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Costa Concordia incidente, aggiornamenti sull’inchiesta e sul disastro ambientale

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

07 Febbraio 2012

naufragio costaLa tragedia della Costa Concordia vive ora un momento di attesa

Dopo l’annuncio dell’ interruzione definitiva delle ricerche subacquee, operazioni considerate al momento troppo rischiose per le forze dell’ ordine impiegate nel recupero dei dispersi, ora si attende l’ inizio delle operazioni del prelievo del carburante. Quasi 2400 tonnellate di carburante ancora stipate all’interno dei serbatoi della nave che, nella peggiore delle ipotesi, se dovessero riversarsi nel mare, darebbero origine ad una catastrofe ambientale di grandi proporzioni.

Purtroppo il peggioramento delle condizioni meteo non agevolano di certo le operazioni. Il mare grosso, il freddo e il vento ha fatto si che i lavori venissero interrotti a data da destinarsi. Così alla ditta olandese Smit & Savage, incaricata dalla stessa Costa Crociere di recuperare il gasolio a bordo del relitto, non resta che attendere che il tempo migliori.

Ma c’è stata attesa anche per quanto riguarda l’inchiesta in corso sulle eventuali responsabilità del disastro.

comandante schettino costaIeri infatti si è svolto al Tribunale di Firenze, il riesame per la sorte del comandante Francesco Schettino, principale imputato di tutta la vicenda, che attualmente si trova agli arresti domiciliari presso la sua casa a Meta di Sorrento (NA).

Contrapposte le richieste effettuate in aula.

Da un lato ci sono i pm di Grosseto che ne richiedono il fermo carcerario perché, secondo loro, sussiste la possibilità che il comandante possa sia tentare la fuga, cosa già avvenuta al momento del disastro e dimostrato con il suo abbandono preventivo della nave, sia tentare di inquinare le prove. Dall’altro gli avvocati difensori di Schettino, che richiedono l’annullamento dei domiciliari.

La discussione è durata tre ore e mezza, al termine delle quali i giudici si sono riservati la decisione, esprimendo la volontà di pronunciarsi solo allo scadere dei termini prefissati, ossia giovedì 9 febbraio, salvo poi ripensarci ed ufficializzare oggi la loro decisione: confermati gli arresti domiciliari per il comandante Francesco Schettino.

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