprire con l’ausilio di micro cariche esplosive.

Il numero delle vittime sale dunque a 15, di cui solo 9 identificate (l’ultima identificazione riguarda la sposina di Biella), mentre si attende la conferma da parte degli ungheresi per accertare, ancora una volta, il numero, sempre più ipotetico, dei dispersi.

Intanto per agevolare, velocizzare e rendere del tutto certe le identificazioni dei cadaveri, l’ Iterpol è stata affiancata da un gruppo di esperti della Polizia scientifica, incaricata di effettuare confronti di DNA tra le vittime e i familiari che le reclamano, nella speranza di vanificare la presenza di clandestini, parola usata da Franco Gabrielli, commissario delegato all’emergenza, nonché Capo della Protezione Civile.

concordia disastro ambientaleEd è lo stesso Gabrielli che, dopo aver ascoltato i tecnici che monitorano la stabilità della nave arenata, ieri ha annunciato il tanto atteso inizio dei lavori per svuotare i serbatoi della nave.

Infatti i vari monitoraggi dei fondali circostanti l’imbarcazione, effettuati in questi giorni, hanno fatto rilevare che il Concordia si sta adagiando al fondale, adattandosi ad esso, quasi ad “ancorarsi”, rendendo così le operazioni di recupero maggiormente sicure.

concordia vittimeDa oggi la Smit and Salvage, società incaricata dello svuotamento delle circa 2400 tonnellate di carburante a bordo, potrà lavorare in contemporanea con il gruppo (vigili del fuoco, sommozzatori, guardia costiera, palombari e carabinieri) delle squadre di soccorsi, senza necessariamente interferire con esse.

Una buona notizia dunque per tutti quelli visibilmente impensieriti da un possibile, quanto probabile, disastro ambientale. Un pensiero che negli ultimi giorni veniva alimentato dall’avvistamento, al largo dell’isola del Giglio, di una macchia di 300X200 metri circa di olio, fuoriuscita forse nei giorni successivi al naufragio.

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