Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Melania Rea tutta la storia

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

26 Gennaio 2012

melania rea la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore ParolisiMelania Rea tutta la storia: la ricostruzione completa, dall’omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi

  • La scomparsa di Melania Rea

Sono le 16.34 di lunedì 18 aprile 2011. Un uomo telefona al 112 per segnalare la scomparsa della moglie. Si trova al ristorante “Il Cacciatore” (più noto come “bar Segà”) e, assai agitato, dice all’operatore della Centrale Operativa del Comando dei Carabinieri che risponde alla sua telefonata di essere un militare in servizio al 235° RAV di Ascoli Piceno, che, mentre si trovava con la moglie e con la figlia in un parco con altalene e scivoli, la moglie – Rea Carmela, detta Melania – è scomparsa!

  • La ricostruzione della scomparsa secondo il racconto che Parolisi fa da subito e riporta ai proprietari del bar, come all’operatore del 112, come alle prime autorità giunte sul posto:

Melania dice al marito di dover andare in bagno e si dirige, senza borsa, verso una stradina che conduce ad un vicino chiosco, ma non facendo più ritorno dopo 15/20 minuti fa impensierire il marito che prova a contattarla – inutilmente – al telefono cellulare; decide così di prendere la macchina e di fare un giro in zona per cercare la moglie, recandosi poi al bar dove credeva che la moglie si fosse recata per andare in bagno. Lì prende un caffè, poi chiede ai proprietari del locale se hanno visto una giovane donna dandone la descrizione e, di fronte alla loro risposta negativa comunica la sua preoccupazione per la scomparsa della moglie.

Consigliato dalla proprietaria del locale di telefonare al 112, chiede alla proprietaria stessa di fare la telefonata, perché miglior conoscitrice dei luoghi, e si reca in bagno.

  • Le prime ricerche di Melania Rea

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi Scattano le ricerche, i carabinieri arrivano sul luogo circa un’ora dopo la telefonata di Salvatore Parolisi, il marito della donna scomparsa. Si cerca nella zona, ma di Melania nessuna traccia.

L’indomani proseguono le ricerche. C’è anche Parolisi che, però, alle 11.00 abbandona le ricerche della moglie e si allontana dai luoghi della sua scomparsa, recandosi in caserma e facendo ritorno solo in serata.

Ma di Melania ancora nulla.

  • Il ritrovamento del cadavere di Melania

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi Alle ore 14.48 del 20 aprile, con una telefonata anonima fatta al 113 da una cabina telefonica, un uomo, con un chiaro accento tramano, denuncia la presenza di un “corpo per terra” nella zona di Ripe di Civitella, in località “chiosco della pineta”.

E’ il cadavere, straziato, di Melania.

  • Come è morta Melania Rea?

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore ParolisiL’autopsia dirà che la donna è morta, dopo un’agonia durata alcune decine di minuti, per anemia emorragica acuta conseguente alle numerose ferite inferte: 29 ferite da punta e taglio e 6 ferite da taglio. Melania è stata accoltellata dappertutto, in viso, sul torace, sull’addome, sulle braccia.

Il cadavere presenta anche delle “ferite figurate” (una “croce di Sant’Andrea”, una “svastica”, una “grata a grosse maglie”): si scoprirà in seguito che queste ferite sono state inferte al corpo di Melania successivamente alla sua morte, con l’evidente intento di depistare le indagini, facendo credere che l’omicidio possa essere opera di qualche setta satanica.

  • Le prime indagini

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore ParolisiCominciano le audizioni. Salvatore Parolisi verrà ascoltato più volte. In sede di denuncia formale, quella stessa sera del 18 aprile, il caporalmaggiore descrive più minutamente i movimenti che quel giorno lui, la moglie e la figlioletta di 18 mesi fecero dal mattino fino al momento della scomparsa della moglie.

Di Melania c’è una traccia sicura fino alle 13.30 del 18 aprile, quando lei riceve la telefonata della madre alla quale dice che da lì a poco, dopo aver mangiato qualcosa rapidamente, si sarebbero recati a Colle di San Marco per far fare una passeggiata alla bimba, e che al massimo alle 16.00 avrebbero fatto ritorno perché aveva un appuntamento con l’amica Sonia per far visita al nipotino di quest’ultima, nato da pochi giorni.

Alle 14.40 circa, la stessa Sonia proverà a contattare Melania telefonicamente per definire meglio l’appuntamento del pomeriggio, ma già a quell’ora Melania non risponde più al telefono.

