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Gravidanza: I come

Licia

di Mamma Licia

22 Luglio 2010

Immaturità: Un bambino nato prima della 37esima settimana di gravidanza e con un peso inferiore a 2,5 Kg, viene detto immaturo. Subito dopo la nascita, un bimbo immaturo viene solitamente tenuto in incubatrice che dispone di vari monitor per il controllo di eventuali irregolarità della funzione respiratoria, cardiaca e dell’equilibrio elettrolitico, in modo da intervenire prontamente in caso di necessità.
Immunoglobuline anti-RH: Sostanza somministrata alla donna di gruppo sanguigno Rh negativo dopo il parto di un bambino Rh positivo (o dopo un aborto, un’ amniocentesi o una gravidanza estrauterina) per prevenire la produzione di anticorpi che potrebbero in una gravidanza successiva distruggere i globuli rossi fetali.
Impegno: Termine che in ostetricia è riferito all’atto con il quale il feto entra nel canale del parto per prepararsi a nascere. La parte fetale che si impegna è generalmente la testa ed in questo caso si può procedere tranquillamente con il parto naturale. Ma il feto può anche presentarsi con il podice, cioè di natiche (anche in questo caso il parto è possibile per la via naturale, anche se in maniera difficoltosa) o con la spalla (parto non possibile per la via naturale).


Impegno della testa fetale: Il passaggio del diametro maggiore della testa del feto (il diametro del cranio al di sopra e dietro le orecchie) attraverso il canale del parto. Nelle donne alla prima gravidanza, la testa del feto si adagia nella pelvi 2 o 4 settimane prima del parto. Nelle donne che hanno già avuto altri figli, la collocazione della testa fetale può avvenire anche solo una settimana prima del parto o addirittura all’inizio del travaglio. Ad un controllo ginecologico, esaminando l’addome della donna si sente la testa del feto “fissa” nelle pelvi. In questo caso si dice che il feto è in posizione per nascere.
Incontinenza cervicale: Condizione per cui il collo dell’ utero si dilata precocemente durante la gravidanza, potendo così causare un aborto o un parto prematuro.
Incontinenza urinaria: Incapacità di trattenere l’urina, spesso anche solo ridendo o tossendo, dovuta ad un’eccessiva pressione sulla vescica da parte dell’utero. Questo disturbo si presenta solitamente verso la fine della gravidanza e scompare dopo il parto. Può essere utile effettuare giornalmente degli esercizi per il pavimento pelvico, contraendo per qualche secondo i muscoli posti attorno alla vagina e all’uretra, proprio come se si volesse interrompere la minzione. Se la perdita di piccole quantità d’urina è accompagnata a sangue, questo può essere un segnale di un’infezione vaginale in corso ed è opportuno avvisare il proprio ginecologo.
Incubatrice: Apparecchiatura, detta anche termoculla, nella quale è accolto il neonato dopo la nascita per evitare ipotermia (abbassamento della sua temperatura) e per offrirgli un graduale adattamento all’ambiente extrauterino, soprattutto se nato prematuro o con sofferenza fetale. Essa è costituita da vari elementi: il piano d’appoggio, dotato di materassino antidecubito, sollevabile sia dalla parte della testa sia dei piedi per modificare se necessario la posizione del neonato; la cupola di plexiglas, che racchiude il neonato per isolarlo dall’ambiente esterno, provvista di oblò apribili su almeno tre lati per consentire un facile accesso per le manovre mediche ed infermieristiche; il carrello, sul quale appoggia la termoculla e che permette un facile eventuale spostamento del neonato nell’ambito del nido, o dei luoghi adiacenti. Inoltre l’incubatrice è provvista di dispositivi di controllo automatici, per segnalare variazioni di temperatura e umidità, regolabili secondo le necessità del neonato. L’aria passa attraverso dei filtri per ridurre gli inquinamenti ambientali (pulviscolo, germi…) e l’eventuale erogazione di ossigeno, umidificato e riscaldato per migliorarne la tollerabilità, è dosata con regolatori di flusso. L’Infant Warmer, utilizzata nelle divisioni di patologia neonatale in alternativa all’incubatrice, è invece composta di un piano d’appoggio riscaldato da un pannello radiante per mantenere una temperatura costante su tutta la superficie cutanea del neonato. Molto spesso anche il materassino, posto sul piano d’appoggio e sul quale è sdraiato il neonato è riscaldato.


