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Autismo: Il discorso interiore come metodo per aiutare i bambini autistici

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

25 Gennaio 2012

pensare a paroleUno studio ha dimostrato che sarà possibile aiutare i bambini con autismo a svolgere le attività più complesse e ad interagire meglio con il mondo esterno attraverso l’ insegnamento del “discorso interiore”.

Questa parola potrà risultare alquanto strana per alcuni, ma non è nulla di complicato.

Si tratta semplicemente dell’ esercizio atto ad esprimere verbalmente le azioni che stiamo compiendo in quel preciso momento.

L’ esecuzione di tale tecnica è utile nell’ accrescere le future comunicazioni interpersonali, ovvero se un bambino ha l’ abitudine di ripetere ad alta voce o, per meglio dire, si da delle istruzioni verbali sui gesti che sta compiendo, sarà maggiormente agevolato da adulto nelle comunicazioni con gli altri e accrescerà la sua indipendenza.

Insegnare tale metodica ai bambini con autismo, considerati già di per sé “rinchiusi nel loro mondo” e non spesso inclini all’ utilizzo della comunicazione verbale, può aiutarli nelle attività quotidiane.

autismoÈ quanto emerso da uno studio ideato e condotto dal dottor David Williams, docente presso il Dipartimento di Psicologia della Durham University, e successivamente pubblicato dalla rivista Development and Psychopathology.

“La maggior parte delle persone indotte a pensare a parole quando cercano di risolvere i problemi, risultano facilitate nella pianificazione di attività particolarmente complicate. I bambini con autismo spesso perdono nei primi anni di infanzia le giuste occasioni per validi e produttivi scambi comunicativi, sviluppando così quella tendenza a non usare il linguaggio interno da adulti”.

Tale ricerca inoltre, al fine di raggiungere un miglioramento comportamentale dei bambini con autismo, attraverso l’ espressione verbale del proprio pensiero, consiglia di estendere ad essi il quotidiano programma scolastico verbale, piuttosto che istruirlo unicamente con l’utilizzo degli orari visivi.

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