  • Le bugie di Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi racconta tante cose durante i primi colloqui con gli inquirenti. La maggior parte di queste si riveleranno essere non vere, una sfilza di bugie che contribuiranno a fare di Parolisi l’unico indagato per la morte di Melania.

Parolisi fa anche una serie di affermazioni che non convincono i parenti e le amiche strette di Melania. E mette in atto una serie di comportamenti che stupiscono gli stessi.

Sono trascorsi pochi giorni dal rinvenimento del cadavere di Melania e Parolisi – ascoltato dal PM il 22 aprile durante la ricostruzione sul luogo degli ultimi melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisimovimenti di Melania prima della scomparsa – dichiara di “non avere in corso né di avere avuto in precedenza relazioni sentimentali extraconiugali né con allieve né con persone estranee all’ambito lavorativo”. È una bugia. Salvatore Parolisi tradisce la moglie da anni (addirittura ancor prima del matrimonio, durante il fidanzamento, come dichiarerà in seguito un’amica di Melania). Parolisi ha un’amante dal marzo 2009.  È Ludovica Perrone, che allora frequentava un corso presso la Scuola di Cavalleria di Lecce.
È con lei che Melania, nel gennaio 2010, ha una vivace discussione durante la quale viene esortata “con toni decisi” ad interrompere la relazione con suo marito.
Ma Parolisi ha avuto anche altre relazioni extraconiugali. Lo sa Ludovica, lo sanno al 235° Reggimento Piceno, lo sa bene Rosa Cesarino, l’altra allieva del caporalmaggiore con la quale egli ebbe una relazione di breve durata, lo sanno i titolari di una sorta di B&B (meglio denominati “appartamenti ammobiliati ad uso turistico”) nei quali Parolisi era solito incontrarsi con le proprie amanti per consumare rapporti sessuali.

  • Il luogo del delitto

A proposito del luogo di ritrovamento del cadavere di Melania, poi, Parolisi dichiara anche “di aver individuato con certezza la località ‘chiosco della pineta’ a seguito della descrizione nonché della visione di una fotografia scattata con il telefonino e mostratagli dall’amico fraterno Paciolla Raffaele”. È un’altra bugia.

Raffaele Paciolla, uno dei primi a partecipare alle ricerche di Melania quando ancora non si sapeva della sua morte è colui che – insieme al fratello di Melania – fa/procede il riconoscimento del cadavere della donna al momento del suo ritrovamento, non ha mai né fatto né mostrato a Parolisi una foto di quel luogo, e a dimostrazione di ciò consegna il suo cellulare agli inquirenti.

E ancora. Parolisi dichiara di “utilizzare unicamente il servizio di messaggistica istantanea ‘Messenger’, escludendo l’uso di ‘Facebook’, di ‘Skype’ e di ‘chat’, da lui testualmente definite strane”. È anche questa una bugia. Parolisi aveva un profilo su Facebook, il suo nick era Vecio Alpino, e tramite esso comunicava e chattava regolarmente con la sua amante Ludovica Perrone.

  • Melania conosceva i tradimenti di suo marito Salvatore

Parolisi dichiara anche che “in nessuna occasione la moglie aveva avuto modo di nutrire sospetti su eventuali relazioni sentimentali intrattenute con allieve specificamente individuate e che mai tale eventualità gli era stata contestata dalla moglie”. Non è vero. E’ una bugia pure questa. Melania, insospettita da alcuni comportamenti ambigui del marito, scoprì la sua relazione amorosa con la soldatessa Ludovica già prima del gennaio 2010.

  • I comportamenti sospetti di Salvatore Parolisi e le dichiarazioni che non convincono

Parolisi ha dichiarato che Melania si allontana dal pianoro di Colle San Marco, con l’urgenza di recarsi in bagno, qualche minuto dopo essere arrivati. Si stupisce di ciò Michele Rea, il fratello di Melania, il quale afferma che la sorella non “era solita recarsi nei bagni pubblici”, e che a maggior ragione non lo avrebbe fatto senza la borsa (Parolisi dichiarò che Melania si allontanò senza borsa, addirittura la donna sarebbe uscita da casa senza nessuna delle sue due consuete borse), “in quanto molto schizzinosa” come dichiarò anche la madre di Melania, sentita su questo particolare.

