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Costa Concordia incidente: i sommozzatori recuperano un orsacchiotto per il piccolo naufrago che lo aveva smarrito

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

10 Febbraio 2012

costa concordiaÈ quasi un mese che ogni giorno vengono ripetute informazioni inerenti la tragedia che ha come protagonista il naufragio della Costa Concordia, il suo stato di “solidità”, i suoi movimenti, le ricerche compiute all’interno ed all’esterno, di giorno e di notte, dalle squadre di soccorso.

Un mese di indagini giudiziarie, di racconti e testimonianze sulla viltà del suo comandante, troppo pavido per restare sulla nave che iniziava ad inclinarsi e prestare soccorso a coloro che avevano maggiormente bisogno di aiuto, di pettegolezzi su presunte relazioni extraconiugali, tanto da far comparire sul web delle parodie denominate Love Boat Costas.

Ma una tragedia resta pur sempre una tragedia e, nonostante tutti i “ricami” mediatici forniti dai media, spesso possiamo apprendere notizie che riguardano le piccole tragedie, quelle vissute dai singoli viaggiatori che, quella notte del 13 gennaio, hanno visto (è il caso di dirlo) la morte in faccia.

Storie non sempre con un lieto fine, come la trentenne che, a causa del forte stress subito dal naufragio, ha perso il bimbo che portava in grembo da cinque mesi, la piccola Dayana, la più piccola dei dispersi il cui corpicino è stato inghiottito dalla nave e non ancora restituito alla madre, che altro non chiede di rivedere per un ultima volta sua figlia.

costa concordia solidarietàStorie di grande solidarietà, come quella degli abitanti dell’isola del Giglio che, nel cuore della notte, hanno offerto riparo e conforto ai naufraghi, prestando loro coperte e vestiti e fornendo pasti caldi e letti sui quali riposare. Ed è proprio da una lettera di ringraziamento ricevuta da una famiglia ospitante, che arriva l’ultima notizia dell’ennesima testimonianza di grande calore umano.

Un padre, sopravvissuto al disastro assieme al figlio con il quale viaggiava, ha pensato di ringraziare la famiglia che li ha ospitati con una mail, nella quale descriveva il loro ritorno alla quasi normalità. Quasi perché, purtroppo, il suo bambino non riusciva più a dormire, avendo lasciato sulla nave il suo orsacchiotto, amico inseparabile e compagno notturno dal giorno in cui gli era morta la madre.

orsettoForse la cosa potrà far sorridere ma credetemi, non è raro riscontrare in un bambino un grande attaccamento per il suo pupazzo preferito, anche se, ad occhi sconosciuti, quest’ultimo potrà risultare lurido e liso.

La famiglia gigliese ha prontamente riferito la vicenda al sindaco, Sergio Ortelli, che ha allertato i vigili del fuoco, incaricati nelle operazioni di soccorso attorno al relitto. Quest’ultimi hanno prontamente individuato, attraverso la planimetria della nave, il punto esatto della cabina dove alloggiava il bambino e, nella giornata di lunedì, alcuni sub sono riusciti a recuperare l’orsacchiotto.

Ora quell’ orsetto un po’ malconcio è già in viaggio per Verona e siamo sicuri che, nonostante sia stato ritrovato alquanto zuppo e malandato, riceverà una calorosa e tenere accoglienza, quella che solo la sincerità pura e incondizionata di un bambino sa dare.

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