Famiglie allargate: la mamma ha un nuovo compagno

Si sà, il destino non sempre riserva per noi un futuro come lo vorremmo, come lo abbiamo sognato…

…Capita così che un rapporto finisca, che i genitori si separino. Scelta non facile, travagliata, sofferta, non priva di dolore per adulti e figli.

Ma la vita amorosa, sentimentale di un genitore separato non si conclude con la fine del matrimonio. Si chiude una porta e può capitare che se ne apra un’altra che cela un nuovo grande amore.

Nascono i dubbi….

…Il primo, immediato, è la paura di traumatizzare il figlio, già provato dalla separazione, “imponendogli” un nuovo compagno.

Il secondo è ancora una volta una paura, quella di rompere l’equilibrio che si è creato tra il genitore e il figlio. Quell’equilibrio trovato dopo lo smarrimento conseguenza della separazione, quelle dinamiche “a due” consolidate, quella serenità che è stata così difficile conquistare….

Il nuovo compagno è sicuramente un “intruso” con la pretesa di inserirsi nelle dinamiche quotidiane , un terzo incomodo insomma….

….ma queste sono solo paure…..la realtà è ben diversa…..

Il nuovo compagno è un arrichhimento, un bene aggiunto, un nuovo punto di riferimento, è freschezza, solarità, è vita che scorre, è sentimento, è amore, ma non solo…..

Il figlio gioverà della nuova relazione della mamma, tanto più questa saprà introdurre il nuovo compagno nella sua vita a piccoli passi che sono poi delle piccole conquiste; lasciando al figlio il tempo, tutto quello necessario, perchè possa elaborare ed accettare la novità….senza mai avere fretta!

Le ali dell’amore ci portano a percorrere oceani in un minuto, ma bisogna tenere a freno questa impulsività, poichè non siamo sole. Siamo madri quanto donne. Abbiamo in egual misura diritto al nuovo amore e dovere di proteggere nostro figlio da traumi. Ecco perchè il tempo gioca un ruolo fondamentale.

La presenza di una terza persona aggiunta alla coppia mamma-bimbo, gioca un ruolo importantissimo. Troppo spesso la mamma instaura col bambino un rapporto simbiotico, a causa del quale il bambino fatica a recedere il “cordone ombellicale”, fatica a crescere, a diventare grande, a diventare autonomo. Il rischio in questo rapporto di coppia sui generis, è che il figlio crescendo si sentirà responsabile della madre e arrancherà per costruirsi una propria vita autonoma. Il bambino può avere l’impressione che la felicità della mamma dipenda solo da lui, perchè la mamma è solo mamma e basta, e non mamma, donna, compagna ecc…per cui il bimbo può sentirsi investito di un ruolo totale che lo lega sempre più alla sua mamma. Crescendo questo bambino può sviluppare dei disturbi, delle ansie e perfino delle psicosi. Ovviamente questi sono ipotesi di casi un pò limite, non è detto che poi il bambino non abbia le forze o non trovi gli strumenti per gestire la situazione con più serenità, non possiamo però negare che parta già con un “bel carico”, fatica ulteriore che si aggiunge alle comuni difficoltà di crescita.

In altri casi il distacco dalla madre avviene in modo brusco, violento perchè il figlio sente il desiderio di una vita autonoma ma non ha gli strumenti per costruirla, il legame con la madre può essere sentito addirittura claustofobico, una prigione da cui scappare.

La presenza di una persona accanto alla mamma, facilita il distacco tra mamma e figlio, liberando quest’ultimo dal rapporto che può diventare morboso e restituendo al bambino il diritto di crescere e diventare autonomo con serenità. Questa è una delle ragioni che avvallano la scelta di una donna di avere un nuovo compagno e la liberano dalla paura di commettere un torto nei confronti del figlio.

Care mamme separate, non abbiate paura ad accogliere un nuovo compagno, darete a vostro figlio e a voi stesse un’opportunità di vita migliore!

Scritto da Mamma Simona

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Un commento

  • simona
    20/01/2011 | Permalink |

    Salve, ho una bimba Asia di 4 anni e mezzo con il suo papà ci siamo lasciati che lei era ancora piccina e cmq lui non è presente per niente, più o meno la vede 1 volta al mese per quei 15 o 20 minuti di visita non di più. Noi viviamo in casa con i miei genitori e io lavorando tutto il giorno la riesco a seguire ben poco purtroppo. Ora sto frequentando una nuova persona lei ancora sa che è un amico di mamma e di mia sorella, lui frequenta casa nostra e ogni tanto si esce tutti e 3 insieme. Hanno un bel rapporto lei ci gioca, ci va in braccio gli da i bacini…. però non lo chiama per nome (a parte in 2 occasioni) lo chiama con il nome che ho dato io al Ken delle Barbie. Però se deve parlare di lui con altre persone allora si che parla di lui con il nome vero ovvero Marco. La bimba poi in sua presenza alterna momenti tranquilli e sereni a momenti di scocciatura, maleducazione e ira (è capitato 2 volte che per una sciocchezza ha messo su un casino piangendo disperata) lo so che probabilmente è così che manifesta il suo disagio ma io e lui non stiamo mai in atteggiamenti “strani” davanti a lei ma sicuramente ha capito che lui è speciale per me insomma che è diverso dai soliti amici. Ora pensavo che fosse arrivato il momento per spiegarle bene come stanno le cose con Marco che lui è piu di un amico per me, Ma non saprei proprio come affrontare il discorso vorrei dirle cose giuse e nel modo giusto. Non vorrei che magari lei dopo averlo saputo si distacchi da lui. Anche perchè noi stiamo già programmando una convivenza e cercando casa sperando che la mia bimba riesca ad affrontare con serenità il distacco dai nonni a cui è legatissima. Cmq non si andrebbe lontano e dopo l asilo la terrebbe sempre mio padre. Ah dalla recita di Natale all asilo in cui era presente il padre di Asia e Marco non c’era, la bimba ha iniziato ad avere un tic (veramente sono 3 tic naso e bocca) ho letto su internet che può essere per un motivo di ansia ….. Ora l ultima cosa che voglio è che mia figlia soffra di ansia :-( ((((( perciò sicuramente c’è qualcosa che non va qualcosa che la disturba… sicuramente sarà legato alla presenza di Marco che devo fare? grazie in anticipo
    Simona

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