Insolito, nonché molto strano, sembra in effetti che una mamma possa uscire da casamelania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi con la propria bambina di appena un anno e mezzo, anche per qualche ora solamente, senza portare con sé l’occorrente per la pulizia della bambina e quant’altro necessario per la stessa. Stranissimo questo appare per una donna come Melania, così “schizzinosa” e attenta alle esigenze della bambina, che era solita portare con sé la borsa anche quando usciva in tuta da ginnastica.

Appare insolito a Michele Rea anche il comportamento del cognato che all’indomani della scomparsa di Melania, dopo una fugace partecipazione alle ricerche della moglie, si allontana da quei luoghi per recarsi in caserma e per far ritorno solamente in tarda serata.
Parolisi dirà di essersi recato in caserma con l’intento di voler organizzare una squadra di ricerche con i suoi commilitoni. Ma anche questa affermazione verrà smentita da alcuni suoi colleghi, i quali offertisi spontaneamente di concorrere alle ricerche di Melania, vengono dissuasi dallo stesso Parolisi con la spiegazione che tale iniziativa avrebbe potuto intralciare il lavoro delle squadre cinofile.

Parolisi mente, Parolisi dice troppe bugie.

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi Parolisi dichiara in tv di amare la moglie e di non avere né avere mai avuto contrasti con lei. Ma Parolisi ha appena promesso alla sua amante Ludovica che, “cascasse il mondo”, il 21 aprile (2011) sarebbe andato a conoscere ufficialmente i suoi genitori e che avrebbe quindi posto fine al matrimonio con Melania. Questa è “una delle tante cavolate” (come le definisce lo stesso Parolisi) che il marito di Melania dice a Ludovica, per perdere tempo e per allungare la storia confesserà agli inquirenti. Ma Ludovica ci crede, tanto che parla ai suoi genitori della storia d’amore tra lei e Salvatore e tanto che questi, proprio in occasione della visita del caporalmaggiore, gli prenotano anche una stanza in un albergo della zona.

  • Indagini si concentrano su Salvatore Parolisi

Le indagini sull’omicidio di Melania continuano. Vengono ricostruiti gli spostamenti di Parolisi, vengono sentiti più volte i familiari e gli amici della vittima, ascoltati i commilitoni di Parolisi, i conoscenti/condomini di Melania e Salvatore, viene sentita Ludovica Perrone, molte persone che il 18 aprile si trovavano in gita sul pianoro di San Marco fanno dichiarazione volontarie e dicono di non aver mai visto nessuno dei componenti della famiglia Parolisi nella zona delle altalene e del chiosco.

melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi

Il cerchio si stringe attorno a Salvatore Parolisi. Secondo l’accusa non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza. Forse, se un complice c’è stato, è intervenuto solamente con quelle “ferite figurate” inferte sul cadavere di Melania che avevano lo scopo di depistare le indagini.

  • L’arresto di Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi viene arrestato il 19 luglio 2011. È indagato dei delitti di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

  • Le risultanze delle indagini medico-legali e il rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi

Secondo la ricostruzione “accusatoria” operata dagli inquirenti Parolisi avrebbe condotto la moglie non a Colle San Marco – ove pure continua a sostenere di essere stato – ma direttamente a Ripe di Civitella e lì l’avrebbe uccisa. L’omicidio sarebbe stato il risultato di una lite o di un moto d’impeto scatenatosi all’improvviso nel caporal maggiore oppresso della pluralità di complicazioni sentimentali, emozionali ed economiche in cui si era per sua colpa ritrovato e da cui non sapeva più liberarsi. La Procura negli atti delle indagini e nella richiesta di rinvio a giudizio ha escluso la premeditazione del delitto.

  • Quello a carico di Salvatore Parolisi sarà un processo indiziario, non esiste una prova regina capace di indicare che il  marito sia certamente ed inconfutabilmente l’assassino.

– Melania avrebbe ricevuto dal marito un ultimo bacio prima di morire, il cosiddetto bacio della morte. melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi
Nella bocca di Melania è stato rinvenuto il Dna di Salvatore.
Parolisi sostiene di avere baciato la moglie prima che si allontanasse per il bisogno di andare al bagno; gli esperti, invece, chiariscono che quel genere di traccia può dipendere solo da un bacio dato in punto di morte o da una mano serrata sulla bocca mentre la donna spirava. Tale ricostruzione, forte e cruenta, ha una base scientifica precisa: le tracce rinvenute nella bocca di Melania  sarebbero certamente scomparse tra le labbra di una persona viva perché per cancellarle sarebbe bastato deglutire, parlare o respirare.  In altre parole la delicatezza di tali tracce dimostra che intanto esse si sono mantenute attive in quanto sono state impresse su una donna morente o appena morta.

Melania si è calata i pantaloni presumibilmente da sola e forse poco prima di morire si stava accovacciando per urinare, gesti che si compiono solo in presenza di persone a cui si è legati da un rapporto intimo e molto confidenziale. La vittima non è stata aggredita né sorpresa da un estraneo, lo dimostrerebbe il modo in cui è stato ritrovato il corpo: i pantaloni piegati bene per non sporcarsi né sgualcire gli abiti, il trucco perfetto, nessuna traccia di pianto e nessuna di colluttazione.

– Le tracce rinvenute sotto le scarpe di Melania non possono escludere che la donna sia stata al Pianoro di colle San Marco. Ciò perché il terreno, i pollini e le infiorescenze di Ripe di Civitella e del Pianoro di Colle San Marco non sono sufficientemente dissimili da discriminare i due luoghi.

– Le impronte di sangue impresse sui luoghi del delitto apparterrebbero tutte ad un unico paio di scarpe maschili: presumibilmente scarpe da tennis.

– Parolisi avrebbe lavato se stesso e le scarpe che indossava presso una piccola fontana presente accanto al luogo del ritrovamento del cadavere. Lì si sarebbe cambiato d’abito e, successivamente, avrebbe abbandonato i vestiti insanguinati in qualche luogo.
Resta il mistero degli abiti di Parolisi.melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisi
Malgrado il freddo, Salvatore indossava solo un completino sportivo con pantaloncini corti e maglietta a mezze maniche.
Secondo l’accusa dopo l’omicidio si sarebbe liberato dei vestiti intrisi di sangue e della scarpe. Ma questi vestiti non sono mai stati rinvenuti.
Sul corpo di Melania, invece, c’è una “impronta di sangue” compatibile col polsino di un maglione Tale traccia lascerebbe presumere che indosso l’assassino avesse un maglione a lunga manica e che il polsino di tale indumento si sia bagnato col sangue di Melania proprio durante l’omicidio.
D’altronde data la pluralità delle ferite inferte alla povera vittima è impossibile che l’assassino non si sia imbrattato di sangue.

– L’anello di fidanzamento di Melania è stato rinvenuto lontano dal cadavere, forse è stato lanciato dalla stessa vittima durante una discussione?

Sul corpo di Melania sono stati rinvenuti 5 capelli: uno è di Parolisi, uno del medico legale che per prima ha esaminato il corpo, uno è un pelo animale (appartenente a un cane) e di due non è stata rintracciata l’origine, potrebbe averli condotti il vento sul cadavere della Rea?

L’arma del delitto non è stata rinvenuta, manca come mancano i vestiti sporchi di sangue.

– Neanche le indagini sui “percorsi compiuti dal cellulare di Melania” hanno potuto escludere totalmente la presenza della donna dal Panoro di Colle San Marco. Infatti il telefonino della Rea ha   prevalentemente agganciato le celle di Ripe di Civitella, luogo ove è stato rinvenuto il corpo, ma una sola volta tra le 14:53 e le 14:56 ha rintracciato una cella di Pianoro San Marco, la N°451.
Per di più la cella N°451 è  esattamente quella che copre l’area intorno al monumento melania rea tutta la storia la ricostruzione completa dall'omicidio al rinvio a giudizio di Salvatore Parolisiai caduti, laddove tale monumento ai caduti è pure luogo ove si sono fermati i cani molecolari durante le ricerche di Melania sul Pianoro.

– Il coinvolgimento dei cani molecolari nelle ricerche di Melania ichiama un ulteriore mistero del caso Rea: i cani fiutano Melania e dalle altalene arrivano al monumento ai caduti, ove, appunto, si fermano. Ma allora la donna è di fatto stata in quei luoghi e sul Pianoro?
Questa domanda resta aperta, ma la sua soluzione e risposta non può non contemplare l’esame di un fatto ulteriore: pochi giorni prima dell’omicidio la famiglia Parolisi ha realmente fatto una gita al Pianoro di Colle San Marco è stata lì con  dei colleghi ed amici di Salvatore e con le loro famiglie. Le tracce fiutate dai cani potrebbero risalire a quel giorno piuttosto che al momento della scomparsa? Forse si.

La famiglia di Melania Rea resta convinta del fatto che Salvatore Parolisi menta ed ometta, è prossimo il processo e l’augurio è che sia prossima anche una verità piena e completa a cui i familiari della vittima hanno diritto di arrivare.

Leggi anche

Seguici