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Concordia ultime novità sulle indagini: colpe e responsabilità del naufragio

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

24 Febbraio 2012

costa naufragioCosta Concordia naufragio: non tutte le colpe sono del comandante Schettino

Il naufragio della Costa Concordia fu un lungo susseguirsi di errori, imprudenze e ritardi, non tutti imputabili solo ed esclusivamente al comandante Francesco Schettino che, secondo i protocolli marittimi, poteva essere fermato da qualcuno degli altri ufficiali presenti in plancia.

È ciò che afferma il procuratore di Grosseto Francesco Verusio nella lettera d’ordinanza con la quale richiede l’incidente probatorio per altri sette indagati, al di fuori del comandante Schettino e dell’ufficiale Ciro Ambrosio:

  • 4 ufficiali della nave presenti in plancia di comando quella drammatica notte (Roberto Bosio, Silvia Coronica, Salvatore Ursino, Andrea Bongiovanni);
  • 3 dipendenti della compagnia armatrice Costa Crociere (Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Parodi).

Inoltre, alle già tre imputazioni emesse contro Schettino (omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave), ne vengono aggiunte altre, dopo il ritrovamento e il recupero degli ultimi due giorni di otto corpi, che fanno salire così il numero delle vittime del naufragio a 25, mentre restano da trovare ancora altri 7 dispersi.

costa concordia naufragioAbbandono di incapaci e omessa comunicazione alle autorità marittime.

La prima perché tra le ultime vittime ritrovate c’era anche il corpo della piccola Dayana Arlotti, la vittima più giovane di tutta la tragedia (aveva solo 5 anni); la seconda perché Schettino non allertò immediatamente la guarda costiera delle reali condizioni della nave, anzi, insistette nel dichiarare che a bordo si era verificato un semplice black-out, la stessa falsa versione fornita ai passeggeri.

costa roberto bosioMa se le imputazioni di Schettino aumentano, perché allora coinvolgere anche altre 7 persone?

Sempre secondo i pm di Grosseto, gli ufficiali presenti in plancia, e quindi informati sui reali fatti che stavano accadendo all’interno della nave, nonché testimoni oculari del non tempestivo intervento di Schettino, hanno avuto un comportamento “imprudente, negligente, violando leggi, regolamenti, ordini e discipline”.

In poche parole gli ufficiali, ma soprattutto il comandante in seconda Roberto Bosio, sarebbero potuti intervenire tempestivamente al posto dell’incerto comandante, in modo tale da limitare il più possibile i danni, oppure riferendo alle autorità le reali condizioni in cui versava la nave.

Per quanto riguarda i dipendenti della Costa le accuse mosse dal pm sono di “omissione di verificare adeguatamente le incongrue informazioni fornite dal comandante in merito alla collisione e al blackout e il non aver predisposto misure tali da assicurare la salvezza in mare, prevenire lesioni alle persone o perdite di vite umane”.

Che il naufragio fosse avvenuto per un errore umano, questo era un dato più che certo, ma che questo errore fosse stato commesso da un così elevato numero di persone…………

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