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La sordità infantile: diagnosi precoce per la salute del bambino

Angelica

di Mamma Angelica

06 Marzo 2011

La sordità impedisce la percezione dei suoni. Tale impedimento può essere più o meno grave a seconda dei livelli di sordità. Tanto più le capacità uditive sono ridotte, tanto più la “comunicazione con il mondo è limitata”.

I defict uditivi hanno un serio portato negativo perchè influiscono sulla parola, ovvero sul primo strumento di espressione nel mondo, ma inibiscono anche la comprensione perchè chi non sente, non parla e non capisce ciò che parlando gli altri esprimono e comunicano.

Per sopperire alle insufficienze uditive occorre essere educati, le terapie logopediche garantiscono il supporto necessario, spesso si affiancano ad altri strumenti medici e tal volta il paziente è sostenuto anche da supporti uditivi meccanici (protesi acustiche o impianti cocleari). E’ compito dei medici considerare e valutare l’approccio migliore per ogni paziente. Diversamente è compito dei genitori monitorare le competenze uditive del bambino ed in caso di dubbi sulle sue capacità di percezione dei suoni rivolgersi innanzitutto al pediatra.

Proviamo a chiarire con la massima semplicità cosa sia la sordità infantile:

Le sordità infantili si dividono in acquisite e ereditarie.

Le sordità acquisite si presentano in diversi periodi e possono essere dovute a diverse cause.

Prenatali:

-infezioni virali contratte in gravidanza

-sostanze tossiche assunte dalla madre

Perinatali:

-ipossia

-ittero

-immaturità

Postnatali:

-meningoencefaliti

-traumi vari

Le sordità ereditarie rappresentano circa il 60% delle sordità infantili, si possono avere quando uno o entrambi i genitori soffrono di handicap uditivi.

Perché è importante effettuare la diagnosi di sordità ai nostri bambini?

Si stima che circa un bambino su 1000 nasca con una sordità così grave da compromettere l’acquisizione del linguaggio.

  • Il vocalizzo,che compare verso il secondo mese,rappresenta l’inizio della produzione dei suoni; verso il quinto mese compare la lallazione,ma è solo verso l’anno che il bambino inizia la riproduzione volontaria di ciò che sente.
  • Fra i 18 mesi e i 2 anni il bambino inizia a costruire le prime frasi che si struttureranno progressivamente fino ai 3 anni.
  • A 5 anni il bambino sarà in grado di formulare frasi arricchendole con articoli,avverbi ,preposizioni,forme imperative ed interrogative e perciò si può affermare che a questa età il suo linguaggio sia ben organizzato.

Nel bambino affetto da sordità queste tappe dello sviluppo del linguaggio non hanno luogo e ciò può provocare alterazioni dello sviluppo psicomotorio e disturbi del comportamento.

Cogliere gli stati d’animo solamente dall’espressione del viso e dagli atteggiamenti, senza il supporto del linguaggio può provocare diffidenza, aggressività,tendenza all’isolamento, e depressione.

Fortunatamente oggi  esistono delle protesi speciali e dei metodi di educazione e riabilitazione ortofonica in grado di migliorare lo sviluppo psico-linguistico dei bambini sordi.

In questa fase il bambino dovrà essere seguito da un logopedista che, coadiuvato dalla famiglia, aiuterà il piccolo non solo ad acquisire il linguaggio,ma lo seguirà nel tempo facilitandone l’inserimento a scuola e affiancando gli insegnanti in modo da farlo integrare con i normoudenti nel modo migliore possibile.

Fonte: http://www.sordita.it/load.php?page=sorditainfantile#2

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