Induzione del travaglio: In alcuni casi è necessario provocare artificialmente le contrazioni uterine per dare inizio al travaglio, e quindi poi alle varie fasi del parto, o per rafforzare un travaglio iniziato spontaneamente. Si procede nei seguenti casi: nelle donne che abbiano superato di almeno sette giorni la data prevista del parto; in caso di consistente riduzione del liquido amniotico; se la placenta non nutre sufficientemente il bambino (insufficienza placentare) e comunque in tutti i casi in cui il piccolo non trae più giovamento dalla vita intrauterina. Inoltre viene eseguito anche nelle donne colpite da pre-eclampsia potenzialmente pericolosa per la mamma ed il bimbo. Il travaglio viene indotto con prostaglandine o ossitocina, o con la rottura artificiale delle membrane amniotiche.
Infezioni vaginali: Durante la gravidanza le mucose sono più ricche di acqua (per effetto del progesterone) e quindi le secrezioni vaginali sono più abbondanti. Bisogna comunque tenere sotto controllo tali secrezioni perché, a causa delle variazioni ormonali che influenzano l’equilibrio della flora batterica vaginale, possono rivelare un’infiammazione della vagina o della vulva. Infatti, se si notano perdite di colore, consistenza o odore diversi dal solito è meglio consultare il ginecologo; perdite bianche e di consistenza come la ricotta sono sintomo di un’infezione da fungo ( la Candida); perdite giallastre sono sintomo d’infezione da un batterio (lo streptococco).
Insonnia: E’ uno dei disturbi che si presentano durante la gravidanza dovuto sia a motivi psicologici sia fisici: da una parte la paura del parto, l’ansia per la salute del bambino, le preoccupazioni su come affrontare la nascita e i primi mesi di vita del neonato, dall’altra l’aumento di volume della pancia che non sempre consente di assumere una posizione comoda durante il sonno notturno. A questo si aggiunge anche il bisogno sempre più frequente di urinare. Per combattere l’insonnia bisogna cercare di rilassarsi il più possibile, pensare positivo, fare attività fisica adeguata al proprio stato, assumere una posizione comoda per dormire (in genere su un fianco, con un cuscino sotto la pancia e un altro sotto la gamba piegata), bere delle tisane rilassanti, approfittare di vari momenti della giornata per un breve sonnellino, non bere bevande eccitanti (caffè, tè, bibite a base di cola), consumare un pasto leggero alla sera.
Iperemesi gravidica: Vomito persistente e non reprimibile, spesso senza causa evidente. Tale disturbo si risolve generalmente da solo, anche se può essere curato, nel caso si presenti in modo frequente con il ricovero ospedaliero.
Iperpigmentazione gravidica: Oltre il 90% delle donne in stato interessante, presenta uno scurimento omogeneo della pelle in tutto il corpo. Al termine della gravidanza, la pelle riacquista il suo colore naturale.
Ipertensione gestazionale: Pressione arteriosa elevata che si verifica durante la seconda metà della gravidanza (cioè non è preesistente alla gravidanza) e che scompare dopo il parto.
Ipogalattia: Carente produzione di secrezione lattea che impedisce un normale allattamento al seno. Nell’ipogalattia primaria si verifica una secrezione lattea insufficiente, forse per una carenza di prolattina. Nell’ipogalattia secondaria, dopo un periodo di normale secrezione lattea, la produzione del latte diminuisce o scompare. Si parla di ipogalattia se la montata lattea non compare entro 24-28 ore dal parto. A volte si verifica anche una pseudoipogalattia, dovuta ad una debole suzione da parte del neonato. E’ importante ricordare, infatti, che uno dei migliori stimolatori per la secrezione lattea è la suzione da parte del piccolo, anche se, logicamente esistono dei preparati, in genere a base di prolattina o estratti placentari associati a vitamine, che il medico può prescrivere secondo l’intensità del problema. Nel caso di ipogalattia grave la madre nutrirà il piccolo con l’allattamento artificiale.
Ittero neonatale: Molti bambini, appena nati, sono leggermente itterici (dall’aspetto giallognolo) poiché i globuli rossi in eccesso che erano necessari durante la vita intrauterina sono distrutti nei primi giorni di vita e liberano un pigmento detto bilirubina. L’ittero scompare in genere dopo pochi giorni. Se persiste e se l’ittero è molto intenso, occorre sottoporre il bambino ad un controllo della concentrazione di bilirubina nel sangue. Se è superiore al limite massimo è necessario sottoporre il bambino ad un’exanguitrasfusione, in cui una parte del suo sangue viene sostituito con quello fresco di un donatore. In caso di livelli di concentrazione non molto elevata il bimbo è messo sotto una lampada, a luce bianca o blu (fototerapia) che ossida la bilirubina trasformandola in una sostanza chimica non nociva, facendo scomparire l’ittero.
IVG: Interruzione Volontaria della Gravidanza, regolata dalla legge 194/78 che tutela e appoggia la donna attraverso medici specialisti